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“Art. 1-septies addio!” (di Mauro Gugliucciello, Fisioterapista)

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E’ mancato, qualche giorno fa, il Collega Mauro Gugliucciello, un Collega che tanto ha fatto per la crescita, l’affermazione e la difesa della nostra Professione (“La Commissione di albo nazionale dei Fisioterapisti saluta l’amico e collega Mauro Gugliucciello”, “È morto Mauro Gugliucciello, un grave lutto nel mondo della fisioterapia”, “Il saluto dei fisioterapisti italiani a Mauro Gugliucciello”).

Numerosi sono stati, negli anni, i suoi articoli al riguardo che ho pubblicato su “Riabilitazione Oggi”, di cui ero Direttore Responsabile, come numerosi furono anche i suoi Corsi, come Docente, sul Bendaggio Funzionale, che, a quei tempi, organizzammo insieme per “Riabilitazione Oggi Corsi e Convegni”.

La sua morte lascia nel settore della Fisioterapia e della Riabilitazione in generale, un grande vuoto, non solo per ciò che ha fatto, ma anche per ciò per cui era ancora impegnato: la nascita (finalmente) del nostro Ordine Professionale.

A testimonianza del suo impegno in tante battaglie, lo voglio ricordare riproponendo una sua intervista, pubblicata sul n. 4 – mese di aprile 2011 del periodico da me diretto, all’indomani della avvenuta abrogazione del famigerato art. 1-septies che voleva regalare, “tramite corso su paziente (?), ai laureati in scienze motorie l’equipollenza alla laurea in fisioterapia e che la “manina” di un politico cialtrone e venduto aveva, di nascosto, vigliaccamente occultato in una legge appena approvata nel 2006. Ci sono voluti 5 anni per cancellarlo!

Mauro era, a quel tempo, Membro del Direttivo Nazionale dell’Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI), proprio con “delega alla questione 1-septies”, un impegno in prima linea il suo.

Molte delle considerazioni espresse da Mauro in quella intervista sulla conclusione della vicenda, sono purtroppo ancora palesemente attuali, soprattutto quelle riguardanti la Politica e i Politici (eufemismo) con cui la nostra Professione ha a che fare.

Ciao Mauro.

Ft. Romualdo Carini – Responsabile Blog

 

Intervista al Collega Mauro Gugliucciello

tratta da Riabilitazione Oggi – Anno XXVIII – n. 4 – Aprile 2011

 

E’ finita. “L’ignobile tentativo di scippo” (così lo avevamo definito a suo tempo, sul numero di Riabilitazione Oggi di gennaio 2006), rappresentato dal famigerato art. 1-septies è stato sventato.

Ci sono voluti 5 anni. 5 anni per strappare la pag. 29 della G. U. del 4 febbraio 2006 che riportava la vergogna, appallottolarla e gettarla nei rifiuti.

E’ giunto ora il momento delle spiegazioni e delle considerazioni. Abbiamo così posto alcune domande al collega Mauro Gugliucciello, Membro del Direttivo Nazionale dell’AIFI, con delega alla questione 1-septies, che più volte abbiamo, in passato, ospitato sulle nostre pagine a proposito della questione. Ecco le sue conclusioni.

 

Per l’abrogazione di questa astrusa norma ci sono voluti 5 anni spalmati su due legislature. Quali sono stati i principali ostacoli che si sono dovuti superare, per arrivare a questo risultato?

L’ostacolo forse maggiore, o almeno più evidente, è stato rappresentato dall’incapacità della Politica di dare risposte chiare e nette.

Di fronte a una norma illegittima e palesemente incostituzionale, la risposta non poteva essere che una sola: abrogazione, così da ripristinare condizioni di rispetto e di legalità nel Sistema Sanitario e in quello Universitario.

La cultura del compromesso ad ogni costo, invece, così radicata in alcuni esponenti politici, sia di centrosinistra che di centrodestra, ha determinato un rimpallo del provvedimento tra i due rami del Parlamento per ben cinque anni. Nonostante quella del fisioterapista sia una professione sanitaria che viene esercitata. a vantaggio dei cittadini, in un settore costituzionalmente protetto, ciò non è bastato alle forze politiche per assumersi, fin da subito, le doverose responsabilità.

Di questa vicenda, finemente pianificata, conosciamo l’esecutore materiale (prontamente rieletto), ma gli ideatori, rimangono tuttora oscuri.

Ma ora è veramente finita con l’1-septies, o potremmo aspettarci ancora sorprese?

Con la sua abrogazione, la questione dell’articolo 1-septies, è definitivamente risolta.

In realtà, quest’articolo di legge non ha prodotto alcun effetto, perché il “corso su paziente”, previsto per ottenere l’equipollenza, non è mai stato attuato. Tutto ciò, nonostante che alcuni laureati in scienze motorie, a legge vigente, rivolgendosi al Consiglio di Stato avessero costretto i Ministeri competenti a emanarlo.

Grazie alle continue pressioni dell’Associazione, il decreto attuativo non è stato applicato. Ricordo che l’A.I.FI., aveva presentato, a suo tempo, ricorso al TAR contro tale atto.

Se non fossimo riusciti a concludere l’iter del disegno di legge abrogativo, probabilmente già quest’anno, con la programmazione nazionale dei posti per fisioterapisti, sarebbe stata data la possibilità ai laureati in scienze motorie di diventare fisioterapisti grazie a quella iniqua norma.

