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Il massofisioterapista E’ e RIMANE solo un “operatore di interesse sanitario” (di Romualdo Carini, Fisioterapista e Giornalista Pubblicista – Responsabile Blog e Gianni Melotti, Fisioterapista e già Giornalista Pubblicista)

A volte ritornano” e “A volte…ci riprovano”.

Il “neo-massofisioterapista” iscritto o non iscritto all’Elenco Speciale ad Esaurimento, è e rimane solo un “operatore di interesse sanitario”, non riconducibile alle Professioni Sanitarie.

A volte, come nel Gioco dell’Oca, si torna alla partenza.

La Risposta del Sottosegretario alla Salute Gemmato, ad una “maliziosa” Interrogazione Parlamentare in proposito, non dice niente di nuovo, almeno per noi.

Basti pensare che già nel 2000, ad una Interrogazione Parlamentare, il Governo, per voce dell’allora Sottosegretario alla Sanità, on. Monica Bettoni, si diceva al corrente che, in alcune Regioni, avevano attivato corsi per massofisioterapisti “contra legem” e di conseguenza, i titoli rilasciati erano da considerarsi irrilevanti ai fini della prescritta abilitazione professionale. TITOLI NON ABILITANTI E VALIDI, così recitava la Risposta dell’Esecutivo, sia quelli eventualmente conseguiti al presente, sia gli altri in via di conseguimento. (Senato interrogazione n° 412794 – luglio 2000).

Sono passati 24 anni e dopo innumerevoli tentativi di rivoltare la frittata, con tanto di politicanti che si sono eretti a paladini delle cause perse, si è tornati, come nel Gioco dell’Oca, al punto di partenza.

E’ quanto ci pare di capire leggendo la Risposta data, a nome del Governo, dal Sottosegretario alla Salute on. Gemmato, ad una “Interrogazione a risposta immediata” al Ministro della Salute, (Atto Camera 5-02072), presentata in Commissione Affari Sociali della Camera il 27 febbraio c.a., da alcuni Parlamentari di Fratelli d’Italia, sicuramente bene “imparati”, riguardo “…l’assenza della figura del massofisioterapista (neo-mft, NdR) iscritto agli Elenchi Speciali, nell’elenco delle Professioni citate nel Decreto Ministeriale del 29 marzo 2001 del Ministero della Salute”.

Il pretesto è subito trovato: “…il contesto normativo che regola il regime di applicazione dell’IVA con riferimento alle prestazioni sanitarie rese dalle professioni sanitarie operanti sul territorio nazionale, è un contesto in cui figura il massofisioterapista (neo-mft, NdR) iscritto agli Elenchi Speciali, ma il cui operato è spesso oggetto di contenziosi o rivalse con gli organi ispettivi della Guardia di Finanza”.

Iniziata con questo appiglio, l’Interrogazione si conclude, dopo uno scarno excursus a proposito di altri Decreti e Circolari riguardanti l’esenzione IVA del “neo-massofisioterapista”, rivolgendosi al Ministro, con un bel “… se non ritenga opportuno adottare un provvedimento che completi l’elenco delle “professioni” già indicate nel decreto ministeriale 29 marzo 2001, comprendendo la figura del massofisioterapista (neo-mft, NdR) iscritto negli elenchi speciali ad esaurimento tra quelle eroganti soggettivamente ed oggettivamente prestazioni sanitarie esenti dall’applicazione dell’IVA.”

Insomma un esplicito invito al Ministro, con la scusa dell’IVA, a promuovere il “neo-massofisioterapista”, in deroga alle normative vigenti, a Professione Sanitaria, magari con una semplice aggiunta al citato Decreto del 2001.

Chiara e normativamente circostanziata, esauriente ed inconfutabile, la Risposta scritta dell’On. Marcello Gemmato, che, oltre a chiarire agli interroganti qual è, PER LEGGE, l’inquadramento del “neo-massofisioterapista” nel panorama degli operatori di interesse sanitario, non riconducibili alle professioni sanitarie, cola a picco le pretese e forse anche le malcelate speranze, di chi ha probabilmente ben “imparato” i proponenti l’Interrogazione.

La pubblichiamo integralmente.

RISPOSTA ATTO

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 28 febbraio 2024

nell’allegato al bollettino in Commissione XII (Affari sociali)

5-02072

In grassetto le parti che si è ritenuto evidenziare.

