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Pubblicato in G.U. il Decreto istitutivo del nostro Ordine Professionale: poteri, prospettive, tempistica (di Romualdo Carini, Fisioterapista e Giornalista Pubblicista – Responsabile Blog)

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E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 280 del 30 novembre scorso, il Decreto Ministeriale (DM) n. 183, istitutivo dell’Ordine Professionale dei Fisioterapisti: con la sua pubblicazione in G.U., tale istituzione è diventata ufficialmente Legge dello Stato, in vigore dal prossimo 15 dicembre.

L’8 settembre scorso, in occasione (guarda caso) della Giornata Mondiale della Fisioterapia, il ministro Speranza lo aveva, in pompa magna, firmato, annunciando cheÈ un riconoscimento del ruolo importante di questa professione sanitaria. Nella Giornata Mondiale della Fisioterapia dobbiamo valorizzare sempre più ogni donna e ogni uomo del SSN, il nostro bene più prezioso”.

Perché un “riconoscimento” e non un “diritto”, a vedere finalmente affermato, tutelato e valorizzato, come dovuto, “il ruolo importante di questa Professione Sanitaria”?

Un diritto che la nostra Professione, dal 1994, anno di istituzione del nostro Profilo Professionale, attendeva da decenni, durante i quali si è sempre impegnata per crescere, migliorarsi, evolversi (vedi Corsi di formazione biennali, Corsi triennali, Diplomi Universitari, Corso di Laurea, Corso di Laurea Magistrale in Scienze Riabilitative); si è sempre impegnata per affermarsi istituzionalmente (vedi ad esempio Leggi 42/1999, 251/2000, 43/2006 fra le tante); si è sempre impegnata per approfondire e adeguare, ai bisogni della Collettività, le sue competenze, realizzando i propri interventi in collaborazione con altre figure sanitarie (come da Profilo Professionale), nonché per operare secondo le migliori evidenze scientifiche, per comunicare correttamente con la persona, la famiglia e i colleghi, per occuparsi anche di educazione sanitaria, prevenzione, gestione del contesto di lavoro, per curare la propria formazione (“Core Competence”).

Il tutto fra mille difficoltà, resistenze, torti subiti, promesse mancate, “fatti e misfatti” vissuti e affrontati (vedi, ad esempio, il famigerato art. 1-septies), scippi di competenze (facciamo i nomi?), sfacciato abusivismo tollerato e addirittura legalizzato (facciamo i nomi?), vergognosi inciuci ministeriali “ad professionem”, per istituzionalizzare, per grazia ricevuta, pseudomedicine (facciamo i nomi?).

Ora, finalmente, abbiamo A DISPOSIZIONE un nostro Ordine Professionale, CON RELATIVE ATTRIBUZIONI (LEGGI POTERI)  STABILITE PER LEGGE

Si ricorda che l’emendamento alla Legge 3/2018, che ha permesso tutto questo, è stato scritto dal compianto Collega Mauro Gugliucciello e dal Collega Gianni Melotti. L’emendamento fu presentato in sede di approvazione della Legge in questione, in Aula alla Camera, il 25 ottobre 2017 e raddoppiava la cifra già prevista dalla Legge 43/2006, proponendo un Ordine per un Albo che avesse superato i 40.000 aderenti. L’emendamento venne al momento fatto ritirare, ma poi subito riproposto, innalzando il numero necessario di iscritti ad un Albo, per poter avere un Ordine proprio, a 50.000 (e oggi siamo circa 70.000).

Cosa significa per noi ora avere un Ordine Professionale? Significa poter INTERVENIRE sulla nostra Professione per tutelarla, valorizzarla, FARLA CRESCERE ulteriormente (mi piacerebbe dire “blindarla”), utilizzando ed esercitando, a pieno titolo, per la nostra Categoria, tutte quelle prerogative che la Legge 3/2018, “Riordino della disciplina delle Professioni Sanitarie”, ha appunto attribuito a una simile Istituzione.

