I “creativi” della legge 4/2013 (di Rolando P. Mancini, Esperto in musica e disabilità – Presidente del Consiglio Unitario dei Musicoterapisti Italiani per la professione sociosanitaria – già operatore presso l’Opera “Don Guanella” di Roma)

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La legge 4 del 2013 fu approvata di corsa, all’ultimo istante del Governo Monti, per facilitare il miglioramento organizzativo delle professioni emergenti, escludendole però tassativamente dall‘area sanitaria (ricordo inoltre a tutti la deliberazione del febbraio 2013, approvata dalla Conferenza Stato-Regioni su proposta dell’allora Ministro Balduzzi). 

Dopo 5 anni dall’entrata in vigore e dall’applicazione incontrollata di detta legge, dobbiamo però constatare l’esistenza di un enorme numero di “nuovi professionisti” pseudosanitari, che, INVECE DI PROCEDERE CON UNA RICHIESTA DI RICONOSCIMENTO AL MINISTERO DELLA SALUTE, si autoreferenziano come tali, utilizzando subdolamente la legge 4 per esercitare attività a volte di rilievo, ma in taluni casi di pessimo livello.

Vedasi ad esempio una inchiesta di Nadia Toffa delle “Iene”, che cito a margine, e la propaganda di uno dei tanti, infiniti corsi, che promettono la possibilità di esercitare una professione con il suffisso “terapia”.

La legge 4/2103 rimanda anche alle cosiddette NORME UNI (che andrebbero elaborate nel rispetto delle normative legislative di settore), che dovrebbero stabilire alcune regole tecniche (non obbligatorie) per i nuovi professionisti .

Il fatto é che le cosiddette NORME UNI sono state emanate anche per professioni con il suffisso “terapia” da Commissioni composte da esponenti delle associazioni dei professionisti interessati, ponendo, nei corsi necessari per ottenerle, spesso contenuti squisitamente sanitari.

Che significa ciò?

Significa che talune associazioni comunicano subliminalmente, nelle loro pubblicità, la possibilità di poter fare, somministrare “terapia” frequentando il loro corsi, con possibili ricadute negative sui corsisti e sull’utenza.

Mi chiedo, e chiedo a chi di dovere, stante questa situazione, se non sia giunto il momento, non più rinviabile, di rivedere, revisionare, migliorare detta legge 4 del 2013, dando al Ministero reali strumenti di controllo e intervento, perchè tanti giovani cercano ovviamente di entrare nel mondo sanitario in modo originale con “certificazioni creative” di ogni tipo, autoqualificandosi, per quello che arbitrariamente dicono di essere, citando, sul proprio curriculum: “in base alla legge 4 del 2013”, e ritrovandosi poi anche beffati dalla assenza di sbocchi occupazionali.

Sarebbe senz’altro utile raccogliere e pubblicare altre opinioni e testimonianze su questo delicato e spinoso problema e magari suscitare un produttivo dibattito, anche per “stanare” chi di dovere dalla sua vergognosa e dannosa immobilità e obbligarlo, così, a valutare e mettere in atto  tutte le iniziative necessarie a finalmente contrastare e correggere la pericolosa stortura.

Inchiesta Iene: Le false cure che non guariscono

(Dopo il minuto 13,30 la fattucchiera afferma che “glielo permette la legge 4 del 2013”, e nessuno smentisce….)

Corsi regionali per musicoterapista

 

Postato il 4 giugno 2018