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GESTIONE DOMICILIARE DEL PAZIENTE 1
LA SCELTA DELLA CARROZZINA. INDICAZIONI E SUGGERIMENTI
I PRINCIPALI CRITERI DI SCELTA:
il tipo d’uso, il modo di spostamento, gli ambienti d’uso
a cura di Gianantonio Spagnolin – Dottore in Fisioterapia – già dipendente, attualmente volontario,
presso L’“Unità Spinale” di Sondalo (SO) – ASST Valtellina e alto Lario
Abbiamo descritto le qualità principali delle carrozzine pieghevoli e superleggere. Ora, trattiamo la scelta della carrozzina in base al tipo di uso che l’utente ne farà.
Il tipo (tempo e intensità) d’uso
Distinguiamo 3 livelli di “intensità di uso”:
1) Utenti che usano la carrozzina in modo sporadico, non continuativo (chi riesce a camminare ma non per distanze lunghe e della carrozzina ha bisogno solo ogni tanto). Per loro è di norma sufficiente una carrozzina pieghevole standard.
2) Utenti che usano la carrozzina in modo continuativo e senza sottoporla a sforzi intensi. Sforzi intensi sono quelli legati alla locomozione all’esterno, a una mobilità “vivace”, volontaria o involontaria che sia, a un peso corporeo elevato. Per loro è indicata una carrozzina leggera. Una carrozzina standard non è adatta, perché non ha possibilità di sceglierla e configurarla in modi diversi per le diverse esigenze di postura e locomozione, da considerare essenziali per chi sta in carrozzina quotidianamente per ore e ore. Molti anziani rientrano in questo gruppo.
3) Utenti che usano la carrozzina in modo continuativo e sottoponendola a sforzi intensi. Per loro è necessaria una carrozzina superleggera. Una standard mancherebbe di adattabilità e di resistenza meccanica, una pieghevole leggera difetterebbe soprattutto di resistenza meccanica.
(Anche per gli utenti del secondo gruppo una carrozzina superleggera sarebbe ideale, ma la sconsigliano le sempre più spesso invocate esigenze di budget …).
Nota importante: la personalizzazione della carrozzina
Le carrozzine leggere e superleggere danno molte possibilità di scelta e regolazione. Sono possibilità che devono essere sfruttate per adattare bene la carrozzina ad ogni singolo utente: bisogna esserne consapevoli. Soltanto scegliendo individualmente misure, componenti, eventuali accessori, nonché regolando individualmente assetto e parti regolabili per la postura, si può ottenere quell’adattamento della carrozzina all’utente che è essenziale per la sua funzionalità. Una carrozzina di qualità eccelsa che non sia scelta e adattata bene, è un ausilio sprecato.
A parere di chi scrive, oggi non mancano carrozzine ben fatte: lascia invece a desiderare (molto, temo) la nostra capacità di sfruttarle a dovere. Non trattiamo qui in modo esaustivo la scelta dei dettagli e gli adattamenti, perché occorrerebbe un intero manuale. Diamo però dei cenni a due temi primari: la scelta e regolazione delle misure fondamentali e la regolazione dell’assetto.
Scegliere le misure fondamentali
Misure adatte sono fondamentali per una buona postura seduta. Molto in breve, e limitandoci alle misure essenziali per tutti:
– La larghezza della seduta dovrà essere un paio di cm. in più della larghezza del bacino; larghezze maggiori generano instabilità posturale, indebito allargamento della carrozzina in toto, difficoltà di autospinta.
– La profondità della seduta (e del cuscino) dovrà essere un paio di cm. meno della distanza gluteo-poplitea, per dare ampio sostegno alla coscia. Profondità inferiori tolgono sostegno alla coscia, e quindi comfort e stabilità; profondità maggiori trascinano il bacino in avanti ed in retroversione.
– La distanza cuscino-appoggiapiedi (regolabile su tutte le carrozzine) dovrà corrispondere alla distanza poplite (polpaccio)-piede, per distribuire l’appoggio fra coscia e piede.
Sono indicazioni di massima che raccomandiamo di mettere al vaglio della prova, caso per caso, chiedendo all’utente come si trova (se in grado di esprimerlo).
Regolare l’assetto
Regolare l’assetto significa posizionare ruote posteriori e routine anteriori al fine di ottimizzare soprattutto tre aspetti: la postura, la mobilità della carrozzina, l’efficienza della autospinta.
Per chiarire l’essenziale, elenchiamo i più importanti effetti ottenibili regolando ad personam l’assetto:
– Si ottiene l’inclinazione della carrozzina più comoda e funzionale per la postura.
– Si ottiene la combinazione più vantaggiosa di scorrevolezza, manovrabilità e stabilità della carrozzina.
– Si ottiene la posizione delle ruote grandi che consente una migliore autospinta con gli arti superiori.
– Si ottiene l’altezza della carrozzina che consente una migliore autospinta con gli arti inferiori.
Sono risultati di prim’ordine, come si vede. Tanto da farci dire che regolare l’assetto è il passo fondamentale per adattare la carrozzina.
Il modo di spostamento
Come si sposta prevalentemente la persona in carrozzina? Con le sue braccia? Con gli arti inferiori? Oppure viene spinto da accompagnatori? Elenchiamo le indicazioni basilari per i differenti modi di spostarsi.
