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“Ma ci sono…..o ci fanno”? (di Romualdo Carini – Fisioterapista e Giornalista Pubblicista – Responsabile Blog

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Considerazioni sull’esame del DDL Lorenzin in Commissione Affari Sociali alla Camera

ROMUALDO CARINI – Fisioterapista e Giornalista Pubblicista, Responsabile Blog

 

Ma ci sono…..(perché ci credono)”?

C’è da rimanere esterefatti, se non addirittura allibiti, leggendo il Resoconto Parlamentare della seduta di mercoledì 19 ottobre della Commissione Affari Sociali della Camera, che sta esaminando, in sede referente, il DDL Lorenzin, licenziato nel mese di maggio dal Senato con dentro, come tutti sanno, l’inciucio che vuole osteopata e chiropratico professioni sanitarie “per grazia ricevuta” (artt. 4 e 5 pagg. 22 e 23 testo PDF), in palese e clientelare deroga all’art. 5 della legge 43/2006, concernente l’individuazione di nuove professioni sanitarie.

Il provvedimento è stato assegnato alla menzionata Commissione il 27 luglio scorso, ma solo in questi giorni la discussione sta entrando nel vivo.

Di seguito il surreale Resoconto citato (a pag. 140).

SEDE REFERENTE

Mercoledì 19 ottobre 2016. — Presidenza del presidente Mario MARAZZITI.

La seduta comincia alle 14.45.

Deleghe al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, nonché disposizioni per l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute. C. 3868 Governo, approvato dal Senato.

(Seguito dell’esame e rinvio – Abbinamento delle proposte di legge nn. 334 Catanoso Genovese, 993 Rondini, 1088 Grimoldi, 1229 Lenzi, 1429 Fabbri, 1961 Miotto, 2518 Binetti, 2781 Lodolini, 3263 Gregori, 3307 Vezzali, 3319 Vezzali, 3377 Lenzi e 3999 Elvira Savino).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta del 27 luglio 2016.

Mario MARAZZITI, presidente, avverte che è stata avanzata da parte di alcuni componenti della Commissione la richiesta – da lui stesso condivisa, in qualità di relatore sul disegno di legge in esame – di abbinamento di diverse proposte di legge. Si tratta, anzitutto, della proposta di legge C. 1229, d’iniziativa della deputata Lenzi, recante: «Riforma della disciplina degli ordini delle professioni sanitarie di medico-chirurgo, di odontoiatra, di medico veterinario, di farmacista nonché delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, tecniche della riabilitazione e della prevenzione», con riferimento alla quale ritiene che si possa procedere all’abbinamento ai sensi dell’articolo 77, comma 1, del Regolamento, riguardando essa una delle materia trattate dal disegno di legge in titolo. Richiama, quindi, altre proposte di legge, tutte ugualmente volte ad ottenere il riconoscimento di determinate professioni sanitarie: C. 334, d’iniziativa del deputato Catanoso Genovese, recante: «Istituzione e regolamentazione del titolo di esperto in medicina manuale vertebrale»; C. 993, d’iniziativa del deputato Rondini, recante: «Disposizioni concernenti la disciplina della professione sanitaria di odontotecnico»; C. 1088, d’iniziativa del deputato Grimoldi, recante: «Riconoscimento dell’osteopatia come professione sanitaria primaria»; C. 1429, d’iniziativa della deputata Fabbri, recante: «Norme in materia di regolamentazione della figura di operatore sanitario naturopata»; C. 1961, d’iniziativa della deputata Miotto, recante: «Istituzione e disciplina della professione sanitaria di erborista e disposizioni concernenti l’attività commerciale di erborista»; C. 2518, d’iniziativa della deputata Binetti, recante: «Istituzione della figura professionale dell’osteopata»; C. 2781, d’iniziativa del deputato Lodolini, recante: «Istituzione della figura professionale del tecnico di ecocardiografia»; C. 3263 d’iniziativa della deputata Gregori, recante «Istituzione della figura professionale di operatore socio-sanitario»; C. 3307, d’iniziativa della deputata Vezzali, recante: « Istituzione della figura professionale di fisioterapista e del relativo albo»; C. 3319, d’iniziativa della deputata Vezzali, recante: «Istituzione della figura professionale di massofisioterapista e del relativo albo»; C. 3377, d’iniziativa della deputata Lenzi, recante: «Istituzione della figura professionale di coordinatore di ricerca clinica» e C. 3999, d’iniziativa della deputata Elvira Savino, recante: «Disciplina della professione di podologo e istituzione della laurea specialistica in podoiatria». Propone, pertanto, di deliberare l’abbinamento delle proposte di legge nn. 334, 993, 1088, 1429, 1961, 2518, 2781, 3263, 3307, 3319, 3377, 3999.

Paola BINETTI (AP), nel condividere la proposta di abbinamento di proposte di legge testé annunciata dal presidente, richiama l’attenzione sulla necessità che tali testi siano vagliati singolarmente, tenendo conto delle caratteristiche specifiche di ciascuna delle categorie richiamate, non essendo esse assimilabili tra loro.

