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Covid19. Fisioterapisti “figli di un dio minore?” Lettera aperta al Presidente Nazionale Ordine TSRM-PSTRP (di Laura P.*)

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Egregio Presidente,

sono una Fisioterapista e le scrivo dopo essermi resa conto, ancora una volta, leggendo il Decreto “Cura Italia”, firmato in data 24 aprile 2020 e riguardante l’emergenza Covid19, che, forse per fretta, forse per distrazione o forse, più probabilmente…perché, a distanza di più di un anno dall’istituzione del nostro Albo…stratassato e subito pagato da noi tutti….di fatto è rimasta ancora inalterata la discriminazione tra noi Fisioterapisti e altre professioni sanitarie…..più mediaticamente celebrate. Fisioterapisti appunto esclusi (compresi i familiari), insieme a tutte le altre professioni sanitarie, da indennizzo, in caso di decesso avvenuto “sul campo”, causa Covid19.

Questa emergenza ha, di fatto messo, noi Fisioterapisti, di fronte a questa ingiusta, triste e inaccettabile disparità, e lo ha fatto a fronte di fatti concreti, che, invece, dimostrano quanto essa sia iniqua, perché noi siamo professione indispensabile nella gestione di tutti i pazienti….senza distinzione di patologie specifiche, per tutte le quali è riconosciuta e richiesta la nostra competenza e il nostro approccio terapeutico, insieme, e non separatamente, agli interventi delle altre figure sanitarie, al fine ultimo di accompagnare il paziente alla guarigione completa o parziale, che può essere raggiunta solo grazie al nostro intervento, successivo o contemporaneo, a quello di altre figure.

La invito quindi ad analizzare con attenzione l’attuale situazione di emergenza Covid19 dal punto di vista del Fisioterapista….

Innanzitutto, non da oggi, dopo più di 8 settimane di pandemia, ma dai primissimi giorni dei ricoveri nelle Terapie Intensive e nelle Rianimazioni…il Fisioterapista era in prima linea con medici e infermieri…

Questi considerati “eroi”…e poi, a distanza, venivamo noi e colleghi di altre professioni….ma, si badi bene…per ignoranza di popolo…non in senso dispregiativo…bensì di non conoscenza del nostro ruolo (già l’istituzione dell’Albo, partorita a fatica dopo così tanti anni la dice lunga…ma stendiamo un velo pietoso)…

Comunque, tornando al nostro contributo, assicurato fin dal primo giorno…esponendoci a rischi e turni massacranti…con addosso dispositivi…uguali, scomodi, fastidiosi come quelli usati dalle altre professioni “eroiche” (e dire altre mi fa già specie, perché…non c’è differenza di importanza come in una piramide gerarchica…no…si parla di team…e solo perché loro si chiamano medici e infermieri e noi fisioterapisti…tutto qui)….

E ora, che l’emergenza sta diventando meno emergenza…ha per caso pensato…a chi si prenderà in carico i pazienti…che prima seguiva nel team…e ora dovrà prendersi in carico da solo?

E di chi e cosa avranno bisogno i pazienti ex-covid, se non di Fisioterapia e del Fisioterapista?

Soprattutto ora, nei Reparti dove sono stati trasferiti dalle Terapie Intensive….dopo mesi di allettamento….depressioni da solitudine, lontani dai loro cari che non vedono da mesi….con tali problematiche respiratorie da non avere più nemmeno la forza, la voglia, lo stimolo, per alzare un braccio o muovere un piede….

Hanno bisogno del Fisioterapista, che quando arriva porta sorrisi…una voce nuova…si improvvisa e si inventa…e gli è naturale proprio per ciò che fa….stende una mano, offre un braccio, sussurra una parola e pure regala una carezza, perché noi siamo quelli che nemmeno il Covid…ci fa smettere di pensare da Fisioterapisti….

Lei non ha pensato che saremo noi…anzi continueremo ad essere noi, stavolta con l’esclusiva…a doverci mettere ancora e ancora in prima linea…con il nostro “fare”, laddove il medico e l’infermiere avranno già dato e che di certo non dovranno più prendersi cura come prima del paziente…in quanto la loro parte l’avranno già fatta?

E, se mi permette…da ultimo le porto una testimonianza diretta….la mia.

Sono stata richiamata nella clinica in cui lavoro ormai da 10 anni trattando pazienti operati da ortopedici. In questo periodo, causa emergenza ospita pazienti Covid, che vengono inviati dall’azienda ospedaliera.

