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STOP all’osteopata professione sanitaria “per grazia ricevuta” (di Romualdo Carini – Fisioterapista, Giornalista Pubblicista – Responsabile Blog)

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Forse mi dovrò ricredere (e sarò ben felice di farlo), riguardo i dubbi, i sospetti, i timori espressi nei confronti dell’operato della Commissione Affari Sociali della Camera, relativamente a quanto questa Commissione, discutendo in sede referente il DDL 3868 “Lorenzin”, sta predisponendo a proposito dell’ipotizzata professione sanitaria dell’osteopata.

Forse, perché, come recita un noto proverbio molto italiano, “le vie degli inciuci sono infinite”, per cui, prima di fare ammenda per quanto avevo scritto, sarà meglio attendere cosa verrà effettivamente approvato al riguardo da quella Commissione.

Perché ricredere?

Perché si conoscono finalmente gli emendamenti presentati al famigerato art. 4, riguardante appunto l’individuazione della contestatissima professione sanitaria dell’osteopata. Emendamenti riportati, per opportuna valutazione di chi vuole conoscerli, in calce a queste note (in grassetto i contenuti particolarmente significativi).

Sono proposte di modifica che in pratica demoliscono la “porcata” (dalla Treccani – porcata: “azione indegna, sleale o poco onesta, spec. a danno d’altri, mascalzonata”) uscita più di un anno fa dal Senato, frutto di un vergognoso e clientelare inciucio.

Si va dall’abrogazione secca, del suddetto articolo (Em. 4.4), soluzione che taglierebbe “sic et simpliciter” la testa al toro, alla proposta di permettere ai soli laureati in medicina o in fisioterapia la possibilità di diventare osteopati (Em. 4.3), considerando l’osteopatia, da un certo punto di vista, solo ed esclusivamente una pratica terapeutica alla stregua della Terapia Manuale, della Riabilitazione Neurocognitiva, della Riabilitazione Cardiorespiratoria….

Ma negli altri emendamenti proposti, compare PREPOTENTE e PARTICOLAREGGIATO, il richiamo alla Legge 43/2006, cioè a quanto stabilito dalla normativa vigente riguardo l’individuazione di nuove professioni sanitarie (art. 5), normativa bellamente (eufemismo) e inspiegabilmente (o forse no) ignorata dalla esimia sen.ce De Biase prima, dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato da lei presieduta poi e, da ultimo, dall’Aula di Palazzo Madama quando ha approvato in prima lettura il DDL Lorenzin nel maggio dello scorso anno.

Chi, a questo punto, esce piuttosto “malconcia” da questa situazione (ma, si possono pensare espressioni anche più colorite e calzanti) è proprio la senatrice in oggetto, paladina di quei “praticanti l’osteopatia” aspiranti a diventare professione sanitaria “per grazia ricevuta”.

E sì che da più parti le erano arrivati richiami alla correttezza istituzionale, al rispetto della legge, a tenere in considerazione il parere del mondo accademico e la richiesta di tutte le Professioni Sanitarie, richiami al rischio di un clamoroso fallimento, ma tant’è.

E, guarda caso, gli emendamenti che forse con più decisione demoliscono la “porcata” in questione, sono proprio quelli presentati dal Partito a cui la senatrice appartiene, il Partito Democratico, emendamenti che rivelano l’infondatezza normativa del suo progetto e non vuole essere accusato di complicità (Em. 4.2 e 4.3).

Ma la stroncatura arriva anche da diverse altre Forze Politiche componenti la Commissione: oltre al PD, hanno presentato emendamenti contrari all’osteopata professione sanitaria “per grazia ricevuta” anche Lega Nord (Em. 4.4, 4.5, 4.6), Movimento 5 Stelle (Em. 4.10), Democrazia Solidale – Centro Democratico (Em. 4.7, 4.19, 4.11, 4.9, 4.20), Gruppo Misto – UDC – IDEA (Em. 4.1), Forza Italia (Em. 4.12, 4.13, 4.14, 4.15, 4.16, 4.17, 4.18).

