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GESTIONE DOMICILIARE DEL PAZIENTE 1
LE LESIONI DA PRESSIONE (piaghe da decubito) 1
a cura di Pia Paganetti (*) – Fisioterapista ed Ergoformatore
Collage di informazioni, indicazioni, consigli, raccomandazioni utili, su come prevenirle, contrastarle e gestirle, tratte da articoli, pubblicazioni, siti in tema.
1 – DESCRIZIONE E ASPETTI DEL PROBLEMA
La cute
La cute ha la funzione di isolare e proteggere il corpo dalle aggressioni esterne. È formata da tre strati:
-
epidermide, lo strato più esterno, protegge da virus, batteri e altri agenti esterni;
-
derma, lo strato intermedio, contiene le terminazioni nervose che percepiscono le sensazioni dolorose, tattili, pressorie e termiche, contiene inoltre le ghiandole sudoripare e ghiandole sebacee, follicoli piliferi e vasi sanguigni. Questa struttura può essere aggredita da agenti esterni quali pressione, sfregamento, compressione, macerazione che possono causare danni anche gravi come le lesioni da decubito;
-
strato adiposo, sotto il derma vi è uno strato di grasso che contribuisce a isolare il corpo dal caldo e dal freddo, è un efficace riempimento protettivo e serve quale deposito di riserve energetiche.
Cosa sono le lesioni
Le lesioni da decubito, ulcera da pressione, piaga da decubito, sono i nomi con i quali si identifica una lesione della pelle che ha origine nel derma, lo strato intermedio dove risiedono i vasi sanguigni.
Perché si formano
La principale causa delle lesioni, è la prolungata pressione causata dall’immobilità su una stessa zona del corpo, così che sulla pelle – e sui vasi sanguigni contenuti, viene esercitata una pressione che diminuisce l’irrorazione sanguigna. I tessuti vengono così a trovarsi compressi tra le ossa prominenti e le superfici sulle quali sono appoggiati (letto/carrozzina), o sui quali premono (parte laterale del piede, parte laterale della gamba…). Questo comporta la morte dei tessuti con conseguente formazione di lesioni da pressione o decubito.
Altre forze come la trazione e la frizione concorrono a lesionare la pelle.
Prevenzione delle lesioni e cura della cute sana
Il nostro scopo è agire prima che si presentino condizioni di rischio per sviluppare lesioni.
Rischio significa che coesistono situazioni e condizioni che possono favorire la comparsa di lesioni. Ricordiamo che un arrossamento esterno è già indice di una sofferenza profonda dei tessuti.
Chi è a rischio
Sono a rischio: i pazienti immobili con sensibilità e con mobilità ridotta o assente affetti da doppia incontinenza (= malfunzionamento di un organo incapace di esplicare la propria funzione fisiologica di chiusura, nel nostro caso della vescica e dell’intestino), pazienti in scadute condizioni di salute, pazienti molto magri e pazienti obesi, pazienti diabetici, neurologici, in condizioni di decadimento psichico.
Punti in cui si possono formare lesioni da pressione
Fig. 1 – Immagine tratta da Disabili.com
In generale le lesioni si formano in prossimità delle parti ossee prominenti del corpo come, ad esempio, i talloni, le ginocchia, l’osso sacro, le natiche, i fianchi, la colonna vertebrale, le scapole, i gomiti, la parte posteriore della testa e le orecchie.
Una buona gestione del paziente al domicilio può ridurre l’insorgenza di questa complicazione.
L’attenzione dei familiari o di chi assiste la persona, deve essere concentrata sulla prevenzione, cioè su tutte quelle azioni e provvedimenti che prevengono (evitano) i fattori – rischio che causano il formarsi di una lesione per la quale diventa indispensabile l’intervento infermieristico e medico.
Infatti il medico di medicina generale può prescrivere la sola cura, in ambulatori specialistici, ma comunque dopo l’insorgenza della lesione. Dunque tutta la prevenzione è affidata a chi assiste il paziente al domicilio.
Buone prassi di sorveglianza
▪ Assicuriamoci del grado di sensibilità del paziente.
Il sistema sensoriale fa parte del sistema nervoso. Il termine sensibilità definisce la capacità del corpo di percepire gli stimoli interni e/o esterni che agiscono sull’organismo.
Distinguiamo: sensibilità dolorifica, sensibilità termica sensibilità al movimento passivo ed alla posizione.
Potete chiedere al medico curante un esame della sensibilità per identificare le eventuali parti compromesse.
Se una delle vie sensitive è lesionata, il Paziente non potrà percepire in modo chiaro gli stimoli dolorifici, o di calore, o sulla sua posizione, ovvero non si renderà conto delle sue condizioni di rischio. Da questo discendono alcune regole basilari per la prevenzione.
