Massofisioterapisti post ’99: “mala tempora currunt…..semper” (di Romualdo Carini, Fisioterapista e Giornalista Pubblicista – Responsabile Blog)

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Voi non avete acquisito un titolo di massofisioterapista! Voi dovete denunciare chi vi ha truffato!!! Chi vi ha rilasciato quel titolo vi ha truffato!” …..“Fornite i vostri titoli e provvederò a segnalarvi per abuso della professione di massofisioterapista”.

La Legge 3/2018 (ex DDL Lorenzin), istitutiva degli Ordini ed Albi delle 17 Professioni Sanitarie già regolamentate ma non ancora ordinate, ha, di fatto, messo in crisi tutte quelle figure “bordeline”, cioè ai limiti della norma (giuridica), che infestano il settore della Riabilitazione. La Legge 3/2018, infatti, dovrebbe finalmente “fare pulizia”.

Bordeline perché prive, ad esempio, dei requisiti di studio richiesti per esercitare, o perché formate con competenze diverse, o semplicemente perché autoreferenziatesi “sanitarie” senza averne alcun titolo, per cui soltanto vergognosamente “abusive” del settore.

Fra queste si distingue il “massofisioterapista post ’99”, che, classificato dal Ministero della Salute e anche da numerose sentenze del Consiglio di Stato, semplicemente come “operatore di interesse sanitario”, sta sforzandosi (a dire il vero con poco successo) per trovare un escamotage istituzionale che gli regali (anche lui, come gli osteopati, “per grazia ricevuta”) un riconoscimento professionale che la normativa vigente gli preclude.

Si sta dando da fare, “nonostante il D. L. gs. 502/92 fosse del tutto chiaro quando disponeva la soppressione di tutte le figure che non fossero state regolamentate”!

Nel 2015 è stato creato, da alcuni di questi “operatori di interesse sanitario”, il Comitato Europeo Massofisioterapisti (CEM), con lo scopo di lucrare la regalia precedentemente accennata; CEM che, dopo l’approvazione della Legge 3/2018, è andato quindi a “batter cassa” presso il Ministero della Salute.

Il Ministero ha così accondisceso alla richiesta di istituire un Tavolo Tecnico al riguardo, a cui sono state invitate a partecipare le principali associazioni dei massofisioterapisti pre e post ’99.

Sono state fatte 3 riunioni: il 15 marzo, l’11 aprile e il 22 maggio, ma evidentemente per loro semper….“mala tempora currunt”, stanti i deludenti risultati fino ad ora portati a casa e, soprattutto, sembra, per la scarsa considerazione in cui sono stati tenuti dai Responsabili ministeriali a cui si sono rivolti (vedasi le espressioni, riportate in apertura di queste note, con cui la dott.ssa Ugenti, Direttore Risorse Umane del Ministero, ha apostrofato i partecipanti al Tavolo). Delusione amaramente testimoniata nei resoconti del CEM delle 3 riunioni che qui proponiamo per conoscenza dei lettori.

Testimonianza che in verità stride un po’, con i resoconti, sempre al riguardo, di altre associazioni che hanno partecipato ugualmente al suddetto Tavolo Tecnico……

Fonte: Art. 6 – CEM__________Comitato Europeo Massofisioterapisti

Premessa:  Il CEM si limita ed esporre i fatti che lo hanno riguardato con tanto di testimoni. 

TAVOLO TECNICO PRESSO IL MINISTERO DELLA SALUTE DEL 15.03.2018

Si deve preliminarmente riportare un fatto increscioso che nessuno ha avuto il coraggio di segnalare: poco prima che iniziasse il tavolo tecnico del 15.03.2018 il Presidente e Vice Presidente  del CEM, Cosma Francesco Paracchini e Federico Rendina, si sono recati a protocollare presso il Ministero della Salute la proposta di cui tutti conoscono,  oltre alla nota della versione che avremmo voluto esporre al tavolo tecnico.

E questo perché mai, come del resto anche in queste tre occasioni,  sono stati verbalizzati tali incontri o quantomeno registrati e messi a disposizione dei colleghi a casa.  Se lo abbiamo fatto, lo abbiamo fatto per una semplice questione di trasparenza nei confronti di chi rappresentiamo e non per stupido protagonismo.

Poco prima dell’apertura dei lavori, la Dottoressa Ugenti, alla presenza di tutti i partecipanti, si è scagliata contro il CEM, senza possibilità di replica da parte nostra, accusandoci per  l’azione legale fatta e con far minaccioso ci ha testualmente detto: “Guai a voi se prima di un tavolo tecnico depositate ancora dei documenti da protocollare presso il Ministero. Questo è un comportamento scorretto e intollerabile!”  Ovviamente, mancando verbali e registrazioni,  abbiamo i testimoni di quello che sosteniamo.

