Menu Chiudi

Fisioterapia – Guida: Metti la tua salute nelle mani “giuste” – GESTIONE DOMICILIARE DEL PAZIENTE 1 – PENSIERI, PAROLE E CUORE NELL’ASSISTENZA: Il contatto corporeo nelle relazioni d’aiuto (di Felice Manzotti e Laura Sivieri, Fisioterapisti e Psicologi)

FISIOTERAPIA

GUIDA

METTI LA TUA SALUTE NELLE MANI “GIUSTE”

(Sommario SEZIONI GUIDA in fondo alla pagina)

GESTIONE DOMICILIARE DEL PAZIENTE 1

 

PENSIERI, PAROLE E CUORE NELL’ASSISTENZA

Il contatto corporeo nelle relazioni d’aiuto

Ci tocchiamo!: “L’energia che si scatena in un contatto” (Jovanotti – Fango)

“Dalla pelle al cuore” (A.Venditti) 

a cura di Felice Manzotti e Laura Sivieri – Fisioterapisti e Psicologi

 

Cosa succede quando tocchiamo una persona? E se siamo anche dei professionisti, circa le relazioni d’aiuto cosa “SCATENIAMO”, citando la canzone di Jovanotti? Sia che si abbia a che fare con un parente stretto, o con utenti delle strutture in cui si lavora, può essere che non si valorizzi mai abbastanza l’enorme consapevolezza di avere una “pelle” e la SODDISFAZIONE che essa ci può offrire.

Pensiamo, come molti altri, che gli elementi più importanti della vita siano le RELAZIONI.

Si soffre ancora troppo e purtroppo, di miseria in tante parti del mondo, ma ugualmente ci si può ammalare, sino a morire, anche per “fame di relazioni significative”, per assenza di “CIBO AFFETTIVO”, per solitudine. Non a caso, secondo la psicanalisi, i disturbi alimentari (e non solo quelli), coinvolgono il delicato discorso circa il voler bene a sé stessi, al prossimo, alla vita stessa.

Quando ci avviciniamo agli altri per incoraggiarli, per sostenerli, magari in un periodo in cui hanno obbligatoriamente bisogno di QUALCUNO, risulta naturale ricorrere alle parole, prima forma d’intervento, di sollievo e consolazione. Già il codice di comportamento infermieristico recita, all’articolo 4: “Il tempo di relazione è tempo di cura”! E se le frasi dette non fossero sufficienti, o fuori contesto, o peggio ancora fuori luogo?

Pensiamo ad un neonato piangente in una culla: quale genitore insensato cerca di calmarlo ripetendo solamente un “TI VOGLIO BENE”, senza abbracciarlo, avvicinandolo a sé? Quante volte, assistendo un anziano con problemi di demenza, abbiamo avuto più successo nel rassicurarlo prendendolo per mano, accarezzandolo, anziché insistere in “predicozzi razionali”?

Moltissimi messaggi trasmessi o ricevuti tramite il nostro rivestimento corporeo, LA PELLE, arrivano prima al destinatario in tutta la loro sincerità e immediatezza, di altrettanti discorsi. Scientificamente alla pelle veniva attribuito più un significato di protezione, con i suoi 1,8 metri quadrati di superficie ed in media il 18% del peso corporeo.

Ben venga che ci si è accorti finalmente della sua proprietà più “ESISTENZIALE”, ovvero LA PELLE è capace di PERCEPIRE. Sa cogliere non solo la qualità degli oggetti tramite il tatto, ma sbalordisce in competenza circa vibrazioni e VISSUTI EMOTIVI.

La nipotina di Sigmund Freud, padre della psicoanalisi, soffriva di disturbi legati all’addormentamento. La madre ogni notte doveva stare con lei fino al sopraggiungere del sonno. Una sera, sfinita, rivolgendosi alla bambina disse: “Vado di là, non ce la faccio più”. “Sì mamma, però continua pure a parlare…mi basta sentire la tua voce…”.

Potremmo dire che il toccare è come un “parlare con le mani”; viene in aiuto quando i canali cognitivi di chi parla con noi (come nella malattia di Alzheimer, Parkinson, Sclerosi Multipla, Emiplegia…..fino all’anziano “fragile”) risultano compromessi o interferiti da tensioni, come quelle che possiamo incontrare anche nei rapporti parentali.

“La pelle ha orecchie”: sente che chi mi sta assistendo, accarezzando, massaggiando, sta prendendosi cura di ME, del mio ESSERE PERSONA VIVA, prima ed oltre la mia patologia di fondo e del mio carattere. Capisce presto di ricevere un buon cibo, dopo periodi di “dieta emotiva” inadeguata, in cui non ci si è sentiti capiti, accettati, a volte persino da sé stessi. La pelle si distingue nell’arte della vicinanza, e come ogni arte arriva là, dove si possono provare e smuovere sentimenti profondi, sino allo stupore, alla meraviglia.

