Passi in avanti su Servizi e Dirigenze di Area (di Gianni Melotti, Fisioterapista)

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Con un tantino di sconforto, ma con una tenacia che non mi è mai venuta meno, devo ammettere che sulla mia battaglia, per la corretta applicazione delle norme sui Servizi e le Dirigenze di Area, non si sono fatti passi in avanti.

Pare che la cosa non interessi praticamente a nessuno, dai Sindacati di comparto, alle Aree non infermieristiche, tanto che mi chiedo se stiano dormendo tutti, anche se resto dell’idea che quanto sta capitando in Lombardia, altro non sia che un abuso di potere su Aree non attribuite per legge al dirigente degli infermieri.

Ecco, allora, che annuncio con una certa sorpresa, quanto ha fatto un Sindacato di categoria che è riuscito a portare la problematica al Ministero della Salute e trovo strano che le corazzate della Triplice si lascino sorpassare dallo Spif-Ar un sindacato di area riabilitativa.

Fatto sta che una delegazione dello Spif-Ar composta dal Vice Segr. Dott. Ferrara e dai Dottori Bisesi, Ricucci, Locicero e Bufalino, è stata ricevuta al Ministero della Salute e ha fatto presente come in Italia la L.251/00 non è applicata correttamente.

Dalle rassicurazioni ricevute, pare che sia in arrivo un Atto d’Indirizzo, da trasmettere agli Assessorati alla Salute delle Regioni, per dare seguito al DPR 1681 del 4 novembre 2016, che ha accolto il Parere del Consiglio di Stato n. 52/2015 (vedi Allegato), il quale ha sancito che il Dirigente di un Servizio di Area deve, obbligatoriamente ed in via esclusiva, appartenere alla stessa Area Professionale, affermando così che un unico Dirigente, appartenente ad una delle 4 Aree, non possa dirigere Servizi di Aree diverse dalla sua.
 
Se così fosse verrebbe finalmente alla luce la corretta applicazione della norma, sconfessando le bizzarre trovate sulla 251 attuate da alcune Regioni, vedasi SITRA in Lombardia, SITRO in Umbria, Piemonte, Lazio, Calabria ed altre, sfatando, in questo modo, la possibilità di istituire dei Dipartimenti delle Professioni Sanitarie, tra l’altro non previsti da alcuna norma vigente, al fine di evitare fughe in avanti da parte dell’Area Infermieristica, cosa avvenuta fino ad ora.
 
Non mi resta che attendere…a Genova si dice: “megui che ninte!” “Se sono rose fioriranno”. Resta lo stupore di una Triplice che non ha capito o non vuole capire. Perchè?

 

Allegato: Sentenza Consiglio di Stato 52/2015

 

Postato il 28 ottobre 2018