Rilascio titoli finali e conferimento qualifiche accademiche -DM 270/2004 – art. 13 comma 7 – G. FERRARI

Rilascio titoli finali e conferimento qualifiche accademiche

DM 270/2004 – art. 13 comma 7

 

MARIA GLORIA FERRARI – Fisioterapista*

 

Nell’ultimo decennio come Professioni Sanitarie abbiamo vissuto un notevole processo evolutivo, sia in ambito formativo con le Lauree e le Lauree Magistrali, sia in ambito legislativo. La riforma che si è realizzata, con le leggi 42/99, 251/00, il DM. 509/99 e DM.270/04, è stata pienamente sostenuta nel suo iter, dal perseverante e determinato spirito innovativo manifestato dalle Professioni Sanitarie, e in particolare dai Fisioterapisti italiani.

E’ un evento di grande significato che ha permesso di superare lo scetticismo iniziale, ma non di tutti, (come ben sappiamo, anche dalla lettura di queste pagine) soprattutto di certa parte politico-istituzionale che ancora fatica a cogliere la portata di questa grande stagione di “riforme” ormai ineludibile.

L’attuale situazione ci pone a pieno titolo, finalmente incamminati verso gli standard professionali dei Colleghi europei ed anglosassoni. E’ stato riconosciuto lo status di professionisti della salute, a cui è stata attribuita la titolarità e responsabilità diretta sul paziente e la piena autonomia operativa.

A noi proseguire, consolidando il processo di attuazione ed educazione alla responsabilità, come ci viene proposto anche dal prof. Rodriguez che così si esprime: “E’ la responsabilità dell’impegno e della solidarietà, delle scelte adeguate e dell’operare corretto nell’interesse della persona. E’ la responsabilità dei valori e della loro proiezione nella pratica professionale. E’ più concretamente, la responsabilità che nasce dal rispetto consapevole di quanto indicato nei punti seguenti:

1) presupposti scientifici delle attività e delle funzioni proprie;

2) valori etici condivisi ed indicazioni che derivano dalla coscienza personale;

3) regole del codice deontologico;

4) norme di legge.

Il fisioterapista, professionista della salute è responsabile della tutela della salute, intesa come completo benessere sia fisico, sia mentale, sia sociale, quale fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività (art.32 c.1 Costituzione della Repubblica italiana, OMS).

Per questo suo principale obiettivo il Fisioterapista deve agire professionalmente con interventi basati sulle prove di efficacia e sulla base della ricerca scientifica, prodotta dalle revisioni sistematiche della letteratura accreditata, in materia di test diagnostici, esame fisico, prognosi, efficacia/sicurezza dei trattamenti preventivi, terapeutici e riabilitativi, eventualmente sistematizzati in linee guida. Sempre comunque attenti all’uso di questi strumenti di lavoro suscettibili ai cambiamenti rispetto alle nuove evidenze scientifiche.

Quanto detto fin qui era per me necessario per introdurre l’argomento sulla qualifica accademica di DOTTORE per i laureati in forza del Decreto ministeriale 270/2004 art. 13 comma 7, che così recita: “ A coloro che hanno conseguito, in base agli ordinamenti didattici di cui al comma 1, la laurea, la laurea magistrale o specialistica e il dottorato di ricerca, competono, rispettivamente, le qualifiche accademiche di dottore, dottore magistrale e dottore di ricerca. La qualifica di dottore magistrale compete, altresì, a coloro i quali hanno conseguito la laurea secondo gli ordinamenti didattici previgenti al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509

Quanto dichiarato era d’altra parte a noi noto, in quanto l’Ufficio Legislativo del Ministero dell’Università in una nota citava il Regio Decreto 4 giugno 1938, n. 1269: “dalla citata disposizione risulta chiaramente che il titolo accademico di dottore compete a coloro che hanno conseguito la laurea e non a coloro che hanno conseguito un diploma. Il nuovo ordinamento introdotto ai sensi della legge n. 127/97, individua nuovi titoli di laurea di primo e secondo livello e poiché i nuovi titoli sono individuati quali lauree e non diplomi, ne deriva che a coloro che li conseguono spetta il titolo accademico di dottore”.

