Lettera Simfer e SIRN al Presidente Conte: con quell’emendamento si legalizza l’abusivismo in riabilitazione

Ricevi già la nostra newsletter? Se non la ricevi e sei interessata/o ai contenuti del Blog, registrati, utilizzando il box presente qui a fianco. Sarai così sempre periodicamente aggiornata/o su quanto viene pubblicato.

Alla gentile attenzione del Presidente del Consiglio

Oggetto: riflessioni sul cosiddetto maxiemendamento nella sua parte relativa alle professioni sanitarie

Gent. Sig. Presidente, Le scriviamo nella veste di Presidenti della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN) e Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER), che raccolgono oltre 3000 iscritti di varie professioni sanitarie addette alla riabilitazione dei pazienti disabili su tutto il territorio nazionale.

Tutti gli iscritti sono molto preoccupati e, se mi permette, anche spiacevolmente sorpresi, dai contenuti del cosiddetto maxiemendamento votato dal Senato ove si permetterebbe, tra l’altro, “a coloro che attualmente esercitano una professione in assenza di titolo idoneo perché non obbligatorio prima dell’entrata in vigore della legge Lorenzin, la possibilità di continuare a svolgere la propria attività, sia nel caso di lavoro dipendente sia autonomo, purché abbiano svolto un’attività professionale per un periodo minimo di 36 mesi, anche non continuativi, negli ultimi 10 anni”.

Questo emendamento, volto a evitare che “professionisti di riconosciuta competenza perdano il posto di lavoro” (come dichiarato dallo stesso Ministro dr.ssa Grillo), di fatto riconosce e legalizza chi ha esercitato abusivamente una professione.

Ora è noto, sin dal Regio Decreto del 1934 sul testo unico delle leggi sanitarie (poi modificato con l’inserimento delle nuove professioni sanitarie con la legge 42 del 1999), il campo proprio di attività e responsabilità delle professioni sanitarie, che prevede l’obbligo inequivocabile di possedere un titolo valido, di essere abilitati, di avere il riconoscimento ministeriale in caso di conseguimento all’estero, di aggiornarsi tramite la formazione continua ECM.

E’ altrettanto noto che chiunque esercita una professione al di fuori di questi vincoli normativi è, del tutto e per tutto, un ABUSIVO, punibile ai sensi dell’articolo 348 del codice penale.

Resta inteso che il legislatore, quando ha definito il contenuto del paragrafo sopra citato, non intendeva difendere caste o corporazioni, ma esclusivamente garantire che chi si occupa della salute del cittadino, il suo bene supremo, sia in grado di farlo in modo corretto ed efficace.

Ora, da quanto si può evincere dalla semplice lettura, e non di sue interpretazioni benevole o malevole che siano, del capitolo specifico del cosiddetto maxiemendamento in corso di valutazione in Parlamento, il rischio di “sanare” attività abusive (cioè di continuare a esercitare senza idoneo titolo di studio) è elevatissimo e non coerente con il dovere dello Stato, che è quello di garantire la salute dei cittadini attraverso la formazione e la valutazione degli operatori autorizzati.

Le chiediamo pertanto, sig Presidente, di valutare i pericoli, per la salute dei cittadini e per l’intero sistema sanitario, nell’approvare una simile deroga al principio del possesso delle competenze necessarie e quindi del titolo di studio specifico per esercitare una professione sanitaria qual essa sia, e non può certo essere una certificazione di una vera e propria “ATTIVITA’ ABUSIVA” (e pertanto illegale) a sostituirsi a quanto richiesto dalla nostra stessa Costituzione quando, all’articolo 32, afferma che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.. “.

La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che saprà dare a queste mie considerazioni

Con i più cordiali auguri di buon lavoro

Il Presidente SIRN  Prof. Carlo Cisari

Il Presidente SIMFER Prof. Piero Fiore

Postata il 30 dicembre 2018