Pelle calda perché appartenente ad un soggetto vivace; sudata per imbarazzo; tesa o fredda per la paura dell’operatore o dei rapporti in genere; profumata perché è neonata; elastica perché aperta agli incontri; tonica perché sta bene nella sua pelle; morbida perché ha conosciuto la tenerezza; compatibile perché di famiglia (come quella donata dai parenti nei trapianti); nervosa perché …a fior di pelle; secca perché disidratata (quale “dissetante” manca?); rifatta (a volte ce n’è proprio bisogno); dura perché temprata; callosa perché contadina; colorata perché cittadina del mondo; lesionata perché offesa; malata perché da curare (finalmente qualcuno si prenderà cura di me); guarita perché curata; sensibile (solo la pelle?); grassa (cosa devo espellere?); vecchia perché saggia; erotizzata perché amata; morta per lasciare posto a quella nuova….

La colonna vertebrale come lo stomaco, posti al centro del corpo, richiamano all’identità: CHI SONO IO? Cosa sto combinando nella vita? Come sto veramente? Accarezzare o massaggiare delicatamente in queste zone, a qualsiasi età, può sortire l’effetto del sostegno, dell’accompagnamento, del conforto, della rassicurazione, dell’infondere calma ed insieme energia. Quanti momenti di ricarica reciproca la gente si nega, perché culturalmente non viene sufficientemente sostenuto il significato e il valore del contatto corporeo a tutte le età e nello spazio del corpo che va dalla testa ai piedi?

Con i neonati risulta più facile e naturale, con i bambini sono loro stessi a richiederlo altrettanto frequentemente; da adolescenti i momenti cominciano a diminuire drasticamente…. Non parliamo poi tra adulti, genitori o anziani. In un tempo in cui la realtà virtuale viene sovente scambiata per quella vera, come può risultare ancora naturale parlare di coccole reciproche, di contatti corporei enormemente capaci di trasmettere conferme all’IO in formazione?

O in momenti di difficoltà/confusione, come quelli della post-pubertà, dove il dialogo con i genitori si complica? Abbiamo assistito, al tempo del Covid, alle conseguenze negative dell’allora necessario “distanziamento cutaneo” previsto dalle Linee Guida preventive: ne hanno sofferto tutti, specialmente gli anziani…con quegli atti mancati di tenera vicinanza, temporaneamente e positivamente sostituiti dal personale sanitario. La vicinanza che riguarda il senso del tatto, è altresì da conquistare. Abbiamo assistito al paziente accudimento di un’ospite in una Struttura, che ha accettato di farsi lavare completamente solo dopo alcuni mesi.

Anche le emozioni di tutti, sperimentate in un specifico ambiente, sono da considerarsi vantaggiose a facilitanti al raggiungimento di una confidenza che può incidere, non poco, sulla qualità della vita.

Occorre considerare con che stato d’animo ci si avvicina al contatto fisico: soprattutto le persone più “fragili” si accorgono immediatamente del “qui ed ora” di chi si rivolge a loro; anche se “annebbiati” da più patologie (visive, uditive, dell’attenzione…) sanno cogliere istintivamente la capacità dell’altro al mettersi in relazione, ad essere con lui con la testa e i sentimenti e non in un altrove.

Scomodando le tristi notizie di cronaca di quasi tutti i giorni, le giovani generazioni, purtroppo pare debbano rispondere ad una verità indiscutibile, per cui “…Non si deve chiedere mai”, soprattutto l’aiuto per gestire le emozioni, a quegli adulti affettivamente più vicini e disinteressati (genitori/educatori), quando invece ne avrebbero davvero tanto bisogno. Figurarsi accarezzamenti e abbracci. Invitiamo caldamente a non mettere in pratica questa sorta di tendenza che spinge alla distanza corporea, camuffata da eccessivo rispetto. Capitasse di vedere un po’ di TV sul divano vicino ai vostri figli, se vi partisse un “grattino” sulla loro testa o un massaggio ai piedi…..

Ogni evento concorre alla crescita, ad ogni età. Come riportato dai noti studi sullo sviluppo dei vari Freud, Winnicott, Piaget, ecc.. è possibile affermare quanto influisca tutto il “MONDO ESTERNO” (dagli affetti, al territorio, alla politica, allo stare insieme, ecc.) sul nostro “MONDO INTERNO”, in perenne formazione. Uno studio del Politecnico di Torino ha documentato come LA PELLE possa riconoscere la qualità del capo di abbigliamento indossato: più è naturale e ben gestito (composizione, lavaggio, stiratura), più provocherà una maggior distensione della stessa epidermide sottostante.