Rientrando mi sono trovata a gestire pazienti over 60, ognuno con la sua storia ed il suo quadro clinico…accomunati tutti da un lungo periodo di allettamento, da stati depressivi se non confusionali…in cui alternano momenti di lucidità e una flebile volontà di parlare, interagire, fare, ad altri in cui non riescono nemmeno a parlare…no diciamo…sproloquiare..

Talvolta non si ricordano nemmeno il nome del loro paese…anche quando sono lucidi…non vedono i loro cari da mesi…fanno fatica a parlare al telefono…e non sorridono…non ricevono da tempo carezze, né parole di conforto…e dietro le loro mascherine non vedi luce di speranza….Basterebbe provare ad immaginare noi stessi nelle loro condizioni….immaginare di trascorrere anche meno del periodo che hanno trascorso loro in quelle condizioni…..

Ma pensiamo comunque solo alle più di 8 settimane di cura che sono trascorse…lei pensa che un medico o un infermiere, che per il loro stesso ruolo…che di fatto si riduce a pochi minuti di interazione con il paziente…..da sempre….ora…possano trovare carica e voglia di trasformare il loro tempo in…tempo per parlargli….stargli accanto….fare una battuta…stimolarlo con un esercizio semplice, ma che gli fa sentire che è vivo e può ancora comandare il suo corpo…sciupato…stanco…strapazzato….e che lo fa star bene dopo…?

Anche soltanto per girarsi su un fianco se ne ha voglia…o prendere il telefono e raccontare al suo caro…”Sai oggi è venuta la fisioterapista, perché vuole farmi tornare a casa con le mie gambe….è qui..te la passo che ti deve chiedere di portarmi le scarpe e lasciarle in segreteria, perché ha detto che devo camminare…” e poi girarsi verso di me con un sorriso…e ci scappa pure un occhiolino di complicità e dall’altra parte sentire….”Sono felice mamma…brava..salutami la fisioterapista..” e poi….trovare cioccolatini da parte di quella stessa figlia…nella quale senti di aver riacceso la speranza in sintonia con quella della sua mamma!!!

Le sembra vero che oggi si possano ancora fare differenze tra figure sanitarie? Dopo l’istituzione degli albi?

E ha pensato alla risposta da dare alla mia domanda su chi dovrà prendere in carico questi pazienti post-acuti e gli altri, che chiusi in casa hanno dovuto assumere cortisonici e antinfiammatori, perché la sfortuna ha voluto che…fossero patologie del Gruppo b…e per loro era più pericoloso uscire che drogarsi con farmaci che, se abusati..diventano tossici?

O si è già dimenticato che ci sono anche quelli….e che i rischi cui siamo esposti con i pazienti Covid, sono gli stessi a cui sono esposti medici e infermieri? E che dovremo attrezzarci a nostre spese con DPI..spese di sanificazione…eventuali camici?

E infine…un ultimo appunto, semmai non bastasse quanto ho già scritto. Vada a leggere qualcosa sulla riabilitazione respiratoria…e sugli esiti del Covid sull’apparato polmonare….

Basterebbe, però, solo constatare che i pazienti erano in Rianimazione seguiti dallo pneumologo e dal fisioterapista della riabilitazione respiratoria che operavano in quel Reparto e che esistono Protocolli, già dal giorno dopo dell’emergenza, per tutti i fisioterapisti…con indicazioni per il trattamento del paziente Covid…e non credo si debba aggiungere altro…..

Egregio Presidente…quella omissione, quella discriminazione in quel Decreto…non è accettabile, “grida vendetta” alla luce dei fatti…Noi siamo e pretendiamo di essere riconosciuti come professioni sanitarie a tutti gli effetti…perché di noi il paziente, qualsiasi paziente, ha bisogno tanto quanto delle altre professioni….e la discriminazione la fa chi non sa “chi è” e “cosa fa” il FISIOTERAPISTA…e non lo ha mai visto in azione o non ha mai chiesto ad un paziente….cosa ha rappresentato per lui/lei un simile professionista.

Mi permetto quindi di invitarla ad attivarsi, come Presidente dell’Ordine di cui facciamo parte ed al quale mi sono regolarmente iscritta, affinché “giustizia sia fatta”….

Certa di un suo interessamento, la saluto cordialmente.

* Fisioterapista impegnata nella riabilitazione di pazienti post Covid19 positivi.

Postato il 6 maggio 2020