OPERATORE SANITARIO/PAZIENTE – Disinformazione e i danni per la salute: le tre caratteristiche che distinguono il Fisioterapista dal Fisioterapista esperto (di Tiziana Nava e Giulia Besana)

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TIZIANA NAVA – Dottore in Fisioterapia – Docente Universitario e Master – Past Standing Committee of Health Professionals in Rheumatology EULAR

GIULIA BESANA – Specialista in comunicazione e giornalismo sanitario

 

Pazienti disorientati che passano da uno Studio all’altro, tecniche errate, informazioni fuorvianti e percorsi di cura a prova di Odissea: come si muove il Fisioterapista esperto e come é possibile riuscire a distinguerlo dalla massa?

La tutela della persona nella sua presa in carico terapeutico si basa essenzialmente su tre aspetti fondamentali:

l’informazione della persona;

– l’educazione e la formazione del professionista;

– la capacità del professionista di comunicare.

La mancanza di informazione può spingere le persone a rivolgersi a figure inadeguate nel rispondere ai bisogni del paziente, figure che risultano impreparate e non competenti.

Un esempio è la persona che, affetta da Sclerosi Sistemica (foto), si è sottoposta ad un massaggio con oli da parte di un “professionista” non preparato, il quale le ha causato gravi danni e messo anche a rischio la salute.

In tal senso, le persone si trovano spesso ad avere a che fare con figure incompetenti che, per via della loro mancanza di preparazione su patologie importanti, sottopongono i pazienti a percorsi ad alto rischio.

Questa situazione è causata da diversi fattori, tra i quali le falle informative del sistema sanitario che – nella presa in carico della persona – lascia poco spazio all’informazione, all’educazione per indirizzare le persone verso iter riabilitativi corretti e lascia i pazienti in balia di percorsi difficili da comprendere e faticosi da realizzare.

Investire sull’informazione risulta un elemento chiave di successo, per consentire alla persona di conoscere la sua malattia, di come può essere gestita e, più specificatamente, quale trattamento fisioterapico e riabilitativo può essere in grado di portarle benessere immediato e a lungo termine.

Per quanto riguarda il secondo punto, cioè l’educazione e la formazione del professionista, non è sufficiente avere una Laurea in Fisioterapia.

Oggigiorno specializzazioni, tirocini ed esperienze in contesti molto verticali di cura, sono un’arma potente per lo sviluppo professionale del Fisioterapista e per la sua capacità di crescere in termini di conoscenze e competenze.

Accanto alla conoscenza scientifica, è inoltre importante la comunicazione Fisioterapista- Paziente, per ottimizzare il percorso terapeutico e garantirne il successo.

Goubert parla del ruolo della comunicazione non solo a livello razionale, per consentire alla persona di comprendere i dati scientifici oggettivi, le conseguenze e le necessità, ma anche in ambiti emotivi più complessi.

La comunicazione inizia con l’ascolto del racconto della persona, intercalato dalla sua storia di vita e di malattia.

L’essere umano e la malattia sono figure complementari e sovrapposte, in grado di avere due voci e contemporaneamente esprimersi come unica entità.

Un ascolto attento permette di analizzare il percorso della persona e, parallelamente ma distaccatamente, quello della malattia, in modo da individuare i sintomi insieme alla persona e trovare un collocamento scientifico ed emotivo alla malattia e al dolore.

Inoltre, la persona ascoltata per un tempo maggiore ha maggiori possibilità di creare una compliance con il terapista e permettere così il trattamento per un lungo periodo favorendone il successo.

Al contempo, questo esercizio di ascolto, comprensione e feedback sui dati offerti dal paziente, diventa propedeutico alla sua comprensione clinica e personale, garantendo migliore chiarezza, precisione e un database dal quale poter attingere nel futuro in modo trasversale per altri pazienti e/o patologie.

Il ruolo del Fisioterapista non si ferma ad una visita una tantum: è proprio il Fisioterapista la figura chiave che accompagna, informa, educa e si rende testimone del “patient journey” in tutte le sue sfaccettature cliniche, emotive e psicologiche.

Questo rapporto particolare offre vantaggi ad entrambe le parti: dal lato del paziente, gli garantisce di entrare in possesso delle redini del proprio stato di salute attraverso un percorso cognitivo comportamentale guidato dal Fisioterapista, dalla gestione quotidiana all’incontro con altri professionisti; dal lato del Fisioterapista, diventa terreno fertile di formazione e occasione di raccolta di quei dati, quelle esperienze e competenze, che distinguono un Fisioterapista da un Fisioterapista esperto.

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Postato il 6 settembre 2018