Un ulteriore rilassamento della pelle influirà di conseguenza anche nei tessuti a seguire (connettivo e muscolatura): non è quindi sbagliato affermare che, addirittura, una contrattura muscolare possa avere, tra le infinitesimali concause, anche l’indumento scelto. A maggior ragione quanta distensione e SENSO possiamo offrire attraverso lo stato d’animo di CHI ABITA dentro la pelle, mentre ci si appresta alla cura? Si continua a PERCEPIRE oltre i cinque sensi, perché il “SENSO” stesso del vivere coinvolge emozioni, memorie, inconscio, anima, esperienze, desideri, incontri…

Persino chi si occupa di tanatologia (ramo della medicina legale/etica che studia e si occupa dell’accompagnamento alla morte), sostiene con decisione che ”Scegliere la vita non è mai troppo tardi, anche se si sta per morire” e nel fine vita è consigliabile il tenere per mano…(esperienza parentale personalmente verificata e validata!).

Delle mani che si stringono poi chi è il vero destinatario? Come distinguere chi ne trae più beneficio? Chi tocca o chi viene toccato?

In una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA), salutiamo con una stretta di mano la signora Franca, di 96 anni, mobilizzata da anni in carrozzina, con un punteggio al test Mini Mental (un test neuropsicologico) che più mini non si può. Con tutta la sua dolcezza ci bisbiglia: “Che mani calde che avete”. Dal suo sorriso sappiamo con certezza che ne ha tratto piacere. Noi non sappiamo come…ma ne abbiamo tratto piacere più di lei: abbiamo avvertito gioia, considerazione, bontà, tenerezza, valorizzazione, calore nello stare in quel momento insieme.

Sono poi così tante altre le occasioni, oltre ai rapporti, in grado di donare questi regali e benefici? … Una scatola di affettuosità cutanee, della “pelle”, come regalo reciproco, mentre lo consegniamo al mittente, ci torna fin da subito indietro, altrettanto gradito e apprezzato.

Qualcuno potrebbe banalizzare il tutto con una frase del tipo: “Non ditemi che un massaggio, una igiene ben eseguita, una carezza possono migliorare una criticità o incentivare la comunicazione con mia figlia o un paziente”.

Per rispondere accenniamo soltanto a quanto la risonanza magnetica (un esame radiologico che utilizza campi magnetici e onde a radiofrequenza per acquisire immagini di parti del corpo), applicata allo studio attinente la relazione tra emozioni e contatto corporeo, abbia evidenziato ricadute benefiche sul percepire calma, soddisfazione, fiducia, sicurezza, in alternativa alle risposte istintive di lotta/shock/fuga che si mettono in atto quando si avverte paura, solitudine…..

La canzone di Antonello Venditti, della quale qui sfruttiamo solo il titolo, ci invita a cogliere il legame, se c’è, tra pelle e cuore. E come se c’è! Possiamo visualizzare, semplificando, il cuore con i suoi grossi vasi (arterie e vene) con il sangue in entrata nei 2 atri per poi fuoriuscire, in modo gagliardo e regolato, dai 2 ventricoli. Tutta la vita è riassunta simbolicamente in questi battiti: si riceve per dare, si riceve ancora per dare ancora, così per milioni di volte. Dare e ricevere è la strada che siamo chiamati a percorrere in ogni istante, pena l’alterazione del RITMO, del mettere in pericolo l’esistenza stessa.

Nel contatto corporeo, nelle carezze, negli abbracci si fa esperienza ogni volta di questa “sistole/diastole” affettiva, di senso ritrovato, vuoi tra operatore ed utente, nella coppia, tra genitori e figli, così capace di scatenare nuova energia che, scientificamente, si potrebbe chiamare anche empatia……e non scientificamente? Anche Blaise Pascal, matematico, fisico, filosofo e teologo francese del 1600, ci bisbigliava che “IL CUORE HA LE SUE RAGIONI CHE LA RAGIONE NON CONOSCE”.

Per concludere riportiamo la testimonianza di una donna con iniziali segni di decadimento cognitivo, che ben spiega al nostro cuore (non solo Pascal) come si sente, di cosa, e soprattutto DI CHI ha bisogno una persona con demenza: “Ci sentiamo come se fossimo aggrappati ad un’alta scogliera, sospesi sopra un buco nero che è nascosto alla nostra vista. Gli impegni quotidiani diventano cose complesse; nulla è più automatico, è come se dovessimo imparare per la prima volta a fare ogni cosa. Ci dite che vi abbiamo già fatto la stessa domanda, ma non ce ne ricordiamo. C’è un vuoto per quanto riguarda il passato e questo è strano e spaventa, ma nonostante tutto vi causiamo ancora frustrazioni. Se ci mancasse un braccio o una gamba vi complimentereste con noi per i nostri sforzi, ma non riuscite a vedere quanto ci manchi il nostro cervello, quanto difficile sia far fronte a questo, così come non riuscite a capire quanto dobbiamo faticare”.

