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Tre anni di obbligata convivenza nell’”Ordine/Condominio” TSRM-PSTRP: amare considerazioni (di Giovanni Cavinato, Dottore in Fisioterapia – Presidente RIR)

 

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In rappresentanza, come Presidente del Registro Nazionale delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione (RIR), di un cospicuo numero di colleghi Fisioterapisti, dopo tre anni di obbligata convivenza nell’Ordine/Condominio dei TSRM alcune riflessioni si fanno emergenti.

Posso serenamente affermare che la conquista, inizialmente di un Albo (insieme ad altre 18 Professioni Sanitarie) e a breve, come sembra, di un Ordine autonomo, attesi dalla nostra categoria da quasi 30 anni, è stata accolta con significativo favore dalla quasi totalità dei nostri colleghi Fisioterapisti.

Ci saremmo però aspettati, finalmente, un “riconoscimento istituzionale” che potesse restituire dignità ad una Professione rimasta da sempre “ai margini”, sacrificabile, intercambiabile e confondibile, oltre che perseguitata e parcellizzata da un abusivismo variegato e dilaniante.

Ben presto invece, purtroppo, abbiamo dovuto mettere da parte l’entusiasmo, le speranze, la fiducia riposti nelle persone che ci stavano rappresentando prima e di quelle che ci rappresentano ora, per far posto all’amarezza dei fatti.

Istituzionalmente riconosciuti” ha significato, al momento, soltanto ritrovarsi con un aumento esponenziale di oneri e burocrazia, nella maggior parte dei casi al limite della ragionevolezza, oneri e burocrazia spesso eccessivi e gratuitamente disorientanti, sovrapponibili e, possiamo serenamente dire, anche inutili e fuori dal tempo.

L’abusivismo si sperava venisse almeno fatto emergere, se non perseguito, ma anche in questo caso siamo stati costretti, inermi, ad assistere alla legalizzazione, ma direi quasi alla “costituzione di uno scudo protettivo”, per coloro che fino al giorno prima potevamo denunciare tranquillamente come abusivi; soggetti in possesso di titoli impossibili da riconoscere equipollenti o equivalenti, se non per pochissimi di loro.

Per citare un esempio, l’assurda possibilità di poter ottenere l’equivalenza di un titolo, se si dimostrava di aver esercitato per 36 mesi, anche non consecutivi, negli ultimi 10 anni.

Aver “giocato” con una Professione Sanitaria per qualche ora al mese in 10 anni, ha significato, per questi personaggi, l’essere riconosciuti all’interno di un Ordine di veri professionisti sanitari, professionisti della salute: ma nessuno si è fatto due domande in proposito?

Questo è il valore sociale della nostra professione sanitaria? La nostra dignità riconosciuta?

Una sanatoria di tutti coloro che avrebbero dovuto essere oggetto di attenzione da parte della magistratura, dei NAS e della Guardia di Finanza, accolti e protetti all’interno di fantomatici e indistinguibili elenchi speciali interni alla “pancia” della Federazione Nazionale Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (FNO TSRM-PSTRP)?

Non si può utilizzare un altro termine se non “pancia”, perché tale accoglienza è utile, a nostro avviso, soltanto al rimpinguamento delle casse della Federazione, a totale dispregio e vilipendio delle altre 18 Professioni Sanitarie legittimamente rappresentate.

La Federazione ha stabilito inoltre, sin dall’inizio, la concentrazione del potere effettivo nelle mani di una minoranza, per lo più operante a proprio vantaggio e contro gli interessi della maggioranza.

I TSRM, hanno composto le Commissioni di fatto a loro maggioranza, pur rappresentando, i tecnici sanitari di radiologia medica, una tra le professioni numericamente minori che compongono la FNO.

Lo stesso sistema di elezione, tristemente sovrapponibile a quello dei vari Governi del nostro Paese, è stato costruito a loro eterna tutela, garantendogli per sempre il comando totale, con l’appiattimento delle altre 18 professioni, costrette ad una sudditanza inappellabile.

Dal 2018, anno della costituzione della Federazione, al 2021, cosa possiamo mettere, noi Fisioterapisti, a bilancio?

  • Lotta all’abusivismo? Neanche a parlarne.

  • Miglioramento delle condizioni di lavoro? Non ci risulta.

  • Tutela e sostegno degli iscritti? Tutt’altro! Piuttosto il contrario.

  • Istituzione di una Cassa Previdenziale? Non sembra neanche sia stata presa in considerazione, se non per riempire di chiacchiere e parole di circostanza e convenienza discorsi che mettevano in difficoltà l’interlocutore.

  • Le Direzioni di Area? Nel limbo, fatta eccezione, forse, per alcune realtà dove, al comando, doveva essere impiegato l’asservito/a di turno magari congiunto con qualche dirigente o politico del posto.