E’ possibile prenderne visione (qui sinteticamente), per comprenderne (mi auguro) l’importanza e la portata, leggendo ciò che si stabilisce al proposito:

“Capo I”

DEGLI ORDINI DELLE PROFESSIONI SANITARIE

Art. 1 (Ordini delle professioni sanitarie).

1. Nelle circoscrizioni geografiche corrispondenti alle province esistenti alla data del 31 dicembre 2012 sono costituiti gli Ordini dei medici-chirurghi e degli odontoiatri, dei veterinari, dei farmacisti, dei biologi, dei fisici, dei chimici, delle professioni infermieristiche, della professione di ostetrica e dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione…(omissis)…..

2. ….(omissis)….

3. Gli Ordini e le relative Federazioni nazionali:

a) sono enti pubblici non economici e agiscono quali organi sussidiari dello Stato….. ;

b) sono dotati di autonomia patrimoniale, finanziaria, regolamentare e disciplinare…..sono finanziati esclusivamente con i contributi degli iscritti, senza oneri per la finanza pubblica;

c) promuovono e assicurano l’indipendenza, l’autonomia e la responsabilità delle professioni e dell’esercizio professionale, la qualità tecnico-professionale, la valorizzazione della funzione sociale, la salvaguardia dei diritti umani e dei principi etici dell’esercizio professionale indicati nei rispettivi codici deontologici, al fine di garantire la tutela della salute individuale e collettiva; essi non svolgono ruoli di rappresentanza sindacale;

d) verificano il possesso dei titoli abilitanti all’esercizio professionale…..;

e) assicurano un adeguato sistema di informazione sull’attività svolta….;

f) partecipano alle procedure relative alla programmazione dei fabbisogni di professionisti, alle attività formative….;

g) rendono il proprio parere obbligatorio sulla disciplina regolamentare dell’esame di abilitazione all’esercizio professionale, fermi restando gli altri casi, previsti dalle norme vigenti, di parere obbligatorio degli Ordini per l’adozione di disposizioni regolamentari;

h) contribuiscono con le istituzioni sanitarie e formative pubbliche e private alla promozione, organizzazione e valutazione delle attività formative e dei processi di aggiornamento per lo sviluppo continuo professionale di tutti gli iscritti agli albi, promuovendo il mantenimento dei requisiti professionali anche tramite i crediti formativi acquisiti sul territorio nazionale e all’estero;

i) separano, nell’esercizio della funzione disciplinare, a garanzia del diritto di difesa, dell’autonomia e della terzietà del giudizio disciplinare, la funzione istruttoria da quella giudicante…;

l) vigilano sugli iscritti agli albi, in qualsiasi forma giuridica svolgano la loro attività professionale, compresa quella societaria, irrogando sanzioni disciplinari secondo una graduazione correlata alla volontarietà della condotta, alla gravità e alla reiterazione dell’illecito, tenendo conto degli obblighi a carico degli iscritti, derivanti dalla normativa nazionale e regionale vigente e dalle disposizioni contenute nei contratti e nelle convenzioni nazionali di lavoro.

Abbiamo filalmente a disposizione uno STRUMENTO ISTITUZIONALE che HA TITOLO E POTERE, se adeguatamente utilizzato da chi si assumerà la responsabilità di dirigerlo, per affrontare i tanti irrisolti problemi della nostra Categoria.

