Ordini delle Professioni Sanitarie: le insidie dietro l’angolo ( di Angelo Papa – Dottore in Fisioterapia, dipendente pubblico)

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Dopo l’euforia per l‘approvazione della Legge 3/2018, istitutiva degli Ordini e degli Albi per le Professioni Sanitarie che ne erano ancora prive, emergono alcune perplessità e qualche nodo.

Per prima cosa non mi risulta, almeno nella cerchia di persone con cui sono in contatto, che qualcuno dei neo iscritti abbia già ricevuto il numero d’iscrizione all’Ordine. In pratica pagheremo l’iscrizione del 2018 senza ricevere dall’Ordine nessun servizio, neanche quelli virtuali.

In considerazione di questo difetto di rappresentatività, mi domando come l’Ordine potrà confezionare un bilancio consuntivo 2018 e preventivo 2019 (decidendo magari su come utilizzare le risorse messe a disposizione da attori al momento esclusi dalla vita dell’Ordine). C’è sicuramente un problema di opportunità e francamente non vorrei essere nei panni degli attuali Presidenti degli Ordini territoriali provinciali o interprovinciali (tutti provenienti da unica professione rispetto alle 19 coinvolte).

Altra criticità è data dalla mancata definizione dei nuovi Organismi che dovranno assicurare il governo dell’Ordine e dell’Albo. L’assenza dei relativi Decreti Attuativi, rende ancora più pesante l’attuale situazione, che vede i professionisti obbligati a pagare l’iscrizione in assenza di Organismi preposti all’utilizzo di tali risorse.

Prolungare ulteriormente questo stato di provvisorietà non giova, né al radicamento dei valori dell’Ordine nei professionisti, né al sistema di tutela dei legittimi interessi delle 17 professioni. Tantomeno giova ai cittadini e ai loro interessi prioritari.

E’ stato un errore la formulazione del DM del 13 marzo, che, in maniera diciamo un po’ schizofrenica, da una parte ha attivato l’iscrizione completa da subito, accreditando un’idea di fattibilità immediata e dall’altro ha previsto una fase transitoria di 18 mesi, per via  della complessità dell’operazione da mettere in piedi.

Forse sarebbe stato più logico, in ragione di detta complessità, prevedere un meccanismo diverso. Una fase iniziale di registrazione dei nominativi nell’anno 2018 e una fase d’iscrizione vera e propria nel 2019, con emanazione dei Decreti mancanti entro la fine del 2018, assicurando l’attivazione delle procedure elettorali per l’elezione degli Organismi preposti al governo degli Albi entro la primavera del 2019, e quindi una revisione dei bilanci preventivi entro giugno 2019.

Questa stretta correlazione avrebbe reso il salto meno oneroso, meno conflittuale e, non ultimo, meno azzardato per gli attuali presidenti degli ordini provinciali. L’unica speranza è che il Ministro neo insediato, in occasione dell’emanazione del Decreto che regolerà il funzionamento degli albi, decida di rivedere questo meccanismo, introducendo le modifiche qui in breve ipotizzate.

 

Postato il 29 ottobre 2018