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DDL Lorenzin. Osteopata e chiropratico professioni sanitarie “per grazia ricevuta”: si avvicina la resa dei conti (di Romualdo Carini, Fisioterapista e Giornalista Pubblicista – Responsabile Blog)


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Si avvicina il momento della verità per osteopata e chiropratico professioni sanitarie “per grazia ricevuta”.

Si avvicina il momento in cui avremo la possibilità di verificare se il vergognoso inciucio, orchestrato a suo tempo dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato e fatto poi approvare da quell’Aula, verrà confermato anche alla Camera, oppure se questo ramo del Parlamento vorrà tornare alla legalità, al rispetto delle norme stabilite e al buon senso, stralciando, eliminando, come anche richiesto da tutte le Professioni Sanitarie già regolamentate ma non ancora ordinate, quei due vergognosi emendamenti trasformati in articoli, in palese e clientelare deroga alla procedura stabilita dall’art. 5 della Legge 43/2006 per quanto riguarda l’individuazione di nuove professioni sanitarie.

Nella seduta del 30 marzo scorso, presso la Commissione Affari Sociali della Camera, si è conclusa la discussione preliminare, in sede referente, del DDL Lorenzin, che, come ormai tutto il mondo sa, contrabbanda, agli artt. 4 e 5 (pagg. 22, 23), osteopata e chiropratico come professioni sanitarie.

La Commissione ha deliberato di adottare, come testo base per il seguito dell’esame, il Disegno di Legge approvato a suo tempo dal Senato.

Sembrerebbe però di capire, dagli interventi di alcuni Membri della Commissione in oggetto, che la individuazione di nuove professioni sanitarie in generale e dell’osteopata e chiropratico in particolare, abbiano sollevato diverse perplessità e dubbi.

Dal Resoconto Parlamentare della seduta del 22 marzo scorso, si riportano, commentandoli brevemente, alcuni interessanti stralci.

Raffaele CALABRÒ (AP-NCD-CpE)

…..Passando al tema dell’ordinamento delle professioni sanitarie, dichiara di condividere l’esigenza, da molti avvertita, di una sistematizzazione in tale campo, ma rileva che il testo in esame prevede uno spettro troppo ampio di professioni. Segnala, quindi, l’opportunità di raggruppare settori affini, anche al fine di scongiurare eventuali sovrapposizioni….”.

Vittoria D’INCECCO (PD)

…..Dichiara di condividere le criticità evidenziate dalla collega Lenzi in una seduta precedente, in relazione al riconoscimento di nuove professionalità sanitarie senza l’individuazione di un percorso formativo regolamentato. Osserva, inoltre, che in alcuni casi manca un’evidenza scientifica di risultati concreti in relazione ad alcune pratiche. Invita quindi a una riflessione approfondita su questi temi…..”.

L’On. D’INCECCO quando afferma di “…condividere le criticità…..in relazione al riconoscimento di nuove professionalità sanitarie senza l’individuazione di un percorso formativo regolamentato.” sembrerebbe proprio fare riferimento a osteopata e chiropratico, e sembrerebbe farlo anche quando dichiara che “…..in alcuni casi manca un’evidenza scientifica di risultati concreti in relazione ad alcune pratiche”. Le stesse osservazioni erano emerse nel corso della AUDIZIONI tenutesi in Commissione l’11 gennaio.

Elena CARNEVALI (PD)

…..facendo riferimento ai precedenti interventi in ordine all’importanza e alla complessità del testo in discussione, ribadisce la necessità di apportare ad esso delle modifiche significative. Condividendo le preoccupazioni espresse dalla collega Lenzi nella seduta precedente, fa presente che la delega recata dal provvedimento in esame con molta probabilità non potrà trovare attuazione nel corso dell’attuale legislatura.

Nel rilevare la complessità delle questioni attinenti all’introduzione di nuovi ordini professionali, sottolinea che il percorso individuato dal provvedimento in oggetto non sembra tenere pienamente conto del quadro normativo esistente. Osserva, infatti, che occorrerebbe partire da un adeguamento al quadro normativo europeo e dal riconoscimento di eventuali obiettivi di salute insoddisfatti. Il provvedimento sembra invece partire dal riconoscimento delle nuove professioni per individuare solo in una fase successiva i requisiti formativi.

Nell’auspicare una revisione del testo approvato dal Senato in relazione a tali temi, evidenzia il rischio di introdurre una sorta di sanatoria rispetto a titoli di studio dalla dubbia validità….”