Passiamo allora con più coraggio dalla pelle, per far bene sia al cervello che al cuore.

 

Per contatti, colloqui e consulenze:

www.felicemanzottipsicologo.it

psicobrianza@gmail.com

Facebook: Studio Psicologico Associato Manzotti &Sivieri

 

Torna a Sommario GESTIONE DOMICILIARE DEL PAZIENTE 1

TAG articoli GESTIONE DOMICILIARE DEL PAZIENTE 1

Vai a CHI E’ IL FISIOTERAPISTA

Vai a CHI NON E’ FISIOTERAPISTA

Vai a …PERCHE’ UNA GUIDA…

Vuoi ricevere sempre informazioni, notizie e aggiornamenti sui contenuti della Guida?

Metti “MI PIACE” (Follow Page) alla pagina Facebook utilizzando il box qui di fianco….e condividi con i tuoi amici e contatti.

__________

Sommario Sezioni Guida

PERCHE’ UNA GUIDA – PREMESSA – CHI E’ IL FISIOTERAPISTA – CHI NON E’ FISIOTERAPISTA – CONSENSO INFORMATO – ABUSIVISMO PROFESSIONALE – CURE NON EFFICACI – DIAGNOSI/VALUTAZIONE FISIOTERAPICA – MALASANITA’ E RISARCIMENTO – USURPAZIONE DI TITOLI, ONORI, PUBBLICITA’ INGANNEVOLE – DETRAIBILITA’ SPESE FISIOTERAPICHE – RIMBORSABILITA’ SPESE FISIOTERAPICHE – ASSICURAZIONE – PRIMA DI SCEGLIERE LE MANI “GIUSTE” – COME DENUNCIARE UN ABUSIVO – NEWS, COMUNICATI, EVENTI – DIFFIDARE DELLE IMITAZIONI – GESTIONE DOMICILIARE PAZIENTE 1 – AGGIORNAMENTI GESTIONE DOMICILIARE PAZIENTE 1 – GESTIONE DOMICILIARE PAZIENTE 2 – AGGIORNAMENTI GESTIONE DOMICILIARE PAZIENTE 2 – CONSULENTI E COLLABORATORI – FONTI

__________

DIFFIDARE DELLE IMITAZIONI

“Vendesi Riabilitazione fresca, produzione propria,

dal produttore al consumatore”

__________

Ministero delle Imprese e del Made in Italy

CNALCIS
Consiglio Nazionale per la Lotta alla Contraffazione e all’Italian Sounding

“Comprare prodotti falsi non è mai un buon affare”

VALE ANCHE PER LA FISIOTERAPIA!

__________

Scheda aggiornata a gennaio 2025. Qualora le informazioni qui contenute, necessitassero di fondate e giustificate correzioni, modifiche o integrazioni, verranno ulteriormente aggiornate. Copyright © 2025 by Riabilitazione Info – Tutti i diritti riservati – Nessuna parte della Guida può essere riprodotta senza il consenso degli Autori.

NON RIENTRA FRA GLI SCOPI DELLA “GUIDA” SEGNALARE, SU RICHIESTA DI CHI LA CONSULTA, INDIRIZZI, FORNIRE CONSULENZE, SUGGERIMENTI, RIGUARDO LE “FIGURE” O GLI ARGOMENTI TRATTATI NELLE VARIE SEZIONI, O CHIARIRE QUESITI DIAGNOSTICI, DARE INDICAZIONI O VALUTAZIONI TERAPEUTICHE.

LE SEZIONI POTRANNO INVECE ESSERE INTEGRATE ED ARRICCHITE, OVVIAMENTE A DISCREZIONE DEI RESPONSABILI DELLA “GUIDA”, DA EVENTUALI CONTRIBUTI IN TEMA (DA CONCORDARE PREVENTIVAMENTE), INDIRIZZATI A INFO@RIABILITAZIONEINFO.IT, DA CHI INTERESSATO AI LORO CONTENUTI. INDICARE SEMPRE NOME, COGNOME, RECAPITI E, SE INVIATI DA PROFESSIONI SANITARIE, INDICARE QUALIFICA PROFESSIONALE E NUMERO D’ISCRIZIONE A ORDINE O ALBO.

E’ INOLTRE A DISCREZIONE DEGLI AUTORI DEI VARI CONTRIBUTI PUBBLICATI, RISPONDERE O MENO, A CONTATTI RICEVUTI AI RECAPITI PERSONALI O LINK DA LORO RESI NOTI.

 



 

 

 



 

 



 



 



 



 

 

 



Condividi
LinkedIn
Share