DECRETO ELENCHI SPECIALI: dubbi, perplessità e possibili risvolti (Comunicato Stampa Spif-Ar)

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Come ben noto agli addetti ai lavori, il 12 agosto, nel bel mezzo di questa estate torrida, la ministra Grillo si è adoperata, proprio prima della caduta del Governo, nel firmare il Decreto Attuativo che prevede l’istituzione degli “elenchi speciali” per 18 categorie professionali.

Con i nostri consulenti e dirigenti abbiamo analizzato (e stiamo continuando a farlo), quanto proposto dal Ministero della Salute e dai suoi collaboratori.

Premettiamo a tutti i nostri lettori che il Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti – Area Riabilitativa (SPIF-AR), in quanto Organizzazione Sindacale, non è stato MAI invitato nelle varie audizioni che suddetto Dicastero ha effettuato, dal mese di gennaio fino a qualche settimana fa, con le Associazioni di categoria dei massofisioterapisti, l’Associazione dei fisioterapisti (AIFI), il CONAPS e con la FNO TSRM PSTRP.

Pur non di meno, nostri dirigenti, con i consulenti legali, si sono adoperati FATTIVAMENTE, anche se informalmente, nell’incontrare esponenti del Ministero della Salute ed esponenti politici a cui hanno consegnato dossiers, fascicoli, memorie e ogni tipo di documento atto a delineare un iter normativo chiaro ed inequivocabile.

Ciò premesso, entrando nello specifico del Decreto, non commentando le asserzioni epistolari e video della ministra Grillo, con tutte le INESATTEZZE dichiarate a cui ci riserviamo di rispondere, preferiamo concentrare la nostra attenzione sulle perplessità, sulla lettura ed i possibili risvolti che possono scaturire dal Decreto.

1. Non si comprende cosa potrà fare, anche se iscritto in un elenco “speciale”, una figura come quella del MASSOFISIOTERAPISTA POST ’99, che non è e non potrà essere equipollente né equivalente alla Professione Sanitaria di Fisioterapista; altresì si ricorda che non ha un proprio profilo di riferimento (DM relativi a detta figura abrogati) e di conseguenza non sono evincibili le competenze proprie della professione.

2. All’art.1 comma 2, nei vari punti si fa riferimento (anche per i lavoratori autonomi indi con partita Iva), al “profilo della professione SANITARIA di riferimento” nonché alle attività professionali dichiarate in riferimento al titolo posseduto: appare evidente che tale figura (OPERATORE DI INTERESSE SANITARIO) non rientra tra le professioni intellettuali definite dall’art. 2229 del codice civile e pertanto è evidente l’impossibilità di esercitare la professione in via autonoma, ovvero la gestione diretta di uno studio professionale.

3. All’art.1 comma 2, lettera C, punto 1 (lavoratori autonomi con 36 mesi….) ci risulta, per le vie brevi che, in virtù di suddetto limite, molti operatori di interesse sanitario che non arrivano a dimostrare di avere 36 mesi, anche non continuativi in 10 anni e molti studenti del I e II anno, sono pronti a ricorrere, poiché si vedrebbero impossibilitati ad iscriversi.

4. All’art.3 comma 2, si evince che “…il Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Tecnici sanitari……..dopo aver vagliato la documentazione, provvede all’iscrizione….cit.”.
Auspichiamo che ci siano delle verifiche serie per la valutazione dei titoli.

CONSIDERAZIONI

Risulta appurato che tale Decreto Ministeriale scaturisce da “promesse elettorali”, che dimostrano altresì l’ignoranza del Governo nel merito di alcune prestazioni (massoterapia, terapie fisiche, ionoforesi, diatermia, ecc..), escluse dai LEA con DPCM 2001 e si denota, in maniera incontrovertibile, la beffa di tale Decreto all’art. 5, che fa emergere il presupposto dichiarato della salvaguardia di lavoratori (20.000 posti), che in realtà erogherebbero prestazioni a totale carico del cittadino, quindi a pagamento!

A nostro parere, l’unica utilità del menzionato Decreto sta nel fatto che questi operatori emergeranno dall’attuale sommerso e di conseguenza sarà più facile perseguire ogni abuso, che lo Spif Ar sin da ora si farà carico di segnalare all’Ordine ed agli Organi preposti.

Per i colleghi che sollecitano forme di manifestazione, vedi sciopero e/o mobilitazione, la scrivente, alla luce del Decreto Legge sicurezza, molto più restrittivo rispetto alla precedente normativa, pur rimanendo a disposizione dei soci e simpatizzanti, a tutela propria e di tutti i colleghi ha ritenuto e ritiene evitare azioni che potrebbero rivelarsi controproducenti.
Non abbiamo esitato e non esiteremo nell’agire nei Palazzi, pur rimanendo disponibili ai consigli.

La Dirigenza SPIF AR