Menu Chiudi

LA FISIOTERAPIA DEL TERRITORIO: IL FISIOTERAPISTA DI COMUNITÀ E DI FAMIGLIA (Circolare della Commissione d’Albo Nazionale dei Fisioterapisti)

Ricevi già la nostra newsletter? Se non la ricevi e sei interessata/o ai contenuti del Blog, registrati, utilizzando il box “Vuoi essere informato….” presente qui a fianco. Sarai così sempre periodicamente aggiornata/o su quanto viene pubblicato.

 

Presa d’atto della Commissione Nazionale d’Albo dei Fisioterapisti, dell’esistenza del “Fisioterapista di Comunità” e del “Fisioterapista di Famiglia”, quali possibilità di impiego futuro del Fisioterapista sul Territorio.

Sono due Proposte di Legge depositate in Senato, di pari interesse e dignità; una, quella del “Fisioterapista di Comunità”, supportata dalla Commissione d’Albo Nazionale dei Fisioterapisti; l’altra, quella del “Fisioterapista di Famiglia”, supportata dal Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti (SPIF-AR).

Ci si augura che alle parole seguano i fatti e che, al momento opportuno, quando le due Proposte di Legge, con pari dignità, verranno prese in considerazione e discusse dal Parlamento, la soluzione trovata sia la più vantaggiosa e praticabile per la Professione.

E in particolare ponga finalmente fine allo scandalo delle “false partite IVA”; al vergognoso sfruttamento di tanti Colleghi liberi professionisti, costretti a lavorare sul Territorio per vari Enti e Cooperative, dietro compensi ridicoli e umilianti per la nostra preparazione e professionalità.

Romualdo Carini

Fisioterapista e Giornalista Pubblicista – Responsabile Blog

 

 

APPROFONDIMENTI

Iniziato l’iter al Senato del Ddl per l’istituzione del “Fisioterapista di Famiglia” (di Romualdo Carini, Fisioterapista e Giornalista Pubblicista – Responsabile Blog

Fisioterapista di famiglia” o “Fisioterapista di comunità”? (di Romualdo Carini, Fisioterapista – Responsabile Blog)

Fisioterapista di Famiglia”: il Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti (SPIF) replica all’Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI): nessuno ha proposto modello in convenzione (di Roberto Ferrara, Segretario Nazionale SPIF)

A proposito del Fisioterapista di Famiglia e del Fisioterapista di Comunità: alcune riflessioni (di Gianni Cavinato – Dottore in Fisioterapia – Presidente Registro Nazionale delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione – RIR)

 

La Circolare della Commissione d’Albo Nazionale

La discussione sulla riorganizzazione dei servizi e dell’offerta sanitaria territoriale è nel pieno della sua evoluzione. La pandemia ha senza dubbio portato all’attenzione generale l’importanza della pianificazione e strutturazione di modalità innovative di risposta alla presa in carico nella long term care, traducendo il nuovo scenario all’interno della definizione del PNRR.

Al momento però si fa fatica ad includere, nel perimetro delle cure primarie, alcune professioni che da molti anni affrontano le tematiche della cronicità ma sono probabilmente viste ancora come risorse molto “specializzate”, e dunque da coinvolgere in seconda battuta, anziché come professioni sanitarie di prima risposta ai bisogni del cittadino.

Certamente la professione del Fisioterapista è tra queste, occupandosi dei bisogni collegati alle patologie del movimento, cardio-respiratorie e oncologiche, ovvero la stragrande maggioranza delle patologie croniche.

Per queste ragioni la Commissione di albo nazionale dei Fisioterapisti, di concerto con alcune realtà territoriali, sta supportando la definizione della figura del Fisioterapista di Comunità.

Alcune regioni hanno già approntato dispositivi normativi (Toscana e FVG) e altre si apprestano a discuterne (Piemonte), tenendo così viva l’attenzione sulla figura del fisioterapista di famiglia e di comunità. Al Senato ci sono due proposte di legge istitutive di queste figure, con sfumature e declinazioni peculiari.

Infatti, il disegno di legge del Senato n. 2339 firmato dalla Senatrice Boldrini, articolo 1 comma 2, recita: “Il fisioterapista di comunità è un professionista sanitario fisioterapista, dipendente di azienda sanitaria locale, con l’incarico di operare all’interno del team multiprofessionale delle cure primarie, nell’ambito delle articolazioni specifiche del distretto di cui all’articolo 3-quater del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, stabilite dalla normativa nazionale e regionale. L’incarico è attribuito dall’azienda sanitaria locale con il compito di identificare e adottare le migliori strategie per la prevenzione, la valutazione, il recupero, l’abilitazione e la palliazione, nonché con l’obiettivo generale di contribuire a migliorare la qualità di vita dell’individuo e dei suoi familiari o del suo care-giver.”

Quindi un Professionista della salute, che collabora in team per la promozione della salute e del benessere della Comunità, che non garantisce solo prestazioni.

Sul “Fisioterapista di famiglia”, invece, si può leggere nel disegno di legge del Senato n. 2257 a firma del Senatore Pagano, articolo 3 comma 1 e 2: “Il fisioterapista di famiglia è responsabile dell’assistenza fisioterapica domiciliare del paziente nei casi in cui le sue specifiche competenze professionali sono adeguate e sufficienti a garantire tale assistenza. Per «assistenza fisioterapica domiciliare» si intende la modalità di assistenza sanitaria erogata presso il domicilio del paziente dal fisioterapista in collaborazione con il medico di medicina generale in alternativa al ricovero ospedaliero, destinata a persone con patologie trattabili a domicilio e volta a favorire il recupero funzionale o il mantenimento delle abilità motorie, cognitive e funzionali, anche con interventi di assistenza protesica per la permanenza della persona assistita nel proprio ambiente.” Sul rapporto tra ASL/AUSL/ATS ed il professionista, invece, l’articolo 4 comma 1 definisce: “Il rapporto di lavoro del fisioterapista di famiglia può essere in regime di dipendenza o, previa stipulazione di uno specifico accordo nazionale unico ai sensi dell’articolo 48 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, in regime di libera professione.”

Come si può leggere, la differenza tra le due figure è sostanziale e non si crea una sovrapposizione tra di esse, senza essere allo stesso tempo antitetiche.

Si tratta di professionisti sanitari attivi sul territorio, necessari sia per l’organizzazione e la rilevazione dei bisogni di salute e per la prevenzione, in ambito fisioterapico e riabilitativo, che per le cure dirette alla persona.

C’è grande fermento intorno a queste nuove possibilità lavorative, tanto che stanno nascendo master universitari e corsi di formazione specifici, che serviranno a fornire le competenze necessarie ai colleghi che si approcceranno al lavoro.

 

Se sei interessata/interessato a questi argomenti (TAG NOTIZIARIO PROFESSIONALE) oppure vuoi ricevere articoli, informazioni, comunicati al riguardo direttamente nella sezione Notizie del tuo Profilo facebook, metti MI PIACE alla pagina di “riabilitazione info”, nel box pubblicato sulla destra dell’articolo.

 

Postato il 20 aprile 2022