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FISIOTERAPISTA/AUSILI – Collaborare con chi e come al domicilio del paziente (di Pia Paganetti, Fisioterapista)

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Collaborare: cosa ci dice il vocabolario? Cooperare con qualcuno per la realizzazione di qualcosa”…

Già, mi sono chiesta, con chi collabora il Fisioterapista che lavora al domicilio? E per realizzare che cosa?

Le risposte arrivano da sole: collabora con il paziente, con i familiari, con i colleghi, con i medici, con gli infermieri, con gli OSS, con gli assistenti personali, con gli educatori, gli insegnanti…

In questo articolo mi interessa parlare delle collaborazioni che si realizzano (o, almeno, si cerca di realizzare) al domicilio del paziente adulto ed anziano.

L’intervento domiciliare rappresenta una delle più complesse reti di collaborazione che possiamo immaginare.

Il paziente, spesso non esce da tempo, quindi le sue reti relazionali si circoscrivono alla famiglia (quando c’è) e all’assistente personale. Raramente troviamo una rete di buon vicinato.

Ho incontrato pazienti ed assistente che hanno creato sodalizi e scambi culturali con reciproca soddisfazione, altri casi in cui l’estraneità culturale ha creato dissapori e allontanamento.

Il Fisioterapista quando entra nella casa o, meglio, nella vita del Paziente, deve saper cogliere subito la situazione, e sapere – oserei dire ”intuire” – da chi ottenere la fiducia.

Una operazione interessante è cercare di nominare un Responsabile dell’assistenza a cui trasferire le info necessarie, una strategia utile al fine di non disperdere le informazioni in mille passaparola e opinioni difficili da sradicare.

Dovrà cercare, tra le persone della cerchia parenterale/assistenziale, il “referente” maggiormente attendibile e abile, la persona, cioè, che meglio sappia trasferire info e tecniche; quindi un familiare che si assuma, “in primis”, la responsabilità di mantenere il paziente nelle posture necessarie ad evitate retrazioni, vizi posturali.

Posizionare il paziente per facilitare operazioni quali l’alimentazione autonoma, la conservazione delle capacità acquisite…

Porre attenzione a queste fasi preliminari faciliterà il lavoro e costruirà relazioni pulite e durature.

Con la sua professionalità il Fisioterapista deve “conquistare” il paziente e renderlo protagonista della ricerca delle autonomie, così sarà egli stesso a richiedere interventi facilitanti e a rifiutare interventi sostitutivi.

La strada verso l’autonomia può richiedere cambiamenti nell’arredo consueto della casa, come spostare oggetti solitamente riposti in alto e posizionarli ad una altezza adeguata al Paziente, modificare la disposizione dei mobili, inserire, se necessario, arredi sanitari, come un letto ospedaliero.

Nel contesto casalingo, queste sono operazioni che mettono in gioco e in discussione le abitudini di una vita, ma sono necessarie al fine di favorire le autonomie ri-conquistate con impegno dal Paziente, oppure per agevolare le operazioni di custodia e di assistenza per pazienti gravemente compromessi. Una camera da letto e un bagno configurati per accogliere la disabilità, renderanno le operazioni dell’assistente più agevoli e in linea con le regole antinfortunistiche.

L’inserimento di ausili e tecnologie sarà un altro importante passaggio per avvicinare il Paziente ad una vita dignitosa e soddisfacente.

Le condizioni della persona potrebbero richiedere un riassetto vero e proprio della casa, con l’eliminazione di barriere architettoniche, l’installazione di ascensori e/o montascale, il rifacimento di bagni e cucine con provvedimenti adatti alla disabilità e che possono rendere autonoma la persona.

Tutto questo va fatto senza dimenticare i dispositivi di sicurezza e le precauzioni per i pazienti non competenti.

Il Fisioterapista è la prima figura professionale che prende in carico l’analisi del movimento e le possibilità di ri-abilitazione. Prendo a prestito le parole di Mauro Tavarnelli, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI) che ben descrivono l’impegno sanitario e sociale della nostra Professione: “…L’obiettivo generale dell’intervento fisioterapico è contribuire a migliorare la qualità della vita della persona e dei suoi familiari o caregivers, promuovendone anche la tutela dei diritti, la dignità e la partecipazione in ogni ambito di vita sociale e in ogni momento della giornata”.

Per poter fare tutto ciò il Fisioterapista deve quindi costruirsi un core competence che comprenda anche:

– il quadro normativo, dunque le norme e le leggi per l’abbattimento barriere architettoniche e la fornitura di ausili;

– il “chi” mi può fornire consulenza e materiali, dunque gli studi professionali e le aziende del settore dove indirizzare il Paziente;

– come pagare e dopo aver pagato come ottenere il rimborso, dunque le norme fiscali per le agevolazioni, le regole e i meccanismi per i rimborsi..

Postato il 22 gennaio 2019