OPERATORE SANITARIO/PAZIENTE – La comunicazione nella relazione terapeutica (di Vittorio Nino Barbanera e Tiziana Nava – Dottori in Fisioterapia)

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VITTORIO NINO BARBANERA Dottore In Fisioterapia – Libero Professionista

TIZIANA NAVA Dott.ssa in Fisioterapia – Docente Universitario e Master

Past Liaison office Italian European League Against Rheumatism EULAR

EULAR (European League Against Rheumatism) indaga le strategie comunicative delle figure sanitarie HCPs (Health Care Professionals) e propone delle linee guida che i Fisioterapisti potrebbero adottare nella gestione del paziente.

Goubert et al. 2005 (1) ha individuato i meccanismi fondamentali che stanno alla base della comunicazione per identificare un percorso terapeutico corretto.

L’empatia è un requisito essenziale per creare un approccio/standard terapeutico, che valuti la persona non solo dal punto di vista biomedico e biomeccanico, ma considerando anche le sue credenze e aspettative.

Maguire e Pitceathly, 2002 (2) al fine di migliorare le capacità di comunicazione da parte degli operatori sanitari, tra cui i Fisioterapisti, identificano un percorso che ponga al centro la persona.

Criteri di consultazione e valutazione

Porcheret et al. 2013 (3) ha intrapreso un esercizio di consenso per sviluppare un modello pratico per la consultazione di pazienti con Osteoartrite (OA), per la valutazione e la gestione iniziale della persona anziana con sintomatologia muscolo-scheletrica.

Sono stati individuati 4 criteri complessivi che gli HCPs dovrebbero utilizzare prima di intraprendere un percorso terapeutico:

Rispondere alle domande relative alla sintomatologia riferita alla diagnosi

Affrontare le aspettative della persona

Ridurre la sintomatologia dolorosa

Fornire un supporto di autogestione per promuoverla

Presupposti per una corretta comunicazione

La ricerca della corretta comunicazione prevede da parte degli HCPs l’ascolto delle problematiche e delle preoccupazioni presentate dal paziente.

Lo studio di Ogden del 2004, “I want more time with my doctor”: a quantitative study of time and the consultation (4), evidenzia come la persona, più soddisfatta dal tempo dedicato dal professionista, garantisce una maggiore aderenza alle opzioni di cura e di trattamento, riducendo il livello di sofferenza.

La condizione per un rapporto costruttivo basato sulla fiducia con il Fisioterapista è una comunicazione impostata sulla comprensione. Questo consente una migliore conoscenza reciproca, al fine di fornire informazioni alla persona.

Il quadro più dettagliato e completo di consultazione è fornito da un strumento didattico pratico, il Calgary-Cambridge, Kurtz e Silverman. 2005 (5), in cui 71 elementi specifici delineano e ordinano le caratteristiche per impostare una corretta proposta terapeutica. Gask e Usherwood, 2002 (6).

Questo modello biopsicosociale va oltre la malattia, analizzando gli aspetti contestuali associati alla percezione dello stato di salute, al contesto familiare, sociale e lavorativo. Stewart e Roter, 1989 (7).

La corretta comprensione della comunicazione è importante. per il Fisioterapista. per verificare le informazioni trasmesse dalla persona e restituirle ad essa come riscontro del suo pensiero. Questa metodologia consente alla persona di far chiarezza, condizione per l’adozione di un corretto comportamento nel quale rientrano i caregivers. Silverman et al. 2005 (8).

Come strutturare consultazioni efficaci

Gli obiettivi generali, per lo sviluppo di consultazioni efficaci, prevedono:

  • Ascolto dei problemi e preoccupazioni dei pazienti

  • Fornire informazioni

  • Discutere le opzioni di trattamento

  • Sostenere e rassicurare la persona

Al fine di raggiungere gli obiettivi, è opportuno che il Fisioterapista adotti una serie di strategie basate su raccomandazioni specifiche.

E’ importante incoraggiare i pazienti circa l’esatta sequenza nella quale i loro problemi si sono verificati, dando risalto alle percezioni e agli aspetti emotivi chiave percepiti. A tal fine è utile un “elenco attivo”, per permettere ai pazienti di esprimere i timori correlati alla malattia. M. Lloyd-Williams, 2011 (9). Aspetto importante per incoraggiare il comportamento al cambiamento adattativo. Main e Burton 2012. (10).

Accanto alla rassicurazione emotiva, è utile la rassicurazione razionale, che comprende spiegazioni e istruzione. Questo permette la riduzione delle preoccupazioni, il miglioramento della sintomatologia al follow-up e la riduzione delle prestazioni sanitarie, Pincus et al. 2013. (11).