Per questo è necessario mettere in atto misure di sorveglianza della pelle e strategie al fine che nulla la possa ledere.
Proviamo a sintetizzare quelle che sono le maggiori avvertenze, (nel linguaggio infermieristico si parla di “raccomandazioni”).
▪ Ispezione giornaliera della cute, comunque dopo che la persona è rimasta a lungo nella stessa posizione: se troviamo un punto arrossato, premere con un dito (l’indice di solito) sulla zona per qualche secondo.
Fig. 2 – Immagine tratta da Opuscolo Serv. Sanitario Regione Emilia Romagna
Se togliendo il dito la pelle diventa bianca, significa che la lesione non c’è. Bisogna comunque fare molta attenzione al punto arrossato, controllandolo più spesso e, se possibile, non tenere la persona appoggiata sulla parte arrossata.
Fig. 3 – Immagine tratta da Opuscolo Serv. Sanitario Regione Emilia Romagna
Se togliendo il dito la pelle resta rossa, significa che si è già formata la lesione. In questo caso occorre segnalare il prima possibile al medico, o all’infermiere di riferimento, la presenza della zona arrossata.
▪ Curare l’igiene personale scrupolosa e fare in modo che la pelle sia mantenuta idratata (= ricca di acqua).
Utilizzare un detergente cutaneo a pH neutro.
▪ Asciugare scrupolosamente la pelle tamponando senza sfregare o frizionare.
La frizione è causa di sofferenza della cute.
▪ Mantenere la cute idratata.
Anche se la cute conserva un aspetto consueto, deve essere idratata, soprattutto se appare secca, arrossata, pruriginosa.
▪ Regolari cambi di posizione nel letto ogni 2/3 ore, per modificare i punti di appoggio del corpo sulla superficie del letto e della carrozzina.
Utilizzo di superfici antidecubito di materiali ed altezza idonee ad alleviare i punti di appoggio del corpo. La tipologia dei materiali viene definita attraverso scale di valutazione del rischio.
▪ Sulla carrozzina proteggere il paziente con un cuscino antidecubito adeguato.
In posizione seduta la superficie di contatto diminuisce e si creano picchi di pressione, la superficie di contatto tra la seduta ed il paziente è ridotta e questo crea picchi di pressione. E’ necessario mantenere alto il livello di prevenzione del cuscino antidecubito.
▪ Evitare, nel letto, la presenza di oggetti che possano incidere la pelle, come briciole, tappi e cannule di catetere, materiali da medicazione, etc.
▪ Evitare pieghe e/o arricciature delle lenzuola e degli indumenti.
▪ Evitare la macerazione della pelle a contatto con pannoloni o traversine non asciutte. Umidità causata da incontinenza.
- Detergere la cute immediatamente dopo gli episodi di incontinenza.
- Sviluppare e implementare un piano individualizzato di gestione della continenza.
- Proteggere la cute dall’eccessiva esposizione all’umidità con un prodotto barriera.
▪ Sorvegliare la nutrizione del paziente per un giusto apporto di elementi essenziali.
- Mantenere un diario alimentare per l’adeguatezza dell’alimentazione e dei liquidi, eventualmente da discutere con il medico o con il dietista.
- Controllare eventuali perdite di peso.
- Valutare la capacità del soggetto di mangiare autonomamente.
▪ Conservare ed implementare le occasioni di movimento.
Migliorare la mobilità e lo stato di attività del paziente. Se il paziente è in grado, può eseguire una automobilizzazione, altrimenti il compito deve essere affidato ad un Fisioterapista.
▪ Evitare attrito e forze di taglio.
Nella movimentazione a letto evitare attriti utilizzando ausili minori quali teli ad alto scorrimento e ausili per i trasferimenti.
Nei trasferimenti con sollevamalati, non lasciare il paziente posizionato sull’imbracatura.
Queste operazioni preventive, devono essere effettuate con regolarità – ogni giorno – ogni volta che siamo di fronte ad un paziente che presenta allettamento, permanenza in carrozzina, difficoltà di movimento.
BIBLIOGRAFIA
Per questo testo sono stati consultati:
Caracciolo A.- Redaelli T. – Valsecchi L. – “Terapia Occupazionale” – Raffaello Cortina Editore.
Cornaggia A. – “Lesioni da decubito e presidi” – 2008.
EPUAP – Prevenzione eTrattamento delle Ulcere da Pressione: Guida Rapida di Riferimento.
Paganetti P. – “La cassetta degli attrezzi” – in Riabilitazioneinfo – Blog indipendente in tema di fisioterapia e riabilitazione.
Paganetti P. – Materiale inedito per corsi di formazione OSS.
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