Benvenuti! (di Alessandro Beux – Presidente Ordine TSRM e PSTRP)

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“La parte giusta non è un luogo dove stare;

è, piuttosto, un orizzonte da raggiungere.

Insieme”

Luigi Ciotti

 

Gentile collega,

un anno fa, il 13 marzo 2018, il Ministero della salute ha emanato il decreto col quale sono stati istituiti gli albi delle 17 professioni sanitarie non ancora ordinate, tra le quali la tua.

Da quel giorno i 61 neocostituiti Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, ex Collegi TSRM, si sono attivati per realizzare quanto richiestogli dalla normativa.

La loro opera ha potuto beneficiare del supporto della Federazione nazionale, del CONAPS, delle Associazioni maggiormente rappresentative e dei loro rappresentanti (RAMR). Li ringrazio tutti per quel che di pregio han fatto e stanno facendo.

Il numero e la complessità delle cose a cui pensare, da fare e da garantire è stato tale da determinare un carico di lavoro sovradimensionato rispetto al patrimonio di risorse inizialmente disponibili. Ciò ha generato alcuni disservizi dei quali siamo consapevoli e dei quali, nonostante non siano dipesi dalla nostra volontà, mi scuso a nome di tutti: stiamo lavorando per garantire una capacità di ascolto e di risposta in linea con le tue necessità.

Da aprile a giugno abbiamo lavorato per progettare e realizzare la procedura e il portale che consentissero la gestione dematerializzata del processo di iscrizione: una scelta ambiziosa, responsabile e lungimirante da parte del Consiglio nazionale (l’assemblea dei Presidenti degli Ordini). A oggi le iscrizioni al portale sono 143.000; i professionisti giunti alla fine del percorso con un numero di iscrizione al relativo albo sono circa 72.000. Questi due numeri testimoniano come, ancorché imperfetto, il portale funzioni e assolva al compito per il quale è stato pensato, anche grazie ai costanti interventi effettuati a seguito delle vostre segnalazioni.

Come sai, dal 1° luglio 2018 decorre l’esigibilità dell’iscrizione all’albo prevista della legge 3/2018 (l’obbligatorietà decorreva sin dal precedente 15 febbraio, giorno di entrata in vigore della legge), al pari di quanto da tempo vigeva per Medici, Farmacisti, Infermieri, Ostetriche, Tecnici di radiologia, Assistenti sanitari, etc… Da quel giorno la pre-iscrizione alla piattaforma ti ha consentito di continuare a svolgere l’attività professionale senza possibilità di contestazioni, pur non avendo ancora ottenuto il numero di iscrizione.

Tenuto conto delle osservazioni e dei commenti, anche di natura economica, che in questi ultimi mesi ho avuto modo di registrare da parte dei colleghi che, come te, sono stati tenuti a presentare la domanda di iscrizione all’albo, sottopongo alla tua attenzione le seguenti considerazioni, rivolgendoti la preghiera di dedicar loro almeno un pensiero. Lo faccio perché son convinto che se anche solo la maggioranza di noi vi aderisse, l’Ordine si realizzerebbe appieno, diventando quell’ente sussidiario dello Stato in grado di riconoscere, tutelare e promuovere la professionalità degli iscritti, quindi la qualità complessiva della loro opera, a tutto vantaggio delle persone che all’interno del sistema sanitario ne beneficiano.

L’Ordine è previsto dalla legge, così come lo sono l’obbligatorietà dell’iscrizione a uno dei suoi albi e la relativa tassa annua. Non è, pertanto, sulla legittimità o meno di questi elementi che conviene impegnare il nostro tempo e i nostri sforzi. Invece, è responsabile dedicare le nostre risorse alla definizione e alla realizzazione delle modalità attraverso le quali fare un buon uso di questi tre strumenti consegnatici dalla norma.

Ad esempio:

  • l’Ordine può essere un inutile ente esattore, oppure la casa istituzionale comune, nella quale promuovere la crescita delle singole professioni e la loro interdisciplinarietà;
  • l’iscrizione all’albo può essere uno sterile adempimento burocratico, oppure uno strumento attraverso il quale si certificano il possesso iniziale e il mantenimento delle competenze, dando costante autorevolezza ai professionisti;
  • infine, la tassa di iscrizione annua può essere un irritante balzello, oppure un investimento che ognuno di noi fa a favore della sua professione, fornendo le risorse economiche necessarie a garantirne l’indipendenza e la crescita.

La differenza non la fa mai lo strumento in sé, ma la qualità delle persone che ne dispongono e del modo in cui lo usano.

È, infatti, sulla qualità della risorsa umana che dobbiamo puntare per dare valore all’Ordine, all’obbligatorietà dell’iscrizione all’albo e alla relativa tassa. In questo eccezionale momento di impegnativa transizione dal mondo noto che non c’è più a quello nuovo che non si è ancora del tutto compiuto, ci dobbiamo tutti prodigare per dare una mano al nostro ente, seguendone le indicazioni, sostenendone le iniziative, proponendone di nuove, sollecitandolo all’ascolto, all’inclusione, alla trasparenza e alla rendicontazione, vivendone i momenti assembleari ed elettivi, con una presenza attiva, propositiva e rispettosa.

I decreti sulla composizione delle commissioni d’albo e dei Consigli direttivi di prossima pubblicazione consentiranno a tutti gli iscritti di partecipare direttamente e pienamente alla vita istituzionale, apportando i propri contributi a favore di una sintesi che non sarà solamente la loro somma, bensì il loro prodotto. Un’opportunità preziosa, da riconoscere e cogliere: dobbiamo individuare coloro che tra di noi hanno il miglior profilo istituzionale e favorirne la concentrazione negli Ordini. Loro ci rappresenteranno con autorevolezza ed efficacia nei confronti delle altre Istituzioni, delle Amministrazioni, del mondo scientifico e professionale, delle organizzazioni sindacali, della politica, della società nel suo insieme, quindi del Sistema sanitario e delle persone assistite.

Gentile collega, ho dato 25 anni della mia vita all’Ordine, già Collegio; ho avuto intuizioni, proposto e realizzato progetti, preso e subito decisioni, fatto esperienze, lavorato, instaurato e interrotto relazioni, commesso errori, fatto sacrifici, sopportato e supportato, apprezzato l’opera degli altri, imparato e compreso. Sulla base di questo patrimonio di vita istituzionale ti consegno quella che ritengo essere la chiave di lettura più positiva e propositiva:

l’Ordine è quello che tu, io e gli altri colleghi siamo disposti a farlo essere.

Se gli daremo poco, avrà poco da dare, perché l’Ordine siamo noi!

Postato il 24 marzo 2019