Altri “nodi che vengono al pettine” nell’intervento dell’On. CARNEVALI, quando afferma che “Il provvedimento sembra invece partire dal riconoscimento delle nuove professioni per individuare solo in una fase successiva i requisiti formativi.” e soprattutto quando denuncia “…il rischio di introdurre una sorta di sanatoria rispetto a titoli di studio dalla dubbia validità….”.

Paola BINETTI (Misto-UDC)

…Per ciò che concerne gli ordini professionali, segnala di avere una diversa visione rispetto a molti dei colleghi che l’hanno preceduta. Ritiene poco utile modificare la normativa rispetto a professioni già strutturate come quelle degli psicologi, chimici, fisici e biologi, mentre giudica essenziale offrire un quadro normativo chiaro per quanto riguarda le figure dell’osteopata e del chiropratico. In particolare, per quanto riguarda l’osteopata ricorda che in ambito internazionale vi è un ampio riconoscimento di questa professione, in alcuni casi definita come «medico osteopata», all’esito di uno specifico percorso formativo. Nell’osservare che molti pazienti si rivolgono a tale figura professionale in relazione a determinate patologie, ribadisce l’esigenza di predisporre una normativa dettagliata e un riconoscimento di tale figura nell’ambito delle professioni sanitarie, anche al fine di offrire le necessarie garanzie rispetto al livello di competenza dei singoli professionisti. Nel sottolineare che il problema da lei posto non può essere eluso, pone in evidenza l’importanza di effettuare il giusto riconoscimento, sulla base di specifici percorsi formativi, a tutela dei professionisti e dei pazienti.

Ricordando di avere presentato anche una proposta di legge in tal senso, sottolinea che in molti casi l’alternativa all’osteopatia è rappresentata solo dal ricorso massiccio a farmaci antidolorifici….”.

L’intervento dell’On. BINETTI merita molta attenzione, perché l’On. BINETTI si è a volte comportata, per così dire, come “l’amico del giaguaro” riguardo il problema in questione. Vedasi la sua Interrogazione Parlamentare di qualche anno fa, su chi avesse titolo per esercitare l’osteopatia, a cui il Ministero della Salute rispose che la poteva esercitare solo chi era professione sanitaria e vedasi successivamente la presentazione di un Disegno di Legge, a sua firma, per creare (in deroga all’art. 5 della legge 43/2006) la nuova professione di osteopata.

Nel suo intervento “…giudica essenziale offrire un quadro normativo chiaro per quanto riguarda le figure dell’osteopata e del chiropratico…” E per quanto riguarda l’osteopata “…ribadisce l’esigenza di predisporre una normativa dettagliata e un riconoscimento di tale figura nell’ambito delle professioni sanitarie, anche al fine di offrire le necessarie garanzie rispetto al livello di competenza dei singoli professionisti(omissis)…pone in evidenza l’importanza di effettuare il giusto riconoscimento, sulla base di specifici percorsi formativi, a tutela dei professionisti e dei pazienti.”: benissimo! Però, per allontanare ogni sospetto, per essere a scanso di equivoci, avrebbe dovuto concludere il suo intervento aggiungendo “….nel rispetto di quanto stabilito riguardo l’individuazione di nuove professioni sanitarie dalla legge 43/2006”.

Infine, a proposito della sua singolare e divertente (eufemismi) affermazione, secondo cui “…in molti casi l’alternativa all’osteopatia è rappresentata solo dal ricorso massiccio a farmaci antidolorifici….”, beh, per quanto ci riguarda vorremmo suggerirle l’iscrizione ad un buon corso ECM sul trattamento delle patologie muscoloscheletriche tenuto da Fisioterapisti, che le permetterebbe senz’altro di schiarirsi le idee.

Queste e tante altre perplessità, legate ad altri contenuti del DDL che esulano dalla questione riguardante l’istituzione degli Ordini per le Professioni Sanitarie, hanno probabilmente determinato il fatto che “…Mario MARAZZITI, presidente, avverte che, in considerazione della richiesta, avanzata da diversi gruppi, di avere a disposizione un termine ampio per la presentazione degli emendamenti, stante la complessità e la diversità dei temi trattati dal disegno di legge in oggetto, tale termine è fissato per giovedì 4 maggio 2017, alle ore 12. Rinvia, quindi, il seguito dell’esame del provvedimento ad altra seduta…”.

Sembrerebbe di capire”, si diceva. Il condizionale è più che mai d’obbligo, quando entrano in gioco la coerenza, la trasparenza e l’onestà d’intenti della nostra Classe politica! E auguriamoci di non passare da un inciucio ad un altro!

Staremo a vedere.

Postato il 5 aprile 2017