Ordine e Albo Fisioterapisti: nota informativa (*) (di Gianni Melotti – Fisioterapista e Giornalista Pubblicista)

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Con l’istituzione dell’Ordine cosa cambia per i Fisioterapisti?

Aspetti generali

L’istituzione dell’Ordine elimina l’incongruenza per cui quella del Fisioterapista (come anche altre 16 professioni interessate dalla legge 3/2018) era professione sanitaria solo regolamentata ma non ordinata.

Con questa legge sparisce un sistema discriminante, che vedeva alcune professioni organizzate, come Infermieri, Ostetriche e Tecnici Sanitari di radiologia medica in Albi retti da enti pubblici (Collegi) e altre professioni alla mercé di tutti.

Aspetti economici

I costi di iscrizione annuali dovrebbero essere contenuti tra i 50 e i 70 euro (il collegio dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica – TSRM – attualmente prevede una quota di 70 euro); oltre la quota di iscrizione annuale ci sarà una “una tantum”, relativa ai diritti di segretaria al momento della prima iscrizione.
La quota versata (in quanto contributo obbligatorio) sarà detraibile dalle tasse.

Aspetti professionali

Attraverso l’Ordine la nostra Professione sarà rappresentata al Consiglio Superiore della Sanità.
Avremo direttive e riferimenti certi forniti da un ente pubblico, quale è l’Ordine, e non più da Associazioni private (es. AIFI).
Saremo rappresentati in tutte quelle Commissioni che le leggi prevedono per gli Ordini, escludendo d’ora in poi le Associazioni rappresentative.
Avremo poi la possibilità (consentita solo agli Ordini, legge Gelli) di poter concorrere alla definizione del premio assicurativo da pagare annualmente per la responsabilità professionale.

Quale tempistica è prevista per l’entrata in vigore della norma?

Il Ddl Lorenzin è stato approvato definitivamente dal Senato in seconda lettura il 22 dicembre 2017. Dopo l’approvazione il testo è stato inviato alla Presidenza della Repubblica che ne ha verificato la “compatibilità giuridica” con il nostro ordinamento e lo ha promulgato. Lo ha firmato il 22 gennaio e ne ha ordinato la pubblicazione sulla G.U., cosa avvenuta sulla G.U. n.25 del 31 gennaio 2017. Ragion per cui il Ddl, diventato Legge n. 3/2018, è entrato in vigore a tutti gli effetti il 15 febbraio 2018.

Quale possibile tempistica per l’istituzione dell’Ordine?

La scelta di fare entrare in vigore la Legge il 15 febbraio, ha dato la possibilità, a tutte le Federazioni ordinistiche già esistenti (ma vale anche per i Collegi) di concludere l’iter elettorale per eleggere o rinnovare le rispettive Direzioni Nazionali, utilizzando le norme in vigore precedentemente alla legge n. 3/2018 appena pubblicata.

In questo modo sembrerebbe rinviata di tre anni l’applicazione di una serie di vincoli, previsti dalla legge 3/18, come ad esempio il limite al doppio mandato per il medesimo incarico, la cui durata passerà da 3 a 4 anni.

Questo è sicuramente un vantaggio, perché se la trasformazione in Ordine dei Collegi degli infermieri e delle ostetriche è praticamente solo un cambio di “nome”, la trasformazione in Ordine del Collegio dei TSRM è cosa più complessa, perché da “mono” Albo questo si trasformerà in un organo “multi” albo e avere delle Direzioni Generali nel pieno delle loro funzioni è una tutela per il buon esito dell’operazione. Garanzia è il fatto che anche noi Fisioterapisti confluiremo, in un primo momento, in un “casa” già funzionante.

A questo punto, per l’attuazione di quella parte della legge che concerne l’istituzione dell’ Ordine multialbo, mancava solo il Decreto Attuativo riguardante gli aspetti di dettaglio operativo non esplicitabili nel testo del provvedimento. Decreto Attuativo pubblicato il 13 marzo scorso.

Va precisato che i Decreti Ministeriali sono atti dovuti, ma succede, a volte, che alcuni Decreti Attuativi non vengano emanati, lasciando così le leggi a cui si dovrebbero riferire inapplicate, ma è altrettanto vero che quando alcuni portatori d’interesse hanno presentato ricorso, per mancata emanazione di un Decreto, il Consiglio di Stato si è pronunciato per rendere obbligatorio l’adempimento. Fortunatamente, per quanto riguarda Ordini e Albi delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione, non ci sono state difficoltà.