In breve: la Dottoressa Ugenti, presentando la proposta ministeriale,  ha dichiarato che tutti i massofisioterapisti diplomati dopo il 1999 verranno riordinati in una nuova figura in qualità di operatori di interesse sanitario. La nostra replica si è limitata, vista l’irruenza della Dottoressa Ugenti, a sottolineare l’illegittimità della proposta, nonché l’incostituzionalità del considerare il massofisioterapista operatore di interesse sanitario come affermato chiaramente dalla Corte Costituzionale (si allega documento che avremmo voluto esporre e depositato in data 15.03.2018 presso il Ministero della Salute).  

Questa nostra esternazione ha fatto nuovamente andare su tutte le furie la Dottoressa Ugenti, che rivolgendosi a noi del CEM ed ai massofisioterapisti presenti ha dichiarato: “Voi non avete acquisito un titolo di massofisioterapista! Voi dovete denunciare chi vi ha truffato!!! Chi vi ha rilasciato quel titolo vi ha truffato!” Meravigliati della risposta, noi del CEM gli abbiamo chiesto: “Perché sino ad oggi non ha denunciato Lei, come prevede il codice penale, alle Autorità competenti i fatti di cui è a conoscenza, considerato che Lei dovrebbe avere a cuore la salute dei cittadini?” La Dottoressa si è limitata ad una nuova intimidazione: “Fornite i vostri titoli e provvederò a segnalarvi per abuso della professione di massofisioterapista”.  

In conclusione,  il primo tavolo tecnico si conclude con una proposta ministeriale irricevibile, che dequalificherebbe tutti i diplomi dei massofisioterapisti  formati dopo il 1999 ad operatori di interesse sanitario. Proposta che noi del CEM abbiamo categoricamente rimandato al mittente nel rispetto della legalità e dei principi costituzionali.

TAVOLO TECNICO PRESSO IL MINISTERO DELLA SALUTE DEL 11.04.2018

Il secondo tavolo tecnico è la continuazione di quello del 15.03.2018. La Dottoressa Ugenti  apre i lavori proponendo la proposta di una “stabilizzazione” professionale della nostra categoria all’interno di una nuova figura inquadrata come “operatore di interesse sanitario, “nel tentativo di conservare quante più peculiarità del nostro profilo professionale.  Al termine della presentazione della bozza, la Dottoressa Ugenti chiede ai presenti se ci sono dubbi o perplessità. Il Presidente del CEM solleva due criticità: 1) La violazione della legge Lorenzin, in quanto: “non possono essere istituite nuove professioni sanitarie le cui competenze si sovrappongano, anche in maniera parcellare,  a quelle delle professioni già esistenti”. 2) L’incostituzionalità dell’essere operatore di interesse sanitario, in quanto il Massofisioterapista è individuato da una legge dello Stato e non da una legge regionale (La Corte Costituzionale). 

Nel frangente il Presidente Paracchini si è rivolto al collega della FNCM per sottolineare le criticità appena sollevate. La Dottoressa Ugenti  rivolgendosi ai presenti ha detto: “Avete sentito Paracchini mi ha appena offeso!”  All’unanimità i presenti  hanno risposto: “No Dottoressa, si sta sbagliando, Paracchini non le ha detto nulla.” Paracchini rivolgendosi alla Dottoressa Ugenti ha risposto che: “In verità stavo parlando col collega Zeli e non l’ho assolutamente offesa.” Rivolgendosi a Paracchini la Dottoressa Ugenti ha dichiarato: “Sarà stata la sua parlata del nord a confondermi.” Paracchini alzandosi e rivolgendosi alla Dottoressa Ugenti ha dichiarato: “Non pensavo di venire in un’Istituzione pubblica a parlare di temi delicati ed essere oggetto di tali insinuazioni.” Paracchini senza proferire altro ha lasciato il tavolo tecnico.  

Quindi, seppur con la massima volontà collaborativa portata sino al termine del tavolo tecnico dal Vice Presidente Rendina, il CEM non si è chinato a barattare i nostri diritti con un profilo illegittimo, incostituzionale e demansionato. Non corrisponde al vero nemmeno quanto affermato, per iscritto, dai funzionari del Ministero che: “Si è proseguito, quindi, nell’esame dell’articolato dell’Accordo e dei relativi allegati, in merito ai quali sono state formulate da parte delle Associazioni alcune osservazioni, che sono state condivise da tutti i presenti e che sono state contestualmente recepite nello schema di Accordo”.