Nonostante fosse chiaro e inequivocabile, per dirimere ogni dubbio il Dirigente Generale del MIUR, Dott. Antonello Masia, il 26 aprile 2005 con lettera prot.2572, comunicava ai Rettori delle università e, p. c. al Presidente del CUN, della CRUI, del CNSU, del CONVSU che “al fine di omogeneizzare il rilascio dei Diplomi e semplificare la redazione delle pergamene, ritiene opportuno fornire alcune indicazioni riassunte anche in due schemi, l’uno riepilogativo delle corrispondenze tra titoli finali e qualifiche accademiche e l’altro illustrativo dei contenuti che devono avere le pergamene”. (vedi nella pagina i riferimenti allegati)

Per quanto riguarda le lauree di 1° e di 2° livello ex DM 509/99 e DM 270/2004, oltre al titolo del corso di studio, è necessario indicare la classe di appartenenza nonché il Decreto Ministeriale di riferimento, anche per distinguere tali titoli da quelli del vecchio ordinamento.

Ne consegue che il titolo e relativo percorso formativo che porta al conseguimento della Laurea (Corso di Laurea del nuovo Ordinamento, sia ex. D.M. 509/99 sia ex. D.M. 270/2004), la qualifica accademica è DOTTORE.

Per quanto riguarda il titolo e relativo percorso formativo che porta al conseguimento della Laurea Specialistica (nuovo Ordinamento ex. D.M. 509/99) e Laurea Magistrale (nuovo Ordinamento ex. D.M. 270/2004), la qualifica accademica è DOTTORE MAGISTRALE

Viene inoltre precisato che sulla pergamena va indicato il TITOLO ACCADEMICO FINALE conseguito, senza menzionare la relativa qualifica accademica.

Nel nostro caso sarà:… “conferiamo la Laurea in Fisioterapia, Classe delle lauree in Professioni Sanitarie della Riabilitazione, classe n.2, (ex. D.M. 509/99 ed ex. D.M. 270/2004)”.

Sulla pergamena, per la Laurea Specialistica, (nuovo Ordinamento ex. D.M. 509/99) e Laurea Magistrale (nuovo Ordinamento ex.D.M. 270/2004); nel nostro caso sarà:…”conferiamo la Laurea Magistrale in Fisioterapia, Classe delle Lauree Specialistiche in Professioni Sanitarie della Riabilitazione, classe n.2, (ex. D.M. 509/99 ed ex. D.M. 270/2004).

A questo punto penso che i fatti si commentano da soli, e inutile andare oltre. Spero che non si parli più di inflazione di titoli di dottore, questo fenomeno esisteva anche prima dell’arrivo delle lauree triennali; gli stessi che così si esprimevano e che forse hanno ancora la tentazione di farlo, hanno sottovalutato il fatto che la laurea triennale non nasce da una bizzarria di Ortensio Zecchino, già Ministro dell’Università, ma da accordi internazionali (Lisbona, Sorbona, Bologna) che vedono il 3+2 esteso a tutta Europa.

Chiudo con un auspicio e un augurio: che tutta la Comunità dei Fisioterapisti colga anche questo stimolo e insieme come Comunità Scientifica, usando un termine caro a Kuhn, andiamo TUTTI verso un vero cambiamento di “PARADIGMA”.

A tutti i Dottori in Fisioterapia buon lavoro e insieme lavoriamo per la crescita della nostra meravigliosa PROFESSIONE.

 

 

Bibliografia:

Ø      D. Rodriguez “Contrastare i luoghi comuni fuorvianti per educare alla responsabilità i futuri professionisti della salute” Rivista di diritto delle Professioni Sanitarie, 2004; 7(3)

Ø      Thomas S. Kuhn, “La struttura delle rivoluzioni scientifiche” Einaudi, 2001

*Presidente AIFI Trentino /Alto Adige – Trento 18 maggio 2005

Pubblicato sul n. 5/maggio 2005 di “Riabilitazione Oggi”

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