Le risposte devono essere date in un linguaggio semplice e chiaro, al fine di ottimizzare i potenziali vantaggi all’autogestione. Una semplice spiegazione della differenza tra dolore acuto e cronico, la comprensione della natura dell’OA e il contributo di fattori cognitivi, memorie del dolore e l’impatto emotivo dei sintomi nella spiegazione data al paziente, possono aiutare a rivedere l’OA come incentivo per intraprendere l’autogestione.

Tali visioni pessimiste ma comprensibili, tuttavia scorrette, possono costituire ostacoli significativi alla riattivazione. Sarà quindi importante affrontare il discorso, prima di discutere le strategie per l’autogestione. Per realizzare il progetto con il paziente, l’HCP deve spostarsi da una prospettiva prevalentemente biomedica a un prospettiva biopsicosociale, Waddell et al. 2010. (12)

Migliorare la comunicazione nelle consultazioni

I suggerimenti più chiaramente focalizzati per il miglioramento della comunicazione nelle consultazioni, sono riconducibili a studi sulla LBP (Low Back Pain), Laerum et al. 2006 (13). Forniscono un quadro generale utile e sono applicabili nell’OA.

Una strategia fondamentale è “riposizionare” il paziente al centro del processo “riabilitativo”, per impedire che si manifesti la sua disabilità o che esso divenga disturbato dalla propria OA. È necessario coinvolgere attivamente il paziente nella gestione della propria OA.

Il focus principale dell’intervento deve essere sulle determinanti del cambiamento di comportamento, Michie et al. 2008 (14): può richiedere lavoro di ricerca da entrambe le parti.

In sintesi

Ciò che avviene nella consultazione è di notevole importanza per la gestione dell’OA.

La comunicazione è al centro della consultazione.

Nello stabilire una comunicazione efficace, il contenuto, lo stile, lo scopo/focus specifico di interazione, richiedono considerazione.

Le Linee guida per l’OA consigliano l’autogestione come opportunità di cambiamento positivo, per trasformare i potenziali ostacoli in funzione del miglioramento del benessere.

La comunicazione efficace e appropriata è al centro del processo terapeutico, deve essere ulteriormente esplorata e ricercata nei vari contesti in cui coesiste interazione fra gli HCPs e pazienti con l’OA.

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Riferimenti Bibliografici

  1. Goubert L, Craig KD, Vervoort T, et al. Topical Review: The effects of empathy. Pain 2005;118: 285–288.

  2. Maguire P, Pitceathly C. Clinical Review: Key communication skills and how to acquire them. BMJ 2002.

  3. Porcheret M, Grime J, Main C, et al. Developing a model osteoarthritis consultation: a Delphi consensusexercise. BMC Musculoskeletal Disorders 2013;14: 25.

  4. Ogden J, Bavalia K, Bull M, et al. “I want more time with my doctor”: a quantitative study of time and the consultation. Fam Pract 2004;21:479-83.

  5. Kurtz SM, Silverman JD. The Calgary-Cambridge Referenced Observation Guides: an aid to defining the curriculum and organizing the teaching in communication training programmes. Med Educ. 1996; 30:83–89.

  6. Gask L, Usherwood T. ABC of Psychological Medicine: The consultation. BMJ 2002; 324:1567-1569.

  7. Stewart M, Roter, D. Communicating with medical patients. Newbury Park.CA: Sage Publications; 1989.

  8. Silverman J, Kurtz S, Draper J. Skills for communication with patients (2nd Ed.). Oxford: Radcliffe Publishing; 2005.

  9. Le difficoltà nella diagnosi e nel trattamento della depressione nei pazienti malati terminali di cancro M. Lloyd-Williams.

  10. Main CJ, Burton AK. Engaging patients in their own care for back care: the role of education and advice in the prevention of chronic pain and disability . In from acute to chronic back pain: Risk factors, mechanisms and clinical implications. Ed. Hasenbring M, Rusu A, Turk DC. Chap 23.pp 433-452 Oxford, O.U.P;2012.

  11. Pincus T, Holt N, Vogel S, et al. Cognitive and affective reassurance and patient outcomes in primary care: A systematic review. Pain 2013;157: 2407-2416.

  12. Waddell G, Aylward M. Models of sickness and disability: Applied to common health problems. London: Royal Society of Medicine Press Ltd, 2010.

  13. Laerum E, Indahl A, Skouen J. What is “The Good Back-Consultation”? A combined qualitative and quantitative study of chronic low back pain patients’ interaction with and perceptions of consultations with specialists. J Rehab Med 2006;38: 255-62. 325:697-700.

  14. Michie S, Johnston M, Francis J, et al. From theory to Intervention: mapping theoretically derived behavioural determinants to behaviour change techniques. Applied Psychology: An International Review 2008;57: 660-680.count. Beh. Brain Sci 2002;25: 439– 455.

Postato il 10 settembre 2017