Lo si dica che non tutte le sigle hanno condiviso e recepito lo schema di Accordo proposto dal Ministero.  Affermare il contrario è stravolgere la realtà dei fatti, e chi era presente lo sa benissimo.

TAVOLO TECNICO PRESSO IL MINISTERO DELLA SALUTE DEL 22.05.2018

PRESENTI PER IL CEM LE COLLEGHE DOTT.SSA SIMONETTA DEL TESTA E MFT RIVETTI CRISTINA

La dottoressa Ugenti ha dato il via al terzo tavolo tecnico premettendo che con quello si “chiudeva” un capitolo, in quanto, essendoci in formazione il nuovo governo, essa ha l’obbligo di consegnare al nuovo ministro della salute almeno una bozza di accordo preparato con i suoi collaboratori e portato alla nostra lettura e attenzione per “ aggiustare” là dove ci fossero state (secondo il parere dei rappresentanti presenti delle varie sigle associative) delle imprecisioni. La lettura è avvenuta con proiezione di slide e non con copie cartacee della bozza del documento in quanto, a detta della dottoressa Ugenti, vi è pericolo di divulgazione che parrebbe (sostiene lei) sia già avvenuta in precedenza con altri documenti che non avevano carattere definitivo e di approvazione (divulgazione attraverso il Quotidiano Sanità). All’inizio della discussione tutti i rappresentanti delle associazioni (alcuni accompagnati da avvocati) hanno ribadito con forza la necessità di intervenire e risolvere, da parte del ministero e in tempi brevissimi, la questione della detraibilità delle nostre fatture. La risposta della dottoressa Ugenti è stata quella della necessità del riordino della figura, requisito, questo, necessario da parte dell’Agenzia delle Entrate per ripristinare la detraibilità; alle proteste generali, la dottoressa invita a discuterne successivamente alla lettura della bozza di documento. Il referente Lupi procede alla lettura.

Viene presentata una nuova figura che si potrebbe chiamare OPERATORE DI INDIRIZZO SANITARIO oppure OPERATORE DELL’AREA RIABILITATIVA; sarà formato dalla regione e dalle province autonome che autorizzeranno determinate scuole a istituire corsi biennali a cui il candidato potrà accedere al compimento del diciottesimo anno di età. Vengono elencate le ore complessive del corso, le ore di tirocinio e la percentuale di ore di assenza oltre le quali non è più consentito da parte dell’allievo l’accesso al corso stesso; tramite tabella vengono definite le mansioni (praticamente le stesse dell’attuale massofisioterapista) e anche quali apparecchiature elettromedicali potrà usare. Viene definito che si tratta di prestazioni erogate al paziente, su prescrizione medica e, quindi, secondo il loro parere, trattasi di una professione sanitaria, da svolgersi come dipendenti di enti oppure in forma autonoma rilasciando fattura che sarà esente IVA e detraibile. A conclusione della stesura di questa nuova figura, secondo un parere della Dottoressa Ugenti, tutelerebbe noi massofisioterapisti post 1999.

La Dottoressa Ugenti chiude il tavolo tecnico dicendo che comunque trasmetterà al nuovo ministro della salute la bozza in questione e che per tutto il resto “ha le mani legate” e non può, allo stato attuale di non governo, prendere decisioni come quelle da noi richieste. Dunque siamo uscite dall’incontro con praticamente un nulla di fatto. Permetteteci di ricordare altre situazioni a dir poco sconcertanti. Noi del CEM, e non solo noi,  abbiamo richiesto ai funzionari ministeriali presenti il cartaceo dei seguenti documenti:

1) La lista riguardante il numero dei titoli di massofisioterapista rilasciati dalle Regioni, in quanto sembrerebbe  che alcune di queste abbiano dichiarato meno diplomati di quanti in realtà ne sono stati formati. La richiesta ci è stata negata!

2) Il documento normativo che dimostri chiaramente l’abrogazione del DM 105 del 1997. Anche questo ci è stato negato! Forse perché, come sostiene la recente sentenza del Consiglio di Stato: “Il TAR sembra far riferimento a quanto dedotto dal Ministero nelle sue difese?” Quanto dedotto e mai dimostrato!

3) Abbiamo chiesto la bozza ministeriale del documento trattato ai tavoli tecnici, che porterebbe i massofisioterapisti ed il relativo corso di formazione ad essere individuati da una legge regionale (operatori di interesse sanitario) nonostante la vigenza della legge n.403 del 1971. Anche questo ci è stato negato!

Nonostante tutto il documento  illustrato ai tavoli tecnici sarà presentato al futuro Ministro della Salute ma negato alle sigle di categoria.  

Dobbiamo aggiungere altro? Non in questa sede… 

IL DIRETTIVO DEL CEM

 

Postato il 12 giugno 2018