Mario MARAZZITI, presidente, fa presente che il metodo che la Commissione sta seguendo, attraverso le audizioni in corso di svolgimento, è proprio quello di cercare di cogliere le caratteristiche delle varie categorie professionali, per passare poi, in una seconda fase, a determinare i criteri in base ai quali esse possano o meno essere incluse nel novero delle professioni sanitarie.

Nessun altro chiedendo di parlare propone, pertanto, di deliberare l’abbinamento delle proposte di legge nn. 334, 993, 1088, 1429, 1961, 2518, 2781, 3263, 3307, 3319, 3377, 3999.

La Commissione approva la proposta del presidente.

Mario MARAZZITI, presidente, rinvia, quindi, il seguito dell’esame del provvedimento ad altra seduta.

La seduta termina alle ore 15.05

Alé, avanti, c’è posto! Tutti sul carro delle professioni sanitarie: “esperto in medicina manuale vertebrale” (ma non è già di competenza del fisioterapista in possesso di specifica preparazione?); “odontotecnico”; “osteopata professione sanitaria primaria” (variante di quella presente, per grazia ricevuta, nel DDL Lorenzin?); “operatore sanitario naturopata”; “professione sanitaria di erborista”; “figura professionale di tecnico di ecocardiografia”; “figura professionale di operatore socio-sanitario”; “figura professionale di fisioterapista” (ma non lo sanno che esistiamo già da un pezzo?); “figura professionale di massofisioterapista” (ma non sanno, o fanno finta di non sapere, che post ’99 non può più esistere?….o hanno in mente qualche altro inciucio, come gira voce?); “figura professionale di coordinatore di ricerca scientifica”; “professione di podologo” (ma non sanno che anche questa esiste già da un pezzo?).

Era così difficile immaginare che osteopata e chiropratico, “professioni sanitarie per grazia ricevuta”, non avrebbero creato un precedente? Non avrebbero fatto da “apripista”?

Viene da chiedersi, a prima vista, se alcuni membri di questa Commissione non solo abbiano un minimo di informazioni corrette, un minimo di “preparazione di base”, chiamiamola così, riguardo la “materia” (l’individuazione di nuove professioni sanitarie), su cui sono chiamati in questo caso ad esprimersi, a legiferare, ma addirittura sulla 251/00 “Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonchè della professione di ostetrica” (ultimo esempio l’audizione dell’Associazione italiana ortottisti-assistenti in oftalomologia – AIOrAO, del 26 ottobre scorso, con l’on. Lenzi e il presidente della Commissione Marazziti – LINK). Sanno dell’esistenza, dal 2006, della legge 43, che stabilisce, con il particolareggiato articolo 5, le procedure su quanto loro devono decidere? Ne sono all’oscuro o proditoriamente ritengono di poterne fare a meno? Se avessero avuto presente la normativa citata, neppure doveva passare per la loro mente quella “richiesta di abbinamento di diverse proposte di legge…..”.

E ancora più sconcertanti appaiono le conclusioni del Presidente Marazziti, dopo l’approvazione, da parte della Commissione, degli abbinamenti proposti, in risposta alle osservazioni dell’on. Binetti: “cogliere le caratteristiche delle varie categorie professionali, per passare poi, in una seconda fase, a determinare i criteri in base ai quali esse possano o meno essere incluse nel novero delle professioni sanitarie”. Ma non lo sa (o fa finta di non saperlo) che “…i criteri in base ai quali esse possano o meno essere incluse nel novero delle professioni sanitarie…” esistono già, da un pezzo, e li ha stabiliti il Legislatore, appunto con la legge 43 del 2006, al mai abbastanza ricordato art.5? E se non lo sa, quali dovrebbero essere i criteri che si vorrebbero stabilire? Forse pensano ad emendamenti su misura, stile quelli prodotti dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato per osteopati e chiropratici?


…..o ci fanno (perché gli conviene)”?

Un amico Collega, anche lui incredulo dopo aver letto il Resoconto di cui sopra, mi suggeriva di considerare quell’abbinamento di diverse proposte di legge uno “specchietto per le allodole” in prospettiva referendum istituzionale. Una manovra (come tante ce ne sono state in passato e tante ce ne saranno) mirata ad attirare consensi al SI, ma che poi farà come la nebbia, lascerà il tempo che ha trovato. Mance pre-referendarie.

Può essere, perché la nostra Casta è maestra in furbate, ma quanto è successo col DDL Lorenzin al Senato, riguardo osteopati e chiropratici, docet e c’è il timore che possa aver contagiato anche la Casta della Camera. Già dopo quanto accaduto al Senato ci si era chiesti quale fiducia poter riporre in un Legislatore, che prima legifera in un certo modo (legge 43) e poi, alla prima occasione, con osteopata e chiropratico, smentisce se stesso, va contra legem, giocandosi così la propria “credibilità istituzionale”. Alla Camera stanno forse inventandosi ulteriori norme “ad professionem” prescindendo da quelle esistenti? (Osteopatia e Chiropratica. “Le norme ad professionem del Senato, di Luca Benci).