Si ritiene che la sfida più grande, sarà ora rappresentata dalla definizione dei Regolamenti necessari per disciplinare per la prima volta il processo d’iscrizione di oltre 220.000 professionisti appartenenti a 17 professioni diverse. O determinare il sistema elettorale, che necessariamente non potrà essere identico a quello degli altri Ordini “mono” albo.

Si tratta infatti di costituire ex novo diciassette Albi professionali di ben tre Classi di Laurea diverse, con caratteristiche non omogenee per formazione, suddivisione territoriale e numero di professionisti.

In questo “Ordine omnibus” confluiranno anche gli Assistenti Sanitari già iscritti al vecchio Collegio Ipasvi e, ovviamente, i Tsrm già iscritti al vecchio Collegio.

Insomma un Ordine con 19 Albi, elevabili a 21 se si istituissero le due nuove figure sanitarie, ora solo individuate, di osteopata e chiropratico. Devono essere istituiti ( come detto all’interno dell’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica – TSRM – già esistente) gli Albi per le seguenti figure: podologo, fisioterapista, logopedista, ortottista – assistente di oftalmologia, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, tecnico della riabilitazione psichiatrica, terapista occupazionale, educatore professionale, tecnico audiometrista, tecnico sanitario di laboratorio biomedico, tecnico sanitario di neurofisiopatologia, tecnico ortopedico, tecnico audioprotesista, tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, igienista dentale, dietista, tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro.

Ovviamente bisognerà studiare il modo affinché ogni Professione sia rappresentata, in futuro, all’interno del Consiglio Direttivo e, nell’immediato, all’interno di una “Commissione di Albo” per la gestione della fase iniziale per l’iscrizione dei professionisti. Iscrizione che è obbligatoria per l’esercizio dell’attività professionale, sia per i dipendenti che per i liberi professionisti (art 2 comma 3 legge 43/06).

L’ideale sarebbe, ma parliamo del libro dei sogni, che si avvii la registrazione dei Professionisti nel secondo semestre del 2018, con perfezionamento della prima iscrizione entro gennaio 2019, con la prima tornata elettorale di Albo da tenere entro febbraio e di quella nazionale (probabilmente solo per gli Albi) entro Aprile 2019.

In questa prospettiva il Legale Rappresentante di un albo con più di 50.000 iscritti, grazie all’art 4, avrebbe tempo sufficiente per presentare, entro maggio/giugno 2019, un’istanza per chiedere l’istituzione di un proprio Ordine da gennaio 2020 e questa evenienza riguarda espressamente la professione del Fisioterapista.

Contenuti della legge n.3 del 2018

Cosa sono gli Ordini

Gli Ordini e le relative Federazioni nazionali:

· sono enti pubblici non economici, sottoposti alla vigilanza del Ministero della salute;

· sono dotati di autonomia patrimoniale, finanziaria;

· sono finanziati esclusivamente con i contributi degli iscritti, senza oneri per la finanza pubblica.

Gli Ordini e le relative Federazioni agiscono quali organi sussidiari dello Stato al fine di tutelare gli interessi pubblici, garantiti dall’ordinamento, connessi all’esercizio professionale.

Chi può iscriversi ad un Ordine

Ciascun Ordine è costituito da uno o più Albi professionali. A ciascun Albo possono iscriversi:

  1. cittadini italiani o comunitari (purchè con titolo riconosciuto dal Ministero della salute);

  2. in pieno godimento dei diritti civili;

  3. con nessun carico pendente;

  4. in possesso della laurea abilitante o titolo equipollente o equivalente (art. 4 legge 42/99);

  5. con residenza o domicilio professionale nella circoscrizione dell’Ordine;

  6. ai cittadini extra comunitari oltre al titolo riconosciuto dal Ministero della salute si richiede un permesso di soggiorno valido.

Cancellazione

La cancellazione dall’Albo è pronunciata dal Consiglio Direttivo dell’Ordine competente per territorio, disposta d’ufficio o su richiesta del Ministero della salute o dal Procuratore della Repubblica in caso di:

  1. perdita dei diritti civili;
  2. mancanza dei requisiti professionali;
  3. rinuncia all’iscrizione;
  4. morosità nel pagamento dei contributi di iscrizione;
  5. trasferimento all’estero.

