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Centrosinistra furbo, inadempiente e inaffidabile: mandiamoli tutti a casa!

Centrosinistra furbo, inadempiente e inaffidabile: mandiamoli tutti a casa!

di ROMUALDO CARINI – Fisioterapista – Direttore Responsabile di “Riabilitazione Oggi”

Tratto da “Riabilitazione Oggi” – Anno XXV n. 3 – Marzo 2008 – pag.1

Centrosinistra furbo, inadempiente e inaffidabile?”

Era questo il titolo (che comprendeva anche un “possibilista” punto interrogativo finale), di un nostro articolo comparso sul numero 7, mese di settembre del 2006, di Riabilitazione Oggi.

Articolo che esprimeva tutta la nostra delusione e preoccupazione, per la prima mancata (ma superpromessa) emanazione, da parte del Governo Prodi, del Decreto istitutivo degli Ordini delle Professioni Sanitarie, quale giusto completamento della legge “bipartisan” n. 43/2006.

Decreto bocciato da Rutelli, Bersani, Bonino, Lanzillotta e altri, in occasione del Consiglio dei Ministri tenutosi il 31 agosto di quell’anno.

Elezioni amministrative di maggio 2007: prova generale per mandarli a casa?”

Era invece questo il titolo di un altro nostro articolo, comparso sul n.3, mese di marzo 2007, nel quale, facendo il punto della situazione “Ordini” e “Abrogazione art. 1-septies”, si lanciava un inevitabile (vista appunto la situazione) avvertimento a Governo e Maggioranza, perché mantenessero gli impegni assunti e le promesse sbandierate.

E fra poco, il13 e 14 aprile, ci sarà la fatale, ma sacrosanta resa dei conti!

Saranno “giorni di paga” e, come si diceva nell’articolo del marzo 2007, “….si paga in base al peso ed alla qualità di ciò che ci viene dato….”. E allora alzi la mano, chi non ritiene che il titolo delle presenti considerazioni non debba essere la sintesi dei due titoli precedenti!

Come pagare l’On. Turco, Ministro della Salute, che “…voleva stabilire una forte alleanza con le Professioni Sanitarie…”, che voleva “…valorizzarle conferendo loro un ruolo alla pari nel Sistema Sanitario…”, che si impegnava a “…dare attuazione, entro i tempi stabiliti, alla legge 43…” (promesse al pubblico fatte al Convegno tenutosi il 27 maggio 2006 all’Exposanità di Bologna), ora “addolorata” per il mancato varo del provvedimento, a causa però, a suo dire, non del Governo, ma della “…non unanimità dei Gruppi parlamentari di Camera e Senato…” sulla questione? (vedi suo Comunicato Stampa).

Come pagare gli On. Rutelli e Bersani, che fin da quel famoso Consiglio dei Ministri del 31 agosto 2006, hanno bollato questi Ordini come “meccanismi pseudocorporativi”, in contrasto con le “lenzuolate” di liberalizzazioni che il Governo Prodi sognava di fare?

Come pagare l’On. Mastella (il quale però, mentre scrivo, pare abbia “sorprendentemente” rinunciato a ripresentare la sua candidatura alle prossime elezioni), che, incontrando il 15 marzo 2007, una Delegazione dei Tecnici Sanitari di Laboratorio Medico, in 7 (sette) minuti, con “estrema chiarezza e pacatezza” chiariva la posizione ufficiale del Governo: “…fino all’approvazione della riforma delle professioni non si faranno altri ordini e albi e che in ogni modo il governo farà al massimo 4 Ordini per l’area sanitaria…”?

Come pagare l’On. Bonino, che si vanta perchè “…le resistenze mie e di altri colleghi ministri a varare in zona Cesarini nuovi Ordini professionali, hanno determinato alla fine il non esercizio della delega, con la quale si sarebbero dovuti istituire nuovi ordini riguardanti le professioni sanitarie” (dal suo Comunicato Stampa) e che ci spiattella in faccia che la sua opposizione “…non riguardava tanto le categorie interessate, quanto il principio stesso di potenziare ulteriormente la struttura ordinistica che caratterizza in modo così forte il nostro Paese…”? Una sorta di “integralismo liberista”.

Come pagare questi personaggi, che il 13 e 14 aprile ci verrano a chiedere di riconfermarli come “nostri rappresentanti in Parlamento” riciclati in vecchie o nuove formazioni politiche?

Come pagare chi “…non capisce la differenza fondamentale tra chi esercita una professione sanitaria e chi no, tra la liberalizzazione del mercato e la necessaria tutela della salute dei cittadini attraverso prestazioni di professionisti regolamentati, verificati e valutati da un Ordine orientato su valori deontologici e di alta competenza…”? (Dichiarazione di Annalisa Silvestro, Presidente della Federazione dei Collegi IPASVI, che raccoglie circa 340.000 Infermieri Professionali).

Come pagare chi considera l’Ordine, cioè una nostra possibile “associazione di professionisti a cui l’ordinamento italiano riconosce personalità giuridica di diritto pubblico, in quanto perseguente fini d’interesse generale” (nella fattispecie la tutela della professionalità degli iscritti e la tutela della Salute dei cittadini), alla stregua di “sacche di privilegio inaccettabili” e “forme organizzative antistoriche alla luce del mercato globale”?

Personalmente (PERSONALMENTE) cercherò di fare in modo, con il mio modesto voto, di allontanare il più possibile, nella prossima legislatura, simili personaggi da qualsiasi leva di potere, così da impedire loro di fare altra confusione ed altri danni alla mia Professionalità e, per quanto ad essa collegato, alla Collettività che ha bisogno delle mie prestazioni. 

Non garantire l’eccellenza e la qualità delle cure, attraverso competenze e professionalità ordinisticamente certificate, la considero MALASANITA’.

Il “nuovo” (riciclato) che avanza, contiene ancora il “vecchio” e, per noi, non è più tempo di specchietti per le allodole.