Volendo essere “buonisti”, può, forse, essere però ipotizzato anche un altro scenario. Qualcuno dirà troppo ottimistico se non addirittura fantascientifico.

Mettendo così tanta carne al fuoco, cioé far diventare professioni sanitarie tout court l’esperto in medicina manuale vertebrale, l’odontotecnico, l’erborista, il naturopata, ecc., oltre a osteopata e chiropratico già a metà strada “per grazia ricevuta”, tutti per di più contra legem 43, col rischio di scatenare un putiferio di contenziosi in Sanità (e, possono scommetterci, anche scandalo in un’opinione pubblica adeguatamente informata), vuoi vedere che, a un certo punto, come il classico coniglio estratto dal cilindro, per togliere le castagne dal fuoco restituiranno legalità al sempre vivo art. 5 della 43/2006? Meglio però non illudersi.

 

E se, a questo punto, i Fisioterapisti dicessero basta e, in contraccambio, votassero NO al Referendum?

Siamo una Professione Sanitaria poco valorizzata, spesso bistrattata e trascurata dalle Istituzioni, poco tutelata nonostante le numerose Leggi che ci riguardano insieme alle altre Professioni Sanitarie, una Professione operante in un settore, quello della Riabilitazione, in cui la piaga dell’abusivismo prolifera allegramente e glielo lasciano fare invece di contrastarla come si dovrebbe, perchè rappresenta un businnes.

Una categoria professionale che fa comodo tenere in questo stato alle lobby di potere in Sanità, lobby serventi interessi privati nella formazione, fuori ordinamento, di figure professionali abusive ed improprie senza tenere in alcun conto il rischio che questo rappresenta per la Salute dei Cittadini…” scrive giustamente, fra altre cose, il Collega Giovanni Cavinato del RIR in un suo appassionato post su Facebook.

A questo punto crediamo si possa senz’altro convenire che “se ne hanno ormai le tasche piene” (eufemismo)!

Dopo il “Fertily day” avremo l’”Abusivismo day”? Un esercito di “fuori legge” regolarizzati in deroga alle norme vigenti per l’individuazione di nuove professioni sanitarie, penalizzando e mortificando le riconosciute e regolamentate professionalità già esistenti e mettendo a rischio la Salute della Cittadinanza, facendo mancare le necessarie e fondamentali verifiche sulla scientificità di tali discipline? Non è malasanità anche questa? O è malasanità solo quando una partoriente muore in ospedale dopo aver dato alla luce un figlio, o quando tolgono il rene sano invece di quello malato, o quando lasciano morire un malato terminale su una barella del Pronto Soccorso dopo 36 ore senza degnarlo di attenzione? Ma il nostro collodiano Presidente del Consiglio, non sbandiera ai quattro venti che con lui, il suo governo, i suoi parlamentari, l’Italia “sta uscendo dalla palude”? Se tanto mi dà tanto….

E allora, se, dopo il Senato, si constatasse che anche alla Camera gli inciuci non finiscono mai, perché, come Professione Sanitaria dei Fisioterapisti (ma la proposta può interessare anche altre professionalità sanitarie a rischio garbugli), non esprimere, finalmente in forma tangibile e pesante, il nostro dissenso, la nostra delusione, la nostra sfiducia nei confronti di questa caricatura di Politica?

Perché, in assenza di precisi e concreti segnali di ritorno alla legalità sul DDL Lorenzin, non organizzarsi, ipotizzando, magari anche con un semplice passaparola, uno spontaneo “Movimento Fisioterapisti per il NO al Referendum”, invece di un più impegnativo Comitato, per impegnarci a votare NO al Referendum costituzionale….provando a convincere anche i nostri pazienti a farlo? Ovviamente spiegando bene loro i motivi della nostra scelta.

Non si tratterebbe di una intimidazione, né di una rivalsa o ritorsione, ma di un efficace contrappeso al broglio parlamentare che si vuole orchestrare, una risposta, finalmente convinta e concreta della Categoria, all’ennesimo colpo di mano di una Casta in gran parte incompetente e delegittimata di credibilità istituzionale……e credo che anche i nostri pazienti ci ascolterebbero con molto interesse, dovessimo parlare loro di “malasanità certificata”, “malasanità clientelare”, “rischio salute”, “abusivismo professionale sanitario”, “autoreferenzialità”, “cure erogate da personale non qualificato”, “requisiti professionali non certificati” e argomenti simili.

P.S. – Cosa c’entra, la proposta avanzata, col quesito del Referendum? Certamente nulla se riferita alla “predica” referendaria (che ci viene ammannita a colazione, pranzo e cena), certamente molto se riferita al “pulpito” da cui tale predica proviene.

Per saperne di più: Osteopata: professione sanitaria “per grazia ricevuta”. Approfondimenti.