Per prima cosa (ritengo) per eliminare l’ingiuria dell’abusivismo, che inquina e mortifica da anni la nostra Professione (utilizzando anche, in qualità di “organo sussidiario dello Stato”, a piene mani NAS, pubbliche denunce, citazioni in giudizio, là dove provata l’illegalità…); poi per pretendere, dalle Istituzioni, il “rispetto delle LORO normative”, da parte di quelle “figure”, che da troppo tempo, indebitamente, si sono appropriate di nostre competenze; poi per tutelare le NOSTRE competenze, la nostra autonomia, responsabilità e dignità sul posto di lavoro o in libera professione (vedi ad esempio giusto compenso e contrasto alle false Partite IVA); per richiedere, dopo attenta valutazione, una eventuale nostra Cassa Previdenziale; per esigere (e controllare) che la nostra Formazione Continua sia adeguata alle nostre competenze ed esigenze (e non sia “svenduta”, da compiacenti Provider, anche a chi non è Fisioterapista); per tutelare gli iscritti in caso di contenziosi professionali; per individuare ulteriori ambiti in cui esercitare e valorizzare la nostra professionalità….e quant’altro possa servire a noi e alla Collettività.

A mio giudizio, poi, il Decreto contiene anche un’altra importante disposizione che, se ben sfruttata, può rappresentare una ulteriore formidabile OPPORTUNITA’ per la nostra Categoria.

Si tratta di quanto viene citato nel Decreto dall’Art. 2 al comma 3: “Il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini della professione sanitaria di fisioterapista é membro di diritto del Consiglio superiore di sanità, ai sensi dell’art. 4, comma 2, della legge legge 11 gennaio 2018, n.3”.

Il Consiglio superiore di sanità è organo di consulenza tecnico-scientifica del Ministro della salute. Il Consiglio esprime parere su richiesta del Ministro e nei casi espressamente stabiliti dalla legge, in ogni altro caso in cui le Direzioni Generali ne facciano richiesta per l’adozione di provvedimenti normativi od amministrativi e nella eventualità che l’Autorità giurisdizionale richieda la consultazione dell’Organo per decidere contenziosi. Il Consiglio svolge anche funzione consultiva e propositiva (Fonte Ministero della Salute).

Fra le sue funzioni:

– prende in esame i fatti riguardanti la salute pubblica, su richiesta del Ministro della salute:

  • propone lo studio di problemi attinenti all’igiene e alla sanità

  • propone indagini scientifiche e inchieste su avvenimenti di rilevante interesse nel campo igienico e sanitario;

  • propone all’amministrazione sanitaria la formulazione di schemi, di norme e di provvedimenti per la tutela della salute pubblica; (Fonte Ministero della Salute).

Secondo me, nel testo in oggetto sono elencate interessanti opportunità, da prendersi in considerazione da parte del nostro futuro Ordine.

Perché, ad esempio, giusto per “inaugurare” il nostro ingresso in questa importante e prestigiosa Istituzione, non presentare, illustrare, discutere (richiedendo soluzioni) un dettagliato dossier (tanto per cominciare) sulla citata piaga dell’abusivismo, dilagante nel nostro settore, che DEVE (per noi e per la Collettività) essere eliminata?

Non è forse un “problema attinente alla sanità”?….non può essere oggetto di “inchieste su avvenimenti di rilevante interesse nel campo sanitario”?….non merita la “formulazione di norme e di provvedimenti per la tutela della salute pubblica”? Se anche questa strada è percorribile sarebbe un peccato ignorarla……e si potrebbe in futuro pensare anche ad altri interessanti e circostanziati dossier.

Quali, però, i tempi necessari perchè il nostro Ordine sia effettivamente operativo? Sono ipotizzati nello schema (il cui link é sotto pubblicato), messo a punto dal Collega Angelo Mazzali, Presidente dell’Ordine TSRM-PSTRP di Cremona.

Considerando i vari step previsti dal Collega Mazzali, a partire dall’entrata in vigore del Decreto (pubblicazione in G. U. e sua entrata in vigore), fino al momento in cui dovranno essere indette le elezioni della nuova Federazione, dovrebbero essere necessari 165 giorni, 5 mesi e mezzo circa.

Tenendo conto del fatto che il Decreto entrerà in vigore il 15 dicembre prossimo, se verranno rispettati questi tempi a partire da quella data, all’inizio di giugno del prossimo anno il nostro Ordine Professionale potrebbe finalmente “scendere in campo”.

DM TEMPISTICA