Quanto è grande un ordine

Ciascun ordine fa riferimento a una circoscrizione geografica, che corrisponde alle province esistenti alla data del 31 dicembre 2012.

Tuttavia un Ordine può avere competenza territoriale su due o più circoscrizioni geografiche confinanti, nel caso che il numero dei professionisti residenti in una circoscrizione geografica sia esiguo.

Nel nostro caso, dato che l’Albo dei Fisioterapisti è incluso nell’Ordine “dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle professioni sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione”, basta andare nel sito della ex Federazione Nazionale dei Collegi dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, per scoprire in quali province è presente un loro Collegio, che verrà trasformato in Ordine multialbo.

 

Disposizioni transitorie

Per gestire la fase tecnico-amministrativa della prima iscrizione agli Albi, le Associazioni maggiormente rappresentative di ciascuna professione sanitaria designeranno, per ogni regione, da un minimo di uno ad un massimo di cinque “esperti”, che cesseranno dal proprio mandato dopo 18 mesi.

Altri articoli della legge 3/2018 di interesse per il Fisioterapista

Art 6 – modifica l’art. 5 della legge 43/06 riguardo le procedure per l’individuazione di nuove professioni sanitarie.

L’individuazione di nuove professioni sanitarie, che non trovano rispondenza in professioni già riconosciute e il cui esercizio deve essere riconosciuto su tutto il territorio nazionale, avviene in sede di recepimento di direttive comunitarie, ovvero per iniziativa dello Stato o delle Regioni, in considerazione dei fabbisogni connessi agli obiettivi di salute previsti nel Piano sanitario nazionale o nei Piani sanitari regionali, oltre che anche su iniziativa delle associazioni professionali rappresentative di coloro che intendono ottenere tale riconoscimento che, a tal fine, dovranno inviare istanza motivata al Ministero della salute, il quale, entro i successivi sei mesi, dovrà pronunciarsi. In caso di valutazione positiva, il Ministero dovrà attivare la procedura finalizzata all’istituzione della nuova professione sanitaria.

L’istituzione di nuove professioni sanitarie è effettuata, nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dalla legge 43/2006 e previo parere tecnico-scientifico del Consiglio Superiore di Sanità, mediante uno o più accordi, sanciti in sede di Conferenza Stato-Regioni ai sensi dell’art. 4 del D. Lgs. 281/1997, e recepiti con decreti del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.

Gli accordi istitutivi di nuove professioni sanitarie dovranno individuare:
– il titolo professionale;
– l’ambito di attività di ciascuna professione;
– i criteri di valutazione dell’esperienza professionale;
– i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti.

L’ordinamento didattico della formazione universitaria delle nuove professioni sanitarie così individuate, è definito con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità.

La definizione delle funzioni caratterizzanti le nuove professioni avviene evitando parcellizzazioni e sovrapposizioni con le professioni già riconosciute o con le specializzazioni delle stesse (comma 4).

Art 7 individua, nell’ambito delle professioni sanitarie, le professioni dell’osteopata e del chiropratico, per l’istituzione delle quali si applica la procedura di cui all’art. 5, comma 2, della legge 43/2006, come modificato dal provvedimento in esame (vedi art. 6 precedente).

Conseguentemente, con accordo stipulato in sede di Conferenza Stato-Regioni, da adottare entro tre mesi dall’entrata in vigore del provvedimento in esame, sono stabiliti: l’ambito di attività e le funzioni caratterizzanti le professioni dell’osteopata e del chiropratico, i criteri di valutazione dell’esperienza professionale nonché i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti. Un successivo decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, da adottare entro sei mesi dall’entrata in vigore del provvedimento in esame, acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, dovrà definire l’ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia e in chiropratica nonché gli eventuali percorsi formativi integrativi.

Nel corso dell’esame in Commissione Affari Sociali della Camera è stato soppresso l’articolo 5, che precedentemente disciplinava l’istituzione e il profilo della professione sanitaria del chiropratico.

Art. 12modifica la disciplina del reato di esercizio abusivo di una professione, nonché sulle circostanze aggravanti di altre fattispecie di reato commesse nell’esercizio abusivo di una professione o di un’arte sanitaria.

Il comma 1 sostituisce l‘articolo 348 del codice penale, riguardante l’esercizio abusivo di una professione.

