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Osteopata, professione sanitaria…..”per grazia ricevuta”? Stop dalla Conferenza Permanente delle Classi di Laurea delle Professioni Sanitarie (di Romualdo Carini, Fisioterapista e Giornalista Pubblicista – Responsabile Blog)

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ROMUALDO CARINI –  Fisioterapista e Giornalista Pubblicista – Responsabile Blog

Il tentativo di “calare dall’alto” (detto benevolmente) la “professione sanitaria di osteopata”, sta suscitando, nel settore di tutte le Professioni Sanitarie, molte perplessità e ottenuto importanti stroncature.
Diciamo “calare dall’alto” e non “individuare”, perchè la procedura che si vorrebbe adottare per tale riconoscimento è vistosamente (detto benevolmente) “contra legem”, anomala, al di fuori della “legalità”, rappresentata dall’art. 5 della Legge 43/2006, articolo che sta lì appunto a regolamentare l’individuazione delle nuove Professioni Sanitarie.
L’anomalia è costituita da un emendamento, che si ritiene ormai molti conoscano, fatto inserire dagli “experts of ostheopaty” a suo tempo ad arte nel DDL 1324, riguardante l’istituzione degli Ordini per le Professioni Sanitarie, attualmente in discussione nella Commissione Igiene e Sanità del Senato. Emendamento al momento solo “disattivato” causa parere negativo della Commissione Bilancio del Senato stesso, ma certamente ancora presente nell’ombra e pronto a ricomparire. Emendamento, sponsorizzato (detto benevolmente) dal ministro della salute Lorenzin, con cui si vorrebbe opportunisticamente far evitare, all’osteopata, l’iter previsto dal sopracitato art.5 della legge 43/2006 riguardante l’individuazione di nuove professioni sanitarie.
Insomma, un “calare dall’alto” già ampiamente descritto e documentato in un precedente articolo: Osteopata: professione sanitaria….”per grazia ricevuta”.
Ma se questa è stata la prima, e forse più vistosa, perplessità e bocciatura che il tentativo ha portato a casa, altre se ne sono aggiunte e non più solamente riguardanti la legalità della procedura, ma anche di consistenza scientifica, organizzativa, formativa.
Proponiamo all’attenzione dei Colleghi Fisioterapisti, per loro informazione, documentazione (e meditazione), i 9 punti al riguardo della “Mozione della Giunta della Conferenza Permanente delle Classi di Laurea delle Professioni Sanitarie”, approvata e resa pubblica alcuni mesi fa, ma forse non a conoscenza di molti.
Un parere, a proposito della creazione della professione sanitaria di osteopata, autorevole, circostanziato e soprattutto ISTITUZIONALE.
Qualcuno forse si chiederà cosa c’entrino gli Audiometristi, i Tecnici di Laboratorio biomedico, gli Igienisti Dentali, i Dietisti, gli Audioprotesisti o i Tecnici della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, con l’osteopatia.
A parte l’ineccepibile condivisione, in termini di principio e sostanza, dei 9 punti elencati, credo che la Conferenza, all’unanimità, abbia tenuto conto del possibile rischio derivante dalla stortura della legalità contenuta nell’emendamento presentato. Nel nostro bel Paese l’eccezione rischia spesso di diventare, in molti i settori, poi la regola e tutte le Professioni Sanitarie sono ben consce di tale pericolo, stante la marea di abusivi pronti ad utilizzare qualsiasi escamotage per ottenere una “patente” che a loro assolutamente non spetterebbe.

CONFERENZA PERMANENTE
DELLE CLASSI DI LAUREA DELLE PROFESSIONI SANITARIE

PRESIDENTE Prof. ssa Luisa Saiani
SEGRETARIO Prof.ssa Alvisa Palese

MOZIONE DELLA GIUNTA DELLA CONFERENZA
14 APRILE 2015

OGGETTO: Corso di Laurea per Osteopati

La Giunta della Conferenza Permanente delle Classi di Laurea e delle Lauree Magistrali delle Professioni Sanitarie ha analizzato il tema della possibile istituzione di un corso di laurea orientato alla formazione in osteopatia, con il conseguente riconoscimento della professione di osteopata, esprimendo in merito le seguenti considerazioni:

– il sistema universitario deve garantire una formazione di alta qualità ancorata a robuste basi scientifiche;

– é necessario rispondere all’esigenza di avere professionisti con formazione adeguata anche attraverso una revisione/aggiornamento dei corsi di laurea triennali e delle lauree magistrali, orientandoli verso specializzazioni cliniche;

– gli ambiti di specializzazione e perfezionamento devono essere rivolti a professioni sanitarie che, operando in aree cliniche complesse, abbiano bisogno di migliorare le proprie competenze e/o acquisirne di ulteriori, per i nuovi bisogni creati dal progresso scientifico in Medicina;

– é fondamentale evitare la confusione tra “tecnica” e “professione”, ed in particolare non si deve trasformare una tecnica o un approccio terapeutico in una professione a se stante;

– in considerazione del fatto che gli attuali 22 profili, a detta del legislatore stesso, sono ritenuti eccessivi, non è opportuno promuoverne altri, onde evitare ulteriore confusione a scapito del cittadino e dell’organizzazione sanitaria;

– l’osteopatia è una Terapia Non Convenzionale, definita esplicitamente come tale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e diffusa, come professione autonoma, solo in pochi Paesi;

– è opportuno comunque riflettere sul fatto che già ora dalle professioni di Fisioterapista e di Medico si accede alla formazione in osteopatia presso le strutture formative esistenti, perlopiù enti privati e/o associazioni culturali;

– la formazione specialistica rivolta al trattamento dei disturbi muscolo-scheletrici può avvalersi di tecniche di Terapia Manuale, tra le quali si può ascrivere anche una parte degli strumenti insegnati nei corsi di osteopatia;

– in considerazione dei limiti intrinseci di evidenze che caratterizzano l’osteopatia, la ricerca clinica va condotta da figure sanitarie come medici e fisioterapisti, nel pieno rispetto delle indicazioni di legge e dei codici deontologici a garanzia della persona,

   all’unanimità

esprime contrarietà alla creazione di corsi di laurea in osteopatia e alla creazione di una figura professionale autonoma per la pratica di questa tecnica;

chiede agli organi preposti (MIUR – Ministero SALUTE – Parlamento) di farsi parte attiva per emendare il DDL attualmente in discussione in Parlamento, rendendosi disponibile a collaborare per l’individuazione di una soluzione al problema;

comunica il tanto al Ministro dell’Istruzione e dell’Università, al Ministro della Salute ed al Presidente delle Commissioni XII Igiene e Sanità del Senato ed al Presidente della Commissione XII Affari Sociali della Camera.

IL PRESIDENTE
(F.to Luisa Saiani)

IL VICE-PRESIDENTE
(F.to Adriano Ferrari)

 

CLASSE I – Classe delle lauree in professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica
Corso di Laurea in Infermieristica
Corso di Laurea in Ostetricia

CLASSE II – Classe delle lauree in professioni sanitarie della riabilitazione

Corso di Laurea in Podologia
Corso di Laurea in Fisioterapia
Corso di Laurea in Logopedia
Corso di Laurea in Ortottica e assistenza oftalmologica
Corso di Laurea in Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva
Corso di Laurea in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica e Psicosociale
Corso di Laurea in Terapia Occupazionale

CLASSE III a – Classe delle lauree in professioni sanitarie tecniche diagnostiche

Corso di Laurea in Tecniche Audiometriche
Corso di Laurea in Tecniche di Laboratorio Biomedico
Corso di Laurea in Tecniche di Radiologia Medica, per Immagini e Radioterapia
Corso di Laurea in Tecniche di Neurofisiopatologia

CLASSE III b – Classe delle lauree in professioni sanitarie tecniche assistenziali

Corso di Laurea in Tecniche Ortopediche
Corso di Laurea in Audioprotesi
Corso di Laurea in Tecniche della Fisiopatologia cardiocircolatoria e Perfusione cardiovascolare
Corso di Laurea in Igiene Dentale
Corso di Laurea in Dietistica

CLASSE IV – Classe delle lauree in professioni sanitarie della prevenzione
Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro
Corso di Laurea in Assistenza Sanitaria