Sul ruolo del massaggiatore capo bagnino degli stabilimenti idroterapici (di Mauro Gugliucciello e Gianni Melotti, Fisioterapisti)

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Quella dei massaggiatori capo-bagnini è una delle tante bande di “fuori…legge” che scorrazzano nel Far West della Riabilitazione.

Il sottostante articolo, dei Colleghi Fisioterapisti Mauro Gugliucciello e Gianni Melotti sulla questione, pubblicato su quotidianosanita.it, segnala, all’attenzione del settore e soprattutto all’attenzione delle Autorità competenti, una puntuale e aggiornatissima denuncia riguardo questa “anomalia”, a suo tempo fatta pervenire al Direttore Generale della Agenzia di Tutela della Salute (Ats) di Milano.

Si tratta di un dettagliato Documento (di cui si raccomanda caldamente la lettura), datato 25 gennaio 2019 (e chissà perchè da allora rimasto chiuso in qualche istituzionale cassetto), a firma del Dott. Diego Catania, Presidente dell’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (TSRM-PSTRP) della Regione Lombardia, Ordine di cui, al momento, fa parte anche l’Albo dei Fisioterapisti.

La denuncia in oggetto, molto circostanziata e completa di riferimenti a norme e sentenze, chiarisce, inequivocabilmente, come quella del massaggiatore capo-bagnino sia una “figura priva di contenuto normativo” e alza il velo su una situazione di ritardi, omissioni, illegalità e quant’altro, fino ad ora tollerata (eufemismo?) da parte di chi è preposto a controllare, a livello statale e regionale, questi “fuori…legge”.

Si attendono sviluppi, soprattutto dalla Regione Lombardia, perchè questa volta il richiamo parte da un “…ente pubblico non economico che agisce quale organo sussidiario dello Stato, al fine di tutelare gli interessi pubblici…” quale è appunto l’Ordine, come definito dalla recente legge 3/2018.

 

Ft. Romualdo Carini

Fisioterapista e Giornalista Pubblicista

Responsabile Blog

 

Gentile direttore,
nell’articolo “Le professioni non nascono nei tribunali”, a proposito della figura del Massaggiatore e del Capo Bagnino degli stabilimenti idroterapici, avevamo scritto che: “… i corsi per questa figura sono…., a nostro avviso, di dubbia legittimità”. Questo nonostante una sentenza del Tar di Milano, del 2011, avesse ritenuto legittimo il decreto lombardo, per l’istituzione dei corsi, perché non si creava una nuova figura, come era già successo con il Massaggiatore e Operatore della Salute, l’Operatore del Massaggio Sportivo e l’Operatore di Tecniche del Massaggio Orientale che, su ricorsi dell’Aifi, sono state cancellate negli anni 2008/2009, ma ci si limitava ad istituire corsi di formazione abilitanti all’esercizio di una arte ausiliaria già individuata dalla legge statale.
 
La materia è stata, poi, ulteriormente approfondita dal Consiglio di Stato che, nel 2013, ha ribaltato una precedente sentenza del Tar Abruzzo, la stessa, per inciso, usata da Regione Lombardia per autorizzare l’apertura dei corsi, e ha stabilito che: “la circostanza che il T.U.L.S. contempli ancora formalmente la figura del massaggiatore – capo bagnino degli stabilimenti idroterapici è irrilevante in assenza di una compiuta disciplina di settore armonicamente ricomposta sui due livelli di competenza previsti dalla Costituzione (statale e regionale).

Ora, l’Ordine dei Tsrm Pstrp di Milano – Como – Lecco – Lodi – Monza Brianza e Sondrio è intervenuto con un documento completo ed esaustivo che inquadra la vicenda e che è stato inviato alle autorità regionali per le doverose azioni a tutela di possibili fenomeni di abusivismo delle professioni sanitarie che rappresenta.
 
Tocca ora a Regione Lombardia, che deve tutelare la salute dei cittadini lombardi e non solo, farsi carico di adempiere puntualmente ai rilievi mossi nel documento a firma del dott. Diego Catania Presidente dell’Ordine.

 

Postato il 4 maggio 2019