Vengono
aumentate le sanzioni attualmente previste. Più in particolare viene comminata per l’abusivo la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 10.000 a 50.000 euro.

Vengono inoltre inserite due nuove previsioni.

Con la prima si dispone che la condanna comporti la pubblicazione della sentenza e la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, nonché la trasmissione, nel caso in cui il soggetto che ha commesso il reato già eserciti regolarmente una professione o un’attività, al competente Ordine, Albo o Registro per l’interdizione da 1 a 3 anni dalla professione o attività regolarmente esercitata.

Con la seconda previsione si dispone un aumento di pena (reclusione da uno a cinque anni e multa da 15.000 a 75.000 euro) nei confronti del professionista che ha determinato altri a commettere il reato, ovvero ha diretto l’attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo (es. medici prestanome).

Il comma 2 inserisce un nuovo comma dopo il comma terzo dell’articolo 589 codice penale (Omicidio colposo).

Il nuovo comma inserito prevede che la pena, se il fatto è commesso nell’esercizio abusivo di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, o di un’arte sanitaria, è la reclusione da tre a dieci anni.

Il comma 3 inserisce un nuovo comma dopo il terzo comma dell’articolo 590 del codice penale (Lesioni personali colpose).

Viene previsto che se i fatti di cui al secondo comma Lesioni personali gravi o gravissime sono commessi nell’esercizio abusivo di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, o di un’arte sanitaria la pena per lesioni gravi è della reclusione da sei mesi a due anni e la pena per lesioni gravissime è della reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni.

Farmacie, Arti Ausiliarie e Mediatori

Il comma 4 sostituisce il terzo comma dell’articolo 123 del testo unico delle leggi sanitarie di cui al Regio Decreto 27 luglio 1934, n. 1265.

Il nuovo terzo comma del citato articolo 123, prevede che la detenzione di medicinali scaduti, guasti o imperfetti in farmacia, è punita con la sanzione amministrativa da 1.500 a 3.000 euro, se risulta che per la modesta quantità di farmaci, le modalità di conservazione e l’ammontare complessivo delle riserve, si può concretamente escludere la loro destinazione al commercio.

Il comma 5  sostituisce il primo comma dell’articolo 141 del citato testo unico delle leggi sanitarie, prevedendo che chiunque, non trovandosi in possesso della licenza necessaria per l’esercizio di un’arte ausiliaria delle professioni sanitarie o dell’attestato di abilitazione richiesto dalla normativa vigente, esercita un’arte ausiliaria delle professioni sanitarie è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 7.500 euro.

Il comma 6 modifica il comma 2 dell’articolo 8 della legge n. 39/1989 (Modifiche ed integrazioni alla legge 21 marzo 1958, n. 253, concernente la disciplina della professione di mediatore).

Il citato articolo 8 prevede che chiunque esercita l’attività di mediazione senza essere iscritto nel ruolo, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma compresa fra 7.500 e 15.000 euro ed è tenuto alla restituzione alle parti contraenti delle provvigioni percepite. Per l’accertamento dell’infrazione, per la contestazione della medesima e per la riscossione delle somme dovute, si applicano le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689.

A coloro che siano incorsi per tre volte nella sanzione di cui al comma 1, anche se vi sia stato pagamento con effetto liberatorio, si applicano le pene previste dall’art. 348 del codice penale, nonché l’art. 2231 del codice civile.

La condanna comporta la pubblicazione della sentenza nelle forme di legge.

La modifica prevista è quella di prevedere l’applicazione delle pene di cui all’articolo 348 del codice penale (Esercizio abusivo di una professione) o dell’articolo 2231 codice civile (Mancanza d’iscrizione) a coloro che siano già incorsi (invece che incorsi per tre volte) nella sanzione di cui al comma 1.

Infine, il comma 7 inserisce l’art. 86-ter nelle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale. La nuova disposizione, mutuata sul precedente art. 86-bis, che destina alle amministrazioni pubbliche i beni utilizzati per commettere delitti informatici, prevede il trasferimento al patrimonio del Comune ove sono siti, i beni immobili confiscati perché utilizzati per commettere il delitto di esercizio abusivo di una professione sanitaria. Il Comune dovrà destinare i beni immobili a finalità sociali e assistenziali.

(*) Informazioni e considerazioni liberamente tratte da pubblicazioni apparse su quotidianosanita.it e riab.info a firma Luca Benci e Angelo Papa.

Postato il 16 marzo 2018