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ANGIOLOGIA – La Riabilitazione Angiologica (di Daniele Aloisi, Angiologo – Direttore UO di Angiologia)

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DANIELE ALOISI – Angiologo
Direttore UO di Angiologia – AUSL-IRCCS Scienze Neurologiche – Bologna

Negli anni si è sviluppata una riabilitazione “specialistica” che vede coinvolti specialisti di varie branche mediche e chirurgiche: dalla riabilitazione cardiologica, a quella pneumologica, da quella vascolare a quella urologico-ginecologica, in tutte questi settori lo specialista clinico si confronta e collabora con il fisioterapista nell’approntare un piano di trattamento che integri le diverse terapie fisiche con i trattamenti farmacologici e chirurgici.

La riabilitazione in angiologia è entrata a far parte da alcuni anni del bagaglio terapeutico a disposizione del medico vascolare, a fianco delle cure mediche e chirurgiche, con cui si integra perfettamente.

Le patologie vascolari, croniche ed a carattere evolutivo, rappresentano un campo ideale per l’applicazione delle tecniche riabilitative che, seguendo la progressione della malattia, modulano l’intervento alle reali esigenze del paziente, ricordando sempre che il fine del trattamento è il miglioramento della qualità di vita del paziente più che del sintomo.

In campo angiologico, i settori che prevedono la possibilità di impiegare proposte riabilitative specifiche a fianco di quelle mediche e chirurgiche sono:

  • Le arteriopatie periferiche: sono ormai ben consolidate le evidenze scientifiche che mostrano come programmi di training deambulatorio controllati e integrati a terapie farmacologiche vasoattive, oppure in preparazione o in seguito ad interventi di rivascolarizzazione, possano ottenere risultati notevoli nel paziente con claudicatio intermittens.
  • Le flebopatie croniche: lo sviluppo di una insufficienza venosa cronica dopo un fatto trombotico coinvolgente i vasi profondi (sindrome post-trombotica) o conseguente ad una malattia varicosa primitiva, può essere prevenuto o può consentire un controllo evolutivo quando già presente, utilizzando tecniche riabilitative specifiche, sempre a fianco dei trattamenti medico-chirurgici.
  • Il linfedema degli arti, primario e secondario (soprattutto post-oncologico): in questo campo, in cui i trattamenti medici e chirurgici sono sostanzialmente inefficaci, le terapie riabilitative rappresentano l’unica vera arma a disposizione sia per prevenirne l’evoluzione che per controllarne le complicanze.
  • Le vasculopatie compressive (es. la sindrome dello stretto toracico superiore): anche in questo caso, in cui il trattamento chirurgico viene applicato solo ai casi più avanzati e complicati, le terapie riabilitative sono in grado di ottenere ottimi risultati sia in termini di controllo che di regressione della sintomatologia.
  • Le microangiopatie (es. il fenomeno di Raynaud): a fianco dei trattamenti farmacologici, talora inefficaci e spesso poco tollerati, alcune tecniche riabilitative, come il Massaggio Connettivale Reflessogeno, hanno dimostrato la capacità di controllare i fenomeni  vasospastici e la conseguente sintomatologia acuta nel periodo freddo dell’anno.

La multifattorialità delle malattie vascolari, inoltre, richiede l’impegno di un team multidisciplinare che sviluppi il suo impegno nel contesto di un piano diagnostico, terapeutico e assistenziale specifico per ciascuna condizione patologica. Questo approccio terapeutico integrato e multidisciplinare è tuttavia ancora poco utilizzato dagli specialisti e poco noto ai pazienti.

Lo spazio che verrà dedicato da RIABILITAZIONE INFO a questi argomenti, ha quindi l’obiettivo di portare alla ribalta sia le evidenze scientifiche che le esperienze personali, di chi vorrà collaborare, nel campo della riabilitazione angiologica, allo scopo di  sensibilizzare gli utenti, che siano professionisti sanitari o pazienti, riguardo le potenzialità di queste proposte.