“Fatti” e “Misfatti” in Riabilitazione: il caso dell’Università di Foggia (di Romualdo Carini – Fisioterapista e Giornalista Pubblicista – Responsabile Blog)

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Sul numero di Gennaio 1994 (23 anni fa), di “Riabilitazione Oggi”, storica testata del nostro settore di cui ero Direttore Responsabile, inaugurai una nuova Rubrica: “Fatti e Misfatti in Riabilitazione”.

Scrivevo nella Presentazione: “Nel nostro settore, come in tutti i settori di ogni attività professionale, esistono spesso situazioni singolari, strane, di malcostume, assurde, a volte al limite della legalità (ben oltre la legalità, scriverei oggi), però purtroppo emblematiche di un certo modo di concepire la Riabilitazione e chi vi opera, questi sono i “Misfatti”; ma vi sono anche realtà positive, esempi validi e concreti di come può essere efficacemente realizzato il processo riabilitativo, i “Fatti”... (omissis)Quale lo scopo di questa Rubrica? Fra tanti possibili uno soprattutto: stimolare la presa di coscienza, in chi opera in Riabilitazione, dell’importanza del proprio ruolo, qualunque esso sia, valorizzandolo nei “Fatti” e difendendolo con decisione nei “Misfatti””.

Chi conosceva o aveva conosciuto, viveva o aveva vissuto episodi o situazioni definibili come “Fatti” o “Misfatti” in Riabilitazione e voleva raccontarli, poteva farlo.

E come articolo apripista di questa nuova Rubrica, descrissi e pubblicai un “Misfatto”, che avevo avuto la possibilità di verificare e documentare in prima persona: “Il muscolo per posta”.

Raccontai di un sedicente Istituto di Formazione di Milano, “regolarmente iscritto presso i competenti Uffici Pubblici”, come recitava la sua Presentazione, “specializzato nell’insegnamento programmato per corrispondenza”, in pratica la FAD di quei tempi.

Un Collega mi aveva segnalato che fra i corsi programmati e proposti da questo Istituto (ho ancora tutta la relativa documentazione) ce n’era uno che permetteva di diventare “massofisioterapisti per corrispondenza”.

Incuriosito (eufemismo), telefonai per avere ulteriori informazioni riguardo questo corso, spacciandomi per un insegnante desideroso di trovare un secondo lavoro.

Mi diedero tutte le informazioni possibili riguardo le lezioni “teoriche” da loro impartite per corrispondenza (e i relativi costi), illustrandomi anche i possibili sbocchi professionali a mia disposizione dopo l’ottenimento del loro Attestato (…solo nel privato naturalmente, raccomandandosi di “non espormi troppo”).

Ma il fondo lo toccarono quando chiesi se, per imparare quel lavoro, non bisognasse “fare della pratica, provare delle manovre, degli esercizi, vedere dei malati”, in altre parole “mettere le mani addosso al paziente”.

Mi risposero: “E’ abbastanza giusto (sic) quello che lei dice. Ma questa pratica lei se la farà in seguito, per conto suo (cioè sulla pelle del paziente), mettendo in pratica quello che il corso le avrà insegnato e lei con diligenza appreso. Del resto, il corso che noi proponiamo, essendo per corrispondenza, non può essere che teorico, un corso che le darà le basi di questo sapere. Purtroppo non siamo ancora in grado di mandarle il muscolo per posta, perché lei possa fare delle esercitazioni”.

Da quell’ormai lontano 1994 ad oggi, quanti altri “Misfatti” sono passati sotto i ponti del nostro settore!

Su tutti cito il famigerato art. 1-septies, forse per quegli anni il top dei “Misfatti”, col quale si voleva subdolamente rendere la laurea in Scienze Motorie equipollente a quella in Fisioterapia; ricordo ancora quanto tempo e impegno ci sono voluti per disinnescarlo e toglierlo di mezzo!

E quanti “Misfatti” stanno ancora passando o cercano di passare: la “vexata quaestio” dei massofisioterapisti post ’99; la furbata degli osteopati e chiropratici professioni sanitarie “per grazia ricevuta”; la mancata applicazione della normativa concorsuale per assumere i Dirigenti di Area, che sta bloccando, praticamente ovunque, anche la creazione di Servizi di riabilitazione, tecnico-sanitari, di prevenzione e sociali, con un Dirigente proveniente dall’area di riferimento. Servizi che si rifanno addirittura alla legge 251 del lontano 2000.

Per non parlare del silenzio assordante che contraddistingue l’IPASVI, su questa materia, come se fosse solo loro prerogativa quella di avere Dirigenti nei cosiddetti Sitra, dove, purtroppo, hanno collocato anche noi fisioterapisti sotto un infermiere, in un imbarazzante dipendenza gerarchica ed in una ancor più problematica dipendenza funzionale, che non ha né capo né coda.

Che dire, inoltre, della presunta collocazione, nel settore, di figure dalle competenze non ben definite, come il massaggiatore-capo bagnino; per non parlare poi della “ondata di piena”, costituita dall’ormai annoso (e vergognoso) ritardo relativo all’istituzione degli Ordini e Albi per quelle Professioni Sanitarie regolamentate, come la nostra, ma che ne sono ancora prive e che rischiano di non vedere risolto il problema nemmeno in questa legislatura, a causa di un politica politicante che, a forza di strizzare l’occhio a osteopati e affini, ha smarrito la bussola di quello che doveva fare fin dal 2006, quando la legge 43 aveva dato al Governo la delega per emanarli.

Ultimo “Misfatto”, in ordine di tempo, il recente Bando, “gridato” dall’Università di Foggia, che aveva concesso, a circa 200 massofisioterapisti, di iscriversi al 3° anno del Corso di Laurea in Fisioterapia, utilizzando un titolo di studio (il loro) non equipollente a quello di Fisioterapista ed inoltre senza aver superato i test di accesso previsti dalla normativa vigente.

Misfatto” però immediatamente e fortemente contestato da AIFI Puglie e AIFI Nazionale, che hanno investito della questione il MIUR ed il Ministero della Salute, richiedendo il rapido annullamento di quell’illegittima astuzia.

Di qualche giorno fa la positiva soluzione del problema, specificata molto dettagliatamente in una Comunicazione inviata dal MIUR al Rettore dell’Università di Foggia e, per conoscenza, al Ministero della Salute e al Presidente di AIFI Nazionale: è stato intimato all’Università di ritirare immediatamente il Bando “fuori legge”.

Finalmente un “Fatto” che cancella un vergognoso “Misfatto”!

Un significativo ritorno alla LEGALITA’, almeno per quanto riguarda la vicenda in questione, che si spera sia di buon auspicio anche per altri “Misfatti” tuttora in attesa di essere eliminati o normalizzati, cioè ricondotti al rispetto delle norme stabilite.

Merito di AIFI Puglie, di AIFI Nazionale, dello SPIF, del RIR, dei numerosi Gruppi di Fisioterapisti presenti su Facebook, degli Allievi di alcuni Corsi di Laurea in Fisioterapia e di quanti altri si sono mobilitati, impegnati, coordinati, con petizioni, lettere e documenti indirizzati a chi di dovere, per raggiungere questo risultato.

Mi gratifica considerarlo un esempio di “presa di coscienza, in chi opera in Riabilitazione, dell’importanza del proprio ruolo, qualunque esso sia, valorizzandolo nei “Fatti” e difendendolo con decisione nei “Misfatti””, come esortavo a fare già 23 anni fa.

Postato il 28 marzo 2017