FISIOTERAPISTA/AUSILI – La “cassetta degli attrezzi” (di Pia Paganetti, Fisioterapista)

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In questo articolo proviamo a scoprire cosa dovrebbe contenere la “cassetta degli attrezzi” del Fisioterapista che, in particolare, esercita la sua professione presso il domicilio del Paziente.

La recente approvazione dei LEA, in cui troviamo ampio spazio dato alle terapie domiciliari, mi ha stimolato a pensare ai Colleghi che ogni giorno sono in prima linea in questo servizio. E non solo a loro.

La sempre maggiore diffusione delle attività assistenziali in regime domiciliare, ci impone una riflessione anche sugli ambienti domestici e sulla mobilità della persona.

La casa è il naturale luogo di vita e di relazioni. Nella casa si svolgono attività quotidiane che necessitano di attrezzature specifiche, idonee e sicure.

Ė proprio nell’ambiente casa che troviamo le maggiori difficoltà al cambiamento da parte dei familiari, che, in modo anche involontario, possono limitare la libertà della persona disabile, non prendendo in considerazione modifiche che invece gioverebbero all’autonomia..

Si è fatta strada, nel tempo, ad esempio, la convinzione che se é presente una persona di assistenza, questa si debba fare carico anche dell’eliminazione delle barriere architettoniche, o si sostituisca alla necessità di un sollevamalati ad impianto fisso. E che il confinamento della persona disabile al letto possa ovviare alla necessità di un bagno adatto.

Complice di questa realtà è, anche, la prassi che occorre seguire per gli adeguamenti necessari e per il rimborso delle spese.

Queste procedure, non sempre note alla maggior parte dei cittadini, richiedono spesso la presenza di un professionista per la stesura dei progetti, per seguire l’iter relativo alla presentazione delle domande negli uffici competenti; occorre inoltre considerare i tempi vincolanti dell’attesa della determinazione del rimborso e infine i tempi del rimborso stesso. Questo ovviamente significa che è necessaria una disponibilità finanziaria iniziale per poter intraprendere i lavori. Inoltre dobbiamo considerare che spesso, proprio per la complessità dell’iter, si determina una malinformazione e il cittadino è tentato a desistere .

Accade sovente di essere chiamati per eseguire un programma riabilitativo che, per cause indipendenti dal recupero motorio del paziente, resterà “incompiuto” e avremo Persone chiuse in casa per l’impossibilità di raggiungere l’esterno.

Dobbiamo spesso purtroppo assistere all’impossibilità di mettere in pratica azioni e performances sulle quali il paziente ha molto lavorato con il Fisioterapista, nella speranza di raggiungere “qualcosa”…il bar, la chiesa, il parrucchiere…Da questa insormontabile impossibilità nasce l’amarezza per l’esclusione e non sono infrequenti determinate reazioni, come sentirsi tristi, abbattuti, delusi, distaccati e distanti, non trovare più interesse e gioia in quelle attività che prima venivano svolte con piacere.

Per questo al Fisioterapista sono richieste competenze diverse nell’ambito delle sue attività, in particolare domiciliari.

Spesso il Fisioterapista rappresenta la prima interfaccia tra la famiglia e le normative in tema di disabilità; quindi saranno apprezzate, oltre alle sue competenze in tema di valutazione del Paziente, formulazione del progetto/programma riabilitativo personalizzato, somministrazione di scale di valutazione che orientano la definizione delle autonomie, anche competenze in tema di:

– la valutazione e proposta di ausili, presidi e protesi;

– nozioni fondamentali in relazione all’adeguamento della casa;

– conoscenza delle norme per la fornitura, da parte del SSN, di ausili, presidi e protesi;

– guidare il paziente e i familiari nella scelta di ausili presenti sul mercato;

– avere nozioni sulle tecnologie assistive;

– attraverso la formazione, mantenere contatti regolari con altri professionisti anche non sanitari, per lo studio e l’identificazione dei sistemi adatti a quel Paziente e fornire al Paziente e ai familiari le prime informazioni relative ai rimborsi delle spese sostenute per lavori di adeguamento/abbattimento;

– normative e leggi che tutelano la mobilità del Paziente entro gli spazi domestici e comuni;

– norme per la sicurezza nello spostamento pazienti (MMC), vigilando che le azioni di movimentazione e trasferimento siano compiute dal paziente, dall’assistente personale e dai familiari in sicurezza e salvaguardia della salute di tutti gli attori;

– norme di sicurezza per le attrezzature in uso.

La formazione e il costante aggiornamento sono una necessità. La scelta dei corsi deve essere attenta, il Fisioterapista deve saper scegliere in base alle sue necessità e alla serietà del provider e dei docenti.

Questo argomento è molto delicato, ma essenziale, per evitare il diffondersi di informazioni e comportamenti imprecisi o errati.

Postato il 14 settembre 2018