CONSIGLIO REGIONALE TOSCANA – Mozione contro sanatoria abusivi Professioni Sanitarie

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Gruppo consiliare

Articolo 1 – Movimento democratico e progressista

Firenze 18 gennaio 2019

Al Presidente del Consiglio Regionale

Mozione

 

In merito alla deroga per l’iscrizione agli Ordini professionali delle Professioni Sanitarie anche da parte di professionisti senza titoli a seguito della modifica alla Legge 26/02/1999, n. 42 (Disposizioni in materia di professioni sanitarie) approvata con la Manovra Finanziaria;

IL CONSIGLIO REGIONALE

Premesso che:
– con l’approvazione della Legge 30/12/2018, n. 145 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021) è entrata in vigore, a far data dal 1° gennaio 2019, la modifica della Legge 26/02/1999, n. 42 (Disposizioni in materia di professioni sanitarie) con l’inserimento all’art. 4 del comma 4-bis, come segue:Ferma restando la possibilità di avvalersi delle procedure per il riconoscimento dell’equivalenza dei titoli del pregresso ordinamento alle lauree delle professioni sanitarie di cui alla Legge 1° febbraio 2006, n. 43, coloro che svolgono o abbiano svolto un’attività professionale in regime di lavoro dipendente o autonomo, per un periodo minimo di trentasei mesi, anche non continuativi, negli ultimi dieci anni, possono continuare a svolgere le attività professionali previste dal profilo della professione sanitaria di riferimento, purché si iscrivano, entro il 31 dicembre 2019, negli elenchi speciali ad esaurimento istituiti presso gli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione”.

Considerato che:
con il sopra citato provvedimento diventa dunque sufficiente l’aver svolto professioni sanitarie infermieristiche, di ostetricia, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione senza il possesso di un titolo abilitante per l’iscrizione all’albo professionale, per un periodo minimo di 36 mesi, anche non continuativi, negli ultimi 10 anni;


il suddetto provvedimento ha suscitato molte polemiche fra le associazioni di categoria che parlano di “sanatoria” malgrado il fatto che “appartenere ad un albo non è una semplice iscrizione, ma significa dover dimostrare al nostro Sistema nazionale, e quindi alla collettività tutta, di possedere una serie di requisiti: un percorso formativo di base e di specializzazione nel settore sanitario, di aver acquisito competenze e abilità, di aver superato esami e prove”;


– tra le voci che maggiormente lanciano l’allarme c’è l’Associazione Italiana Fisioterapisti, che esplicita così i rischi che il provvedimento comporta: “assisteremo al paradosso che chi ha lavorato come dipendente o autonomo svolgendo attività riconducibili a quelle di una professione sanitaria come il fisioterapista o altra professione, senza titoli di studio abilitanti all’esercizio, verrà iscritto in elenchi speciali, potendo così continuare ad esercitare abusivamente. Una assurdità totale”;

– analogo allarme è stato lanciato dal CONAPS (Coordinamento Nazionale Associazioni Professioni Sanitarie) in una lettera aperta del 27 dicembre u.s. indirizzata al Ministro della Salute On. Giulia Grillo e alla Presidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati On. Marialucia Lorefice, nella quale insieme alle numerose osservazioni circa gli effetti negativi del provvedimento, le stesse lamentano il mancato coinvolgimento e ascolto da parte del Governo;


– i
l provvedimento in oggetto introduce elementi di forte incertezza, perché indebolisce la dignità e la credibilità degli Ordini professionali sanitari sopra citati e soprattutto fa venir meno la piena garanzia, che va doverosamente data ai cittadini, di servizi svolti da professionisti titolati.

IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

– ad attivarsi nei confronti del Governo nazionale e del Parlamento, affinché il provvedimento sopra citato venga quanto prima modificato al fine di superare le problematiche e i potenziali effetti dannosi sopra esposti e segnalati anche dalle Associazioni professionali sanitarie, e affinché vi sia il pieno coinvolgimento dei relativi Ordini professionali dei TSRM e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione e delle associazioni maggiormente rappresentative;

– ad intraprende ogni azione di propria competenza al fine di garantire, alla luce di quanto sopra esposto, la piena garanzia di servizi svolti da professionisti titolati nel territorio regionale;

 

I Consiglieri

Postato il 20 gennaio 2019