Se l’autospinta avviene con gli arti superiori (mani sui mancorrenti – Fig. 1), bisogna anzitutto regolare l’assetto in modo da ottimizzarne il lavoro: di regola, le ruote grandi dovranno essere:
a) più avanti possibile compatibilmente con la stabilità della carrozzina;
b) e ad un’altezza in cui il gomito sia flesso poco meno di 90° quando la mano è sul punto più alto della ruota.
Fig.1 – Mancorrente per carrozzina.
Se l’autospinta avviene con gli arti inferiori (piedi a terra), bisogna regolare l’altezza della carrozzina (anche questa è una regolazione di assetto) in modo che i piedi poggino a terra con tutta la pianta senza che l’utente debba spostarsi avanti col bacino.
Si dovrà scegliere una carrozzina in cui si possa raggiungere l’altezza del sedile voluta: le altezze possibili si trovano su ogni scheda d’ordine ben fatta.
Se l’autospinta avviene con una mano e un piede, come spesso nell’emiplegia, bisogna accordare entrambe le esigenze precedenti. Segnaliamo che sulle carrozzine personalizzabili si possono scegliere ruote posteriori di diverso diametro (20”e 22”, oltre la comune 24”), per facilitare la spinta con la mano.
Se l’autospinta avviene con una sola mano, si penserà ad una carrozzina con monoguida a doppio mancorrente (Fig. 2).
Fig. 2 – Carrozzina a monoguida a doppio mancorrente.
Se la carrozzina è spinta solo da accompagnatori, l’unico dettaglio importante per la locomozione (oltre ovviamente la scorrevolezza e manovrabilità) è l’altezza delle manopole, che dovranno poter essere impugnate comodamente dall’accompagnatore a schiena eretta e a gomito un poco flesso.
Gli ambienti d’uso
Dove è usata la carrozzina?
1) Se è usata solo all’interno, si avrà cura di scegliere una carrozzina le cui dimensioni sono compatibili con gli spazi degli ambienti di uso. Alcuni suggerimenti per contenere le dimensioni di ingombro:
◦ La campanatura nulla (0°) consente di tenere al minimo la larghezza della carrozzina;
◦ pedane con supporti estraibili, quasi la regola nelle carrozzine pieghevoli, consentono di ridurre temporaneamente la profondità (ad esempio, per entrare in un ascensore piccolo);
◦ ruotine per spazi stretti e ruote ad estrazione rapida consentono di ridurne temporaneamente profondità e larghezza.
Ricordiamo che, oltre a poter transitare liberamente, bisogna che la carrozzina riesca ad accostarsi frontalmente a mobili quali tavoli, scrivanie, lavabo. Quindi, bisognerà sincerarsi che l’altezza della carrozzina (completa di cuscino e con l’utente seduto!) sia compatibile con lo spazio libero sotto questi mobili.
Sulla brochure o sulla scheda tecnica della carrozzina sono di norma indicate le dimensioni di ingombro; qualora non lo fossero, bisogna informarsene. Il modo più sicuro per verificare la compatibilità fra la carrozzina e l’ambiente di uso è ovviamente la prova sul posto. (A proposito di accessibilità ricordiamo che gli utenti, potranno ritenere opportuno modificare l’abitazione al fine di consentire un più facile accesso e transito alla carrozzina, anche considerando le informazioni da noi fornite.)
Poiché l’uso all’interno non prevede asperità né ostacoli, consigliamo di scegliere ruotine anteriori piccole (4” o 5”) e piene (ossia non gonfiabili): sono leggere, rendono la carrozzina ben manovrabile e richiedono poca manutenzione.
2) Se la carrozzina è usata solo all’esterno, si sceglieranno modelli e componenti adatti a sopportare le sollecitazioni e superare le asperità previste. In particolare, se sarà regolarmente usata su terreni accidentati (quelli di tanti nostri centri urbani sono da considerarsi tali):
◦ è bene orientarsi su una carrozzina superleggera per la sua robustezza, specialmente se l’utente non pesa poco;
◦ le ruotine anteriori dovranno avere diametro di almeno 6” e larghezza di almeno 1,1/4” , per ridurre il rischio di bloccarsi contro asperità del terreno. A meno che chi la usa non sia sempre pronto ad impennare la carrozzina ad ogni ostacolo.
◦ Ruotine piene o gonfiabili? Consiglio piene (vogliono meno manutenzione) e in gomma morbida (ammortizzano le asperità). Tuttavia, se gli scossoni legati al transito su selciato o simili danno molto fastidio, ruotine anteriori gonfiabili possono essere la scelta migliore, anche se esigono più manutenzione delle piene.
◦ Le coperture delle ruote posteriori è bene siano gonfiabili, non piene: quelle piene oppongono molta più resistenza al movimento e fanno “sentire” di più le asperità. Per ridurre la probabilità di forare è di solito utile montare coperture pneumatiche antiforatura.
3) Se la carrozzina è usata sia all’interno che all’esterno, bisognerà stabilire quale delle due destinazioni privilegiare e decidere di conseguenza.
ICONOGRAFIA
Le illustrazioni relative alle carrozzine manuali, presenti negli articoli qui pubblicati, sono state tratte dai Siti Internet delle seguenti Aziende di settore: Invacare – Offcarr – Surace.
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– ALTRI CRITERI DI SCELTA: il trasporto in auto, il modo di trasferimento, le preferenze estetiche
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