Il nostro ricorso, dopo il vaglio del Tar, sarebbe arrivato alla Corte Costituzionale, che probabilmente, fra qualche anno, avrebbe annullato retroattivamente l’articolo di legge e ogni suo effetto prodotto. A quel punto però, se alcuni laureati in scienze motorie fossero diventati fisioterapisti grazie all’1-septies, la Politica si sarebbe interrogata sulla necessità di sanare tali titoli e ciò avrebbe innescato nuove pericolose derive.

Qual è, quindi, la reale portata del contestato comma due, introdotto e poi modificato già alla Camera? A cosa può portare?

Il comma due, introdotto dalla Camera dei Deputati, e che è stato sostanzialmente corretto grazie ai nostri interventi, contiene una certezza: i laureati in scienze motorie dovranno rispettare la programmazione dei posti per fisioterapisti e dovranno superare la prova di selezione, come ogni altro cittadino, per essere ammessi al nostro corso di laurea. Non avranno alcuna scorciatoia o corsia di favore.

Quanto al riconoscimento dei crediti formativi, che comprendono anche i crediti di tirocinio, l’eventuale decreto ministeriale al riguardo non potrà che essere fatto nel rispetto delle disposizioni vigenti.

Il riconoscimento dei crediti formativi, è delegato alle Università e alla loro autonomia, che, ricordiamo, è costituzionalmente garantita. Certamente, l’Università non permetterà che queste sue prerogative vengano in alcun modo messe in discussione.

Ci sono stati momenti difficili? Quale, secondo te, il più impegnativo? Come si è comportata la categoria?

Indubbiamente, il passaggio alla Camera dei Deputati è stato lungo e difficile. Le pressioni esercitate dall’Associazione e dalle Organizzazioni firmatarie, a suo tempo, del manifesto “NO all’equipollenza”, sono state incisive e determinanti.

Per ben due volte la sede legislativa, la possibilità, cioè, di votare direttamente il DL in Commissione, senza dovere andare in Aula, già concessa da tutte le Forze Politiche, è saltata.

Una situazione eccezionale da riscontrare e che fa capire il grado di penetrazione delle nostre richieste e delle nostre proteste. La Commissione Cultura della Camera dei Deputati ha vissuto spesso profondi momenti di disorientamento, con una contrapposizione a volte aperta tra il Relatore del provvedimento e il Rappresentante del Governo.

Il ricordo più bello è legato all’intuizione di proporre il Manifesto “NO all’equipollenza”, e alla sua realizzazione. Manifesto sottoscritto dalle più prestigiose Associazioni di tutela del cittadino in ambito sanitario, dalle più importanti Organizzazioni Sindacali e dalle Professioni Sanitarie.

Tutte queste forze, hanno dato dignità alla nostra causa e ci hanno permesso, anche nei momenti più difficili, di far capire che la nostra non era una rivendicazione corporativa, ma una difesa d’interessi costituzionalmente garantiti e di Regole messe a tutela del Sistema sanitario e Universitario.

Senza queste Organizzazioni probabilmente non saremmo riusciti a portare fino in fondo questa battaglia.

Altro aspetto molto positivo è stato quello di essere riusciti a far approvare il provvedimento abrogativo con il consenso di tutte le forze politiche, dopo una discussione aperta di fronte al Paese. Questo ha richiesto, da parte nostra, un deciso e attento lavoro di tessitura dagli esiti non scontati. La categoria poi è stata splendida ed unita, a cominciare dalla manifestazione nazionale ”La Fisioterapia non è uno sport” tenuta a Roma il 21 marzo 2006.

C’è stato, invece, durante lo svolgersi degli eventi in questi 5 anni, qualcosa che non ti è piaciuto per niente? Qualche aspetto particolarmente negativo?

L’aspetto più negativo, per il sottoscritto, è stato rappresentato dalla multa, per eccesso di velocità, che mi è stata comminata dal Comune di Fiumicino. Mentre andavo a partecipare all’Indagine Conoscitiva voluta dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati, avendo ricevuto una telefonata che mi pregava di anticipare la mia presenza a Montecitorio, ho superato i limiti di velocità.

È stata l’unica cosa “veloce”, di un iter lento ma simile al finale mozzafiato, che ha visto, al Senato, tempi strettissimi tra l’approvazione in Commissione e l’Aula.

Altra cosa che ricordo di quella giornata dedicata all’Indagine Conoscitiva, è stata la mia richiesta alle numerose Associazioni dei laureati in Scienze motorie che erano presenti all’audizione, prima di andare in seduta, di avere il coraggio di rinnegare quel furtivo regalo rappresentato dall’1-septies. Nulla di positivo poteva portare alla loro importante Categoria.

Purtroppo, non se la sono sentita. Di converso, in questi giorni, mi hanno chiamato molti laureati in scienze motorie che sono poi diventati fisioterapisti o che si sono iscritti da poco ai nostri corsi di laurea, nel rispetto delle regole, felici del fatto che i furbi nel nostro Paese, questa volta, hanno dovuto fare un passo indietro.

Come promotore del Convegno di Udine del 3 dicembre 2003 dal titolo “Una scelta di campo tra comuni interessi” più volte citato durante l’iter del provvedimento abrogativo come esempio di collaborazione fra le due professioni, nonché come chiarimento delle diverse competenze, ribadisco la necessità della valorizzazione di questi Operatori nel loro specifico settore.

La regione Friuli Venezia Giulia emanò successivamente, anche a seguito di questo incontro, una legge per collocare obbligatoriamente i laureti in scienze motorie come Direttori tecnici nelle palestre e nei centri sportivi, a garanzia di una corretta attività fisica e per combattere il doping e altri fenomeni distorsivi presenti nello sport. Di questo sono orgoglioso.