  • Un Ufficio Legale federativo di tutela dei Professionisti nelle Aziende Sanitarie, pubbliche e private e anche per i Liberi Professionisti? Non ci risulta, piuttosto il contrario: enormi spese legali al fine di elaborare condizioni di vessazione, ai limiti della violenza e del mobbing, per i propri iscritti.

  • L’accessibilità a corsi ECM gratuiti o a costi sostenibili per gli iscritti? Non ci risulta, se non per corsi FAD di nessun valore formativo per il mondo professionale reale.

  • La presenza sul territorio, intesa come “qualcuno a cui potersi rivolgere” facendoci sentire parte di una Comunità Professionale? No comment.

  • Acquisto delle sedi in capo ai TSRM? Purtroppo questo sì e con “i soldi di tutti… per uno!” … mi sovviene l’antico cartone animato, il gruppo TNT: “1 x tutti e TUTTO x 1”.

  • Stipendi non da poco per i dirigenti di Ordini e Albi? Anche questo sì.. …dovuto diciamo? Sicuramente, ma ci si aspetterebbe altro da quel che i fatti tristemente dimostrano: oneri riconosciuti in proporzione ai diversi livelli di responsabilità degli appartenenti alle dirigenze nei vari livelli territoriali e nazionale della FNO e degli Albi che si sono concretizzati con la sola ed unica attività di “esecutori di ordini”, un aspetto che azzera totalmente ogni livello di responsabilità che è stato e viene comunque riconosciuto economicamente a chi non fa altro che chiacchiere e occupa un posto dal riscontro inutile e vuoto di significato e di senso: un passacarte.

  • Aumento esponenziale, al limite del comprensibile corrispettivo, delle disposizioni economiche messe a bilancio annuale dei rimborsi, ordinari e straordinari, per i dirigenti di Ordine, soprattutto, ma anche per quelli di Albo, ai quali, pur figli di un Dio minore, qualcosina viene loro riconosciuto (seppur con notevoli difficoltà) malgrado siano proprio costoro a “garantire il tesoretto”!

Nel 2020 abbiamo avuto l’arrivo del virus Sars-Cov-2 e dell’associata malattia Covid19.

Da questa data in poi (11 marzo 2020), i nostri Albi, nazionale e provinciali, sono passati dall’essere meri esecutori di ordini a meri esecutori di ordini “blindati”.

La nostra rappresentanza ai tavoli tecnici, dove si individuano e definiscono le ragioni e le strategie che portano poi alla formulazione di norme e regole, rappresentanza che è numericamente la più numerosa tra le Professioni Sanitarie presenti a quei tavoli ministeriali, cos’ha di fatto ottenuto, oltre a recepire e mettere in atto ordini e disposizioni imposte? Ordini e disposizioni, fra l’altro, troppo spesso in contraddizione con la razionalità scientifica?

In che modo i nostri Rappresentanti nei tavoli tecnici hanno dimostrato, o potuto dimostrare, di essere dei sanitari, confrontandosi con la materia sanitaria? Ne sono stati capaci o almeno messi nelle condizioni di farlo? Sono stati presi nella giusta considerazione, in quanto esercenti Professione Sanitaria?

Dal 1° gennaio del 2022 assistiamo poi all’affido, agli Ordini delle Professioni Sanitarie, del controllo degli iscritti con riferimento all’obbligo vaccinale e capiamo bene il perché, scientificamente, in ambito sanitario, tali Ordini in realtà non siano stati considerati, non ci sia mai stata una compartecipazione, un confronto di livello in ambito sanitario, ma piuttosto una presenza passiva e totalmente assertiva, remissiva e complice.

Nell’attesa dell’applicazione delle norme riguardanti l’obbligo vaccinale per i sanitari da parte degli Ordini professionali, applicazione facile se eseguita in modo formale e pedissequo, ma divenuta drammatica avendo obbligato il nostro Ordine FNO TSRM PSTRP all’interpretazione di tali norme, ecco emergere lemblematico caso di coloro che rientrano nel diritto all’esercizio professionale a seguito di guarigione da Covid19.

Una condizione che si direbbe logicamente scontata, ma che viene diversamente interpretata dalle nostre illuminate menti di Rappresentanza Professionale, in mancanza di una definizione specifica del caso nella norma.

Il guarito, che per norma rientra nella condizione di poter acquisire il suo green pass e di poter riprendere il lavoro, al pari del vaccinato in regola con le dosi relativamente al ciclo vaccinale, non lo può fare, per il nostro Ordine, se non con un certificato di esenzione o differimento da parte del MMG.

Non ci riesce di comprendere come la condizione del guarito da malattia Covid19 possa essere in qualche modo sovrapponibile a quella di un malato, con patologie o condizioni cliniche definite nel merito dalla norma, che richiedano un’esenzione o differimento dalla vaccinazione.

Il guarito, fino a prova contraria, è un soggetto definibile come “sano”, ma si pretende che un MMG rilasci un certificato di esenzione o di differimento dalla vaccinazione, che potrebbe diventare un falso in atto pubblico.

