Dopo il condono per Ischia, condono anche per gli abusivi delle professioni sanitarie (di Romualdo Carini, Fisioterapista e Giornalista Pubblicista – Responsabile Blog)

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Ennesima “porcata” (vedi definizione Treccani), dopo l'”invenzione” degli osteopati diventati professione sanitaria “per grazia ricevuta” per merito di un inciucio del Governo precedente.

Nel maxi-emendamento alla Legge di Bilancio appena approvata dal Senato, è stato inserita, come ormai tutto il mondo sa, una modifica, costituita da ben 7 nuovi commi, all’art. 283, presentata dai senatori Elisa Pirro, Fabrizio Trentacoste e dalla deputata Marialucia Lorefice, tutti del Movimento 5 Stelle (e naturalmente col beneplacito della Lega), che sembra configurarsi come una vera e propria vergognosa SANATORIA degli abusivi delle professioni sanitarie e, per quanto riguarda il nostro settore, utile, in primis, per i massofisioterapisti post ’99.

E questo nonostante i numerosi richiami al rispetto delle normative vigenti, fatti pervenire all’esimia ministra della salute Grillo e all’altrettanto esimia deputata Lorefice, in occasione di vari incontri di quest’ultima con rappresentanti dello Spif-Ar, dell’AIFI, del Conaps e dell’ordine dei TSRM e PSTRP. Tutto tempo sprecato.

Alla faccia (è il caso di ricordarlo) della tanto sbandierata ONESTA’, che, a parole, è il motto urlato ai quattro venti da questo Movimento.

Ora si tratta di leggere attentamente e interpretare quanto sta scritto in questa “porcata”, che a prima vista fa gridare allo scandalo e giustamente promettere vendetta….alle prossime elezioni, nei confronti di questo Movimento che dimostra, anche in questa occasione, incompetenza, ignoranza, approssimazione e arroganza (….sempre con l’altrettanto copevole beneplacito della Lega).

Se si prospettano forse tempi difficili per la nostra Categoria, non è detto che saranno rose e fiori per gli abusivi.

Per questo motivo si pubblica il sottostante articolo dei Colleghi Mauro Gugliucciello e Gianni Melotti, a interpretazione e commento della “porcata” in oggetto, che stimola ulteriori riflessioni e può suggerire interessanti sviluppi.

Deroga iscrizione all’Ordine delle professioni sanitarie:

una scelta frettolosa e approssimativa

di Mauro Gugliucciello e Gianni Melotti, Fisioterapisti

A bocce ferme e letta la parte che ci interessa del maxi emendamento alla legge di Bilancio 2019, approvato dal Senato, proviamo a fare un primo ragionamento a caldo.

A nostro avviso ci sono due cose certe: l’abrogazione, dal primo gennaio 2019, dell’art. 1 della legge 403/71, con la scomparsa definitiva della figura del massofisioterapista, e l’equipollenza automatica degli Educatori professionali che hanno ottenuto il titolo entro il 2005.

C’è poi un comma superfluo, che va a impedire alle regioni l’attivazione di corsi per le professioni sanitarie. Ma questo era già stabilito dall’art. 4 quater delle legge 27 del 2006, che demanda tutta le formazione delle professioni sanitarie alle università.

L’attuazione di tutto il resto è demandata all’emanazione di un Decreto da parte del ministero della Salute, stranamente non si cita il Miur, che dovrà stabilire quali saranno i titoli, ad esaurimento, che permetteranno l’iscrizione in appositi elenchi speciali.

Autorevoli interventi delle Associazioni di categoria, del maxi Ordine, del Conaps e dell’Aifi, hanno già paventato una ferma e decisa opposizione a qualsiasi tentativo di legalizzazione dell’abusivismo sanitario.

Le contraddizioni che animano questo provvedimento, a cui tutti avevano chiesto un approccio più ragionato e prudente, non mancheranno di manifestarsi, portando, inevitabilmente, ad uno scontento generalizzato.

Questa volta il ministero della Salute, a cui anche noi nella precedente lettera avevamo chiesto di prendere in mano la situazione, si troverà a gestire una bella patata bollente. Vedremo se sarà in grado di garantire quella che è la sua “mission” più importante e cioè quella di tutelare la salute dei cittadini e la sicurezza delle cure erogate dalle professioni che risultano vigilate dallo stesso ministero.

Purtroppo, l’approssimazione, la fretta, la scelta di uno strumento non adeguato dal punto di vista legislativo, non ci fanno essere ottimisti sul risultato finale.

Ieri si è celebrato l’anniversario dell’approvazione della legge 3/18 che, tra le altre cose, ha decisamente inasprito le pene per l’esercizio abusivo delle professioni sanitarie.

Quanto successo al Senato non ci sembra il modo migliore per celebrare questo anniversario.

Staremo a vedere.

Postato il 23 dicembre 2018