Professione osteopata: “avviso (indiretto) ai naviganti” (di Romualdo Carini, Fisioterapista e Giornalista Pubblicista – Responsabile Blog)

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Avviso ai naviganti”: “serie di informazioni relative alla navigazione….che hanno lo scopo di aggiornare i naviganti su tutte le notizie, sia temporanee che definitive, riguardanti la sicurezza della navigazione…e che ancora non figurano nella documentazione nautica ufficiale….che deve essere nella dotazione di bordo di tutte le navi e che va mantenuta costantemente aggiornata proprio grazie a tali avvisi”.

Avviso ai naviganti”: metaforicamente “avvertire, richiamare l’attenzione, rinviare a degli approfondimenti…per sapere dove ti può portare il vento e da dove arriva…”, azzeccata parafrasi più che mai adeguata alla questione di queste note, trovata nell’omonimo Blog del Prof. Stefano Sandri.

E’ da ritenersi infatti un articolato (e direi preoccupante) metaforico “avviso”, per gli attuali “naviganti” gioiosamente (e incoscientemente) imbarcati in quei corsi e corsetti che promettono loro di farli diventare osteopati, la Lettera inviata agli organizzatori di detti corsi e corsetti, dal Presidente Nazionale dell’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (RSRM-PSTRP), Alessandro Beux, documento ormai di dominio pubblico, che riportiamo in calce a queste considerazioni.

Corsi e corsetti promossi dalle tante Scuole ed Istituti che continuano ad organizzare simili “viaggi della speranza”, nonostante la Legge 3/2018, pubblicata in G. U. il 31 gennaio 2018 ed entrata in vigore il 15 febbraio, abbia stabilito che, da quest’ultima data, la professione sanitaria di osteopata, per ora individuata, ma non ancora istituita, possa essere formata solo da un Corso di Laurea universitario.

In essa è contenuto un esplicito messaggio a dette Scuole ed Istituti “….affinchè sia comunicato e chiarito ai Vostri studenti e a coloro che intendano iscriversi presso i Vostri Istituti il quadro normativo delineato dalla legge 3/2018”, perchè “…al momento nessun Istituto o Scuola privata in osteopatia può fornire garanzie certe agli studenti e ai postulanti circa il fatto che il proprio corso di studi assicurerà il diritto di iscriversi all’istituendo albo degli Osteopati e, quindi, il legittimo esercizio della professione in Italia..”.

Ma se la Lettera costituisce un “avviso” esplicito per le Scuole e gli Istituti, è molto, molto evidente come essa sia contemporaneamente un “avviso” implicito per chi frequenta quei corsi e corsetti, un “Attenzione! Pericolo!”, se così si può dire, il messaggio è chiaro: al momento…..non fatevi illusioni!

Si prevedono “Mare mosso”? “Possibili perturbazioni in arrivo”? “Venti di burrasca”? “Tempeste all’orizzonte”? Qualche avvisaglia c’è: “Osteopatia. Sulle scuole è caos”. “L’osteopatia e la formazione fai da te”.

E non sarebbe il caso che (finalmente) anche il MIUR e il Ministero della Salute si muovessero, scendendo in campo e facendo proprio quell’avviso?

Nel Far West della Riabilitazione, comunque nulla di nuovo. Stanno per arrivare nuovi “coloni” (perchè la “professione sanitaria per grazia ricevuta” dell’osteopata è per ora solo individuata ma non ancora istituita, per cui al momento non esiste) ed ecco che subito ne hanno approfittato gli immancabili “cercatori d’oro”, che hanno intuito come questa nuova professione possa per loro rivelarsi una inesauribile “miniera” da sfruttare, proponendosi di sfornarne a bizzeffe di questi coloni, sperando nella solita sanatoria all’italiana, senza curarsi del rischio di mandarli poi allo sbaraglio (o meglio con un pugno di mosche in mano) alla conquista del loro territorio sanitario da colonizzare.

Federazione nazionale Ordini dei TSRM e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione

 

 

ISTITUITA AI SENSI DELLE LEGGI

4.8.1965, n. 1103, 31.1.1983, n. 25 e 11.1.2018, n. 3 

C.F. 01682270580

 

Roma, 28 ottobre 2019

Alle Scuole Osteopatiche Italiane

e, p.c. Al ministero dell’Istruzione

dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per la formazione

superiore e la ricerca

al Ministero della salute

Direzione generale delle professioni sanitarie

e delle risorse umane

del Servizio sanitario nazionale

Egregi Direttori,

torno a scriverVi dopo la mia del 7 marzo 2019 per confrontarmi con voi in un’ottica di collaborazione e nell’auspicio che si condivida un’univoca e trasparente linea applicativa dei dettami della legge 3/2018.

In questi mesi le varie Istituzioni coinvolte hanno operato al fine di definire i contorni del profilo professionale del professionista Osteopata: il relativo decreto dovrebbe essere di prossima approvazione e posso sin d’ora affermare che, senza ombra di dubbio, si tratterà di un profilo caratterizzato da un corso di studi triennale, finalizzato all’ottenimento di una laurea in osteopatia, secondo l’ordinamento didattico che verrà indicato con successivo decreto.

A completamento del percorso di attuazione della legge 3/2018 verranno definiti i presupposti e i criteri per la valutazione dei titoli pregressi equipollenti al corso di laurea in osteopatia e per l’accesso – in difetto di un titolo equipollente riconoscibile ex se – a un percorso formativo integrativo.

Dato il quadro attuale, pare evidente che, al momento, nessun Istituto o Scuola privata in osteopatia possa fornire garanzie certe agli studenti e ai postulanti circa il fatto che il proprio corso di studi assicurerà il diritto di iscriversi all’istituendo albo degli Osteopati e, quindi, il legittimo esercizio della professione in Italia.

Ribadisco pertanto, come già segnalato nella mia del 7 marzo 2019, il mio invito formale affinchè sia comunicato e chiarito ai Vostri studenti e a coloro che intendano iscriversi presso i Vostri Istituti il quadro normativo delineato dalla legge 3/2018.

Vi chiedo inoltre di darmi riscontro documentale di quanto sopra, ottenuto il quale provvederò a darne conto ai Ministeri competenti perchè possano compiutamente esercitare la loro opera di indirizzo e vigilanza.

Certo della Vostra collaborazione Vi porgo i miei migliori saluti.

Il Presidente

Alessandro Beux

Postato il 10 novembre 2019