È bastata questa necessità di interpretazione, sinceramente inutile, in quanto superflua in riferimento alla norma, per palesare, forse, un’inadeguatezza, per non dire incapacità, di razionale scientifico in ambito sanitario di chi ha interpretato una norma in modo distorto e deviante, che invece, paradossalmente, risultava chiara anche ad una lettura semplice del testo.

Nessun accenno di intervento critico su questa norma che, di fatto, intercetta, da una parte una volontà politica sganciata da qualsiasi razionale scientifico, dall’altra mette in evidente pericolo la salute e la vita dei nostri colleghi, obbligati alla vaccinazione anche dopo aver raggiunto la naturale immunizzazione dall’infezione e la conseguente guarigione dalla malattia.

Nessun accenno di tutela verso gli iscritti al nostro Ordine Professionale, una tutela, in questo caso, non sul lavoro o la professione, ma sulla loro salute e la loro vita.

  • Dove possiamo trovare un dato sicuro sul calcolo rischio/beneficio in merito a chi viene obbligato alla vaccinazione essendo guarito dalla malattia?

Da nessuna parte, non esiste!

Allego a queste note, un documento/relazione (1) che, con la partecipazione di numerosi professionisti sanitari e ricercatori in campo medico, il sottoscritto ha contribuito ad elaborare, proprio per fornire un supporto scientifico documentale basato sulla ricerca, sulla letteratura medica ed evidenza clinica, documento che ritengo utile per i Colleghi, al fine di essere informati a tutela della propria salute, della propria vita e della propria incolumità.

Senza mezze parole, credo di poter serenamente affermare che la vaccinazione, nei confronti di una persona che ha vinto l’infezione e la conseguente malattia in modo naturale, è paragonabile ad un attentato alla salute e alla vita per il soggetto obbligato da parte di chi obbliga in modo non solo colposo ma consapevolmente doloso.

Arriviamo infine alla volontà, che, oltre a comprendere condividiamo, di separarci, avendone la possibilità numerica e per legge, dalla FNO TSRM-PSTRP, per costituire un nostro Ordine professionale autonomo di Fisioterapisti.

Una scissione, secessione, separazione, chiamatela come volete, che si rende necessaria sotto ogni profilo, ma soprattutto vitale per garantire ai Fisioterapisti un possibile futuro di rappresentatività reale, propria ed appropriata (almeno di spera … purtroppo nuovamente…!).

Un percorso di distacco e di riappropriazione identitaria, a cui lavorano i Colleghi Antonio Bortone, Presidente del Coordinamento delle Associazioni delle Professioni Sanitarie (CONAPS) e Piero Ferrante, Presidente della nostra Commissione d’Albo Nazionale, lavoro che si spera possa concludersi tra pochi mesi, completandosi con la costituzione, finalmente, dell’Ordine dei Fisioterapisti.

La speranza, spesso purtroppo ricorrente in modo tragicomico nel destino della nostra Professione, è quella che il “vile danaro”, che la FNO TSRM-PSTRP ha accumulato fino ad oggi, con l’acquisizione delle quote d’iscrizione annuali dei Fisioterapisti, venga in qualche modo ripartito e restituito ai legittimi proprietari, anche in considerazione dei beni mobili ed immobili che gli astuti e abili TSRM si sono intestati utilizzando quei denari.

Denari che, altrimenti, rischierebbero di diventare il prezzo di un riscatto/ricatto fine a sé stesso e senza alcun beneficio, passato, presente e futuro per noi, che abbiamo avuto l’obbligo di versare, ricevendo in cambio più che benefici solo danni e tempo perduto.

Concludo queste considerazioni per avanzare una proposta: perché non modificare le regole di elezione dei nostri Rappresentanti Nazionali, che, ad oggi, vengono eletti dalle Rappresentanze Provinciali e non direttamente dagli iscritti?

Una regola, quella attuale, che permette, a chi raggiunge le “leve” di potere, di riuscire, spesso, a mantenere a vita il proprio status pagato da “noi”.

Una modifica di costituzione e soprattutto “costruzione” del nuovo e autonomo “nostro” Ordine, che renderebbe più democratica e fondamentalmente dipendente dagli iscritti, la nomina dei Rappresentanti Istituzionali, che dovrebbero così rispondere del loro operato agli iscritti e non solo agli “amici” delle Commissioni Provinciali.

Mantenere inalterati gli equilibri relativamente alle elezioni delle cariche dirigenziali in capo a Ordine e Albo, equivale a renderli e, legittimamente poterli considerare, inutili e dannosi, come di fatto lo sono, e lo sarebbero comunque rimanendo nella dimensione fortemente limitante e castrante che è stata loro imposta dalla legge 3 del 2018, che li ha trasformati in organi sussidiari dello Stato privandoli così di ogni possibile e autonoma gestione relegati a meri esecutori di ordini dall’alto.

 

(1) RELAZIONE RIR SU OBBLIGO VACCINALE.

 

Postato l’8 aprile 2022