Ringrazio l’Onorevole interrogante per consentirmi di rappresentare il quadro complessivo relativo alla figura dei massofisioterapisti. Devo premettere, al riguardo che, dalla normativa e giurisprudenza attualmente vigente, si evince in maniera chiara che la qualificazione giuridica della figura professionale del massofisioterapista è quella di operatore di interesse sanitario, anche a seguito dell’istituzione degli Elenchi speciali per massofisioterapisti di cui al decreto ministeriale 9 agosto 2019. Da ultimo, con la sentenza della Sezione Terza del Consiglio di Stato, del 1° giugno 2022, n. 4513 il Supremo Consesso, collocandosi nel solco della precedente giurisprudenza, ha nuovamente chiarito che la figura del massofisioterapista, anche successivamente all’entrata in vigore della legge n. 145 del 2018 e del decreto ministeriale 9 agosto 2019, appartiene sempre alla categoria di operatore di interesse sanitario.

È evidente, pertanto, che il Consiglio di Stato, pur distinguendo i massofisioterapisti iscritti agli elenchi speciali di cui trattasi, dai massofisioterapisti che non sono iscritti, in ogni caso non ha mai inteso ricomprendere i primi nell’ambito dei professionisti sanitari, bensì ha confermato ancora una volta la qualificazione giuridica di tutti i massofisioterapisti quali operatori di interesse sanitario. Ai fini dell’applicazione della esenzione IVA l’Agenzia delle entrate ha riconosciuto che le prestazioni erogate dal massofisioterapista che si è iscritto, entro il 30 giugno 2020, nell’elenco speciale a esaurimento previsto dal decreto del Ministero della salute del 9 agosto 2019, devono considerarsi di carattere sanitario e, dunque, rientranti tra le spese detraibili dall’imposta sul reddito delle persone fisiche, a partire dalla data di iscrizione al predetto elenco.

Ai fini IVA, tuttavia, è stato affermato che tali prestazioni non rientrano tra le prestazioni sanitarie esenti atteso che l’articolo 10, n. 18), del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 prevede che beneficiano del trattamento di esenzione le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, ai sensi dell’articolo 99 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, ovvero individuate dal decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze del 17 maggio 2002.

In base all’esposto quadro normativo e di prassi, il Ministero dell’economia e delle finanze ha intrapreso le necessarie interlocuzioni con il Ministero della salute per verificare il possibile aggiornamento del decreto ministeriale 17 maggio 2002, al fine di inserire la categoria dei massofisioterapisti iscritti nell’elenco speciale a esaurimento di cui all’articolo 5 del decreto del Ministro della salute 9 agosto 2019 tra quelle che beneficiano dell’esenzione IVA.

Al riguardo, il Ministero della salute si è espresso favorevolmente in ordine allo schema di decreto di modifica del decreto ministeriale 17 maggio 2002, proposto dal Ministero dell’economia e finanze a condizione che nel decreto fosse aggiunta all’articolo 1, comma 1, la lettera c-bis) contenente il riferimento ai massofisioterapisti, quali « operatori di interesse sanitario », iscritti nell’elenco speciale ad esaurimento in ragione della corretta qualificazione giuridica ad essi riconosciuta dalla normativa e dalla giurisprudenza.

Non è invece accoglibile, come richiesto dall’On.le interrogante, l’integrazione del decreto ministeriale 29 marzo 2001 con la figura del massofisioterapista, in quanto, come sopra illustrato,il massofisioterapista non è una figura annoverabile tra le professioni sanitarie, ma rientra nella categoria degli operatori di interesse sanitario.

Il massofisioterapista è e rimane solo un “operatore di interesse sanitario”…..se ne facciano una ragione.

Parzialmente soddisfatto il primo firmatario dell’Interrogazione, l’On. Ciocchetti, per quanto riguarda i chiarimenti a proposito dell’esenzione IVA (ma non era ovviamente questo l’obiettivo dell’Interrogazione); deluso, invece, per non aver portato a casa (non tanto per lui, quanto per chi lo aveva, “pro domo loro”, “imparato”), la sospirata promozione del massofisioterapista a Professione Sanitaria.

E pensare, che se l’On. Ciocchetti si fosse premurato di documentarsi prima, riguardo tale possibilità, forse non avrebbe accettato quella “proposta indecente”.