Come però accennato in precedenza, prima di esprimere un giudizio definitivo è meglio attendere di vedere, “nero su bianco”, come si suol dire, come le cose verranno aggiustate tornando al rispetto delle regole.

Ma c’è anche da chiedersi se, poi, si riuscirà ad arrivare fino in fondo, fino cioè alla, da troppi anni, attesa istituzione degli Ordini per le Professioni Sanitarie che ne sono ancora prive, stante l’avvicinarsi del termine di questa Legislatura e i tempi che si fanno sempre più stretti per un provvedimento che, una volta licenziato con gli aggiustamenti dalla Camera, dovrà tornare al Senato, in Commissione Igiene e Sanità e poi in Aula, per una nuova lettura e approvazione.

A meno che quelle Forze Politiche a cui sta veramente a cuore l’istituzione degli Ordini per le Professioni Sanitarie che ne sono ancora prive, stanti  appunto i tempi ormai contingentatissimi per l’approvazione del DDL, non optino per la cosiddetta “deliberante”, l’approvazione del DDL modificato direttamente da parte della Commissione Affari Sociali, senza il successivo passaggio in Aula. Evidentemente in questo modo si recupererebbe parte del tempo da loro colpevolmente perso in questi anni. Ovviamente poi, il DDL, uscito così dalla Camera, dovrebbe tornare “blindato”, cioè reso immodificabile, al Senato e seguire magari la medesima procedura per diventare finalmente Legge. Vedremo, ma qualche speranza sembra esserci e per la prima volta, dopo tanti anni, abbiamo l’impressione che il risultato possa essere a portata di mano.

Comunque sia, la resa dei conti è dietro l’angolo, prevista forse per ottobre (come si vocifera) o al più tardi per febbraio del prossimo anno.

EMENDAMENTI ALL’ART. 4

(Istituzione e definizione della professione dell’osteopata).

Sopprimerlo.
4. 4. Rondini. (Lega Nord – Autonomie)

Sostituire gli articoli 4 e 5 con il seguente:
ART. 4. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro della salute attiva, in riferimento al comma 3 della legge 10 febbraio 2006 n. 43, la relativa procedura per l’individuazione delle professioni sanitarie dell’osteopata e del chiropratico.
4. 5. Rondini. (Lega Nord – Autonomie)

Sostituire gli articoli 4 e 5 con il seguente:
ART. 4. È istituito presso il Ministero della salute, senza oneri per la finanza pubblica, un registro degli Osteopati. L’iscrizione al suddetto registro è consentita a coloro che sono in possesso di diploma di laurea o titoli equipollenti, definiti con accordo stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il laureato in osteopatia ha il titolo di dottore in osteopatia ed esercita le sue mansioni liberamente come professionista nel campo del diritto alla salute in ambito della medicina non convenzionale, ai sensi della normativa vigente.
4. 6. Rondini. (Lega Nord – Autonomie)

Sostituirlo con il seguente:
ART. 4. (Istituzione e definizione della professione dell’osteopata).
1. Il Governo è delegato ad individuare entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge, la professione sanitaria di osteopata, nel rispetto dei principi fondamentali di cui alla legge 1° febbraio 2006, n. 43 « Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l’istituzione dei relativi ordini professionali », mediante uno o più accordi, sanciti in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e recepiti con decreti del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. L’individuazione della nuova professione sanitaria di osteopata è da ricomprendere nell’area di cui agli articoli 3 e 4 della legge 10 agosto 2000, n. 251, il cui esercizio deve essere riconosciuto su tutto il territorio nazionale ed avviene, in considerazione dei fabbisogni connessi agli obiettivi di salute previsti nel Patto per la Salute tra Stato e regioni e nei Piani sanitari regionali e che non trovano rispondenza in professioni già riconosciute dall’ordinamento italiano.
2. L’individuazione della professione sanitaria dell’osteopata, così come previsto dall’articolo 5, comma 3 della legge n. 43 del 2006 è subordinata ad un parere tecnico-scientifico, espresso da un’apposita commissione, operante nell’ambito del Consiglio superiore di sanità, nominata dal Ministero della salute, alla quale partecipano esperti designati dal Ministero della salute e dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e i rappresentanti della Federazione Nazionale degli ordini provinciali dei medici chirurghi e degli odontoiatri e delle Associazioni dei fisioterapisti riconosciute maggiormente rappresentative con decreto del Ministro della Salute, senza oneri a carico della finanza pubblica. A tal fine, la partecipazione alle suddette commissioni non comporta la corresponsione di alcuna indennità o compenso né rimborso spese.
3. Gli accordi di cui al comma 1 individuano l’ambito di attività della professione di osteopata, definendo le funzioni caratterizzanti evitando parcellizzazioni e sovrapposizioni con le professioni già riconosciute dall’ordinamento italiano o con le specializzazioni delle stesse.
4. Con successivo accordo stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono stabiliti i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti ai fini dell’esercizio della professione sanitaria di osteopata di cui al comma 1. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, sentite le competenti Commissioni parlamentari e acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità è definito l’ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia.
5. È istituito senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, presso l’Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, l’albo per la professione sanitaria di osteopata. Possono iscriversi all’albo i soggetti che hanno conseguito la formazione universitaria o equipollente in osteopatia, ai sensi del decreto di cui al comma 5, e i soggetti in possesso dei titoli di cui al medesimo comma 2.

4. 2. Carnevali (PD), Paola Bragantini (PD), Beni (PD), Paola Boldrini (PD), Mariano (PD) Piccione (PD), Miotto (PD).

Sostituirlo con il seguente:
ART. 4. (Istituzione e definizione della professione dell’osteopata).
1. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca con proprio decreto, di concerto con il Ministro della salute, sentite le competenti Commissioni parlamentari e acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, istituisce entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge, il corso di formazione universitaria post laurea in osteopatia alla quale possono accedere i laureati in fisioterapia o in medicina e chirurgia.
2. Con il medesimo decreto di cui al comma 1 sono stabiliti i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti in osteopatia conseguiti in sedi formative italiane ed estere antecedente all’entrata in vigore della presente legge.
4. 3. Lenzi (PD), Paola Bragantini (PD), Carnevali (PD), Paola Boldrini (PD), Amato (PD), Mariano (PD), Piccione (PD), Miotto (PD).

Sostituirlo con il seguente:
ART. 4. (Istituzione della professione dell’osteopata).
1. È istituita la professione dell’osteopata. Per l’esercizio della professione sanitaria dell’osteopata è necessario il possesso del titolo di studio universitario abilitante, come definito dal decreto di cui al comma 2 del presente articolo, o titolo equipollente e l’iscrizione al registro istituito con apposito decreto presso il Ministero della salute.
2. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, sentite le competenti Commissioni parlamentari e acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituito il corso di studi ed è definito l’ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia.
3. Con accordo stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2, sono stabiliti i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti ai fini dell’esercizio della professione sanitaria di cui al comma 1.
4. Ai sensi dell’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, con decreto del Ministero della salute, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentite le competenti Commissioni parlamentari, acquisto il parere del Consiglio di Stato e del Consiglio superiore di sanità, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2, è adottato il regolamento concernente l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell’osteopata ed è istituito il registro di cui al comma 1.
4. 10. Mantero (M5S), Grillo (M5S), Baroni (M5S), Silvia Giordano (M5S), Lorefice (M5S), Colonnese (M5S), Nesci (M5S), Dall’Osso (M5S) Di Vita (Misto).

Al comma 1, sostituire il primo periodo con il seguente: Nell’ambito delle professioni sanitarie è prevista la professione dell’osteopata, la cui istituzione è subordinata all’esito delle procedure previste dall’articolo 5 della legge n. 43 del 2006.
4. 7. Gigli (Democrazia Solidale – Centro Democratico).

Al comma 1, primo periodo, sostituire la parola: sanitarie con le seguenti: tecnicosanitarie.
4. 12. Catanoso (FI).

Al comma 1, secondo periodo, sostituire la parola: sanitaria con le seguenti: tecnico-sanitario e sopprimere le parole: o titolo equipollente.
4. 13. Catanoso (FI).

Al comma 1, secondo periodo, sopprimere le parole: o titolo equipollente.
4. 14. Catanoso (FI).

Al comma 1, secondo periodo, sostituire le parole: o titolo equipollente con le seguenti: conseguita al termine del relativo percorso formativo individuato con il decreto di cui al comma 2 o il possesso di un titolo equipollente. Conseguentemente, all’articolo 5, comma 1, secondo periodo, sostituire le parole: o titolo equipollente con le seguenti: conseguita al termine del relativo percorso formativo individuato con il decreto di cui al comma 2 o il possesso di un titolo equipollente.
4. 19. Gigli (Democrazia Solidale – Centro Democratico).

Al comma 1, secondo periodo, sostituire le parole: o titolo equipollente con le seguenti: conseguita al termine del relativo percorso formativo individuato con il decreto di cui al comma 2 o il possesso di un titolo equipollente.
4. 11. Fauttilli (Democrazia Solidale – Centro Democratico).

Al comma 1, terzo periodo, sostituire le parole da: delle competenze fino a: osteopata con le seguenti: della nuova professione di osteopata e delle competenze ad essa riconducibili.
4. 8. Gigli (Democrazia Solidale – Centro Democratico).

Al comma 1, terzo periodo, dopo le parole: riconducibili alla professione aggiungere le seguenti: tecnico-sanitaria.
4. 15. Catanoso (FI).

Al comma 1 aggiungere, in fine, il seguente periodo: L’osteopatia è una professione di interesse tecnico-sanitario che deve fare riferimento alla diagnosi e alla prescrizione medica.
4. 16. Catanoso (FI).

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente: 1-bis. Il MIUR, in accordo con il Ministero della Salute, sentito il CUN e il Consiglio Superiore di sanità, sentite le competenti Commissioni parlamentari, adotta, entro 6 mesi dall’entrata in vigore della presente legge, il decreto con l’ordinamento didattico del corso di laurea per Osteopati, fissando gli obiettivi specifici del corso di laurea, il numero di crediti corrispondenti a ciascun SSD, il numero di crediti corrispondenti al tirocinio professionalizzante, il numero degli esami e le modalità con cui si svolgerà l’esame di abilitazione all’esercizio della professione. Analogamente a quanto previsto per i corsi di Laurea L/SNT1, 2, 3, 4. Conseguentemente, sopprimere il secondo periodo del comma 2. 4. 1.Binetti (Misto – UDC – IDEA), Buttiglione (Misto – UDC – IDEA), Cera (Misto – UDC – IDEA) De Mita (Misto – UDC – IDEA).

Al comma 2, sopprimere il primo periodo.
4. 17. Catanoso (FI).

Al comma 2, primo periodo, sostituire le parole: tre mesi con le seguenti: nove mesi.
4. 9. Gigli (Democrazia Solidale – Centro Democratico).

Al comma 2, secondo periodo, sopprimere le parole: sentite le competenti Commissioni parlamentari e. Conseguentemente, all’articolo 5, comma 2, secondo periodo, sopprimere le parole: sentite le competenti Commissioni parlamentari e.
4. 20. Fauttilli (Democrazia Solidale – Centro Democratico).

Al comma 3, secondo periodo, sopprimere le parole: , e i soggetti in possesso dei titoli di cui al medesimo comma 2.
4. 18. Catanoso (FI).